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Gori consegna a Maroni la proposta autonomista “Vale 4 miliardi di euro”

Una proposta di autonomia, sottoscritta da decine di amministratori del Partito democratico, dal valore di 4 miliardi di euro. Inestimabile invece è il valore politico per il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni.

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Una proposta di autonomia, sottoscritta da decine di amministratori del Partito democratico, dal valore di 4 miliardi di euro. Inestimabile invece è il valore politico per il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni. Il documento, un ordine del giorno che verrà presentato in Consiglio regionale, è stato consegnato al governatore dalle mani del sindaco di Bergamo Giorgio Gori che insieme al presidente della Provincia orobica Matteo Rossi ha avviato il dibattito nel centrosinistra sull’autonomia regionale.

Il riassunto delle puntate precedenti: Maroni lancia il referendum per chiedere ai cittadini se aprire una trattativa con il governo per chiedere più autonomia. Rossi e Gori a settembre sollecitano i colleghi di partito a prendere una posizione. Il Pd decide di chiedere a Maroni di iniziare fin da subito il dialogo con Roma ed evitare così il referendum. Maroni, a Bergamo, dichiara di essere disponibile. Il Pd studia una posizione comune e ora la presenta al governatore.

“Cerchiamo di dare concretezza a questa posizione portando un ordine del giorno sottoscritto dagli amministratori lombardi del Pd – spiega il primo cittadino di Bergamo in conferenza stampa -. Abbiamo scelto questa strada perché crediamo che sia molto efficace nel rafforzare l’istanza di aprire a breve una trattativa con il governo per rendere concreto quello che prevede la Costituzione, ovvero proporre federalismo differenziato acquisendo la titolarità di alcune specifiche funzioni. Noi siamo per una visione unitaria del paese, una visione solidale. Però pensiamo che 54 miliardi di euro all’anno di tasse, per la Lombardia, siano troppi. Le potenzialità su scala europea di questa Regione sono frenate da un prelievo fiscale eccessivo. Non proponiamo non numeri buttati all’aria, ma una modifica del criterio di ripartizione da parte dello Stato: non più spesa storica, ma appunto quello dei costi standard. L’apertura di Renzi durante la direzione nazionale del Pd va esattamente in quella direzione. Nel passaggio da spesa storica a costi standard guadagneremmo 4 miliardi di euro. Non i 12 di cui parlava Maroni, irrealistici, ma una correzione parziale. Consentirebbe di dare una forte spinta all’amministrazione e all’economia di questa Regione. Il percorso, visto che la Lombardia ha i conti in ordine, non ha ostacoli. Nulla osta a che sia recepita questa richiesta puntuale indicando anche le materie sulle quali vogliamo gestire noi. Si vada in Consiglio regionale, si approvi la delibera e si apra il giorno dopo la trattativa con il governo. Se lungo questo percorso ci accorgessimo che il governo ci prende in giro non avremmo difficoltà a sostenere il quesito referendario. Ma ci piacerebbe farne a meno”.

LA RISPOSTA DI MARONI – "Io non apro la trattativa con il Governo senza avere la garanzia dal Presidente del Consiglio in persona che si va fino in fondo e che la Lombardia avra’ dei vantaggi. Nei prossimi giorni verificheremo se a Roma ci sono davvero le condizioni per procedere".  Lo ha chiarito il Presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, conversando con i giornalisti a margine della conferenza stampa di presentazione del contratto di finanziamento  tra Finlombarda e BEI per la realizzazione di misure di sostegno alle PMI lombarde. Giudicando come "un passo in avanti significativo" il documento sul tema della necessita’ di maggiore autonomia per la Lombardia elaborato dall’assemblea dei sindaci e dei presidenti di Provincia del principale partito di opposizione in Consiglio Regionale, il Governatore ha ribadito che "il Referendum per ora non si tocca. L’iniziativa proposta dai sindaci e dai presidenti di Provincia – ha sottolineato – non e’ alternativa, ma in qualche modo ‘anticiperebbe’ la consultazione. Se va a buon fine, chiaramente, possiamo evitare di andare alle urne. Ma nel caso in cui il tentativo fallisse o non arrivasse al risultato auspicato, il referendum sull’autonomia verra’ fatto e i rappresentanti degli Enti locali hanno garantito che lo sosterranno".

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Commenti

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  1. Scritto da giuseppe

    Divisione dell’Italia in 4 macroregioni. Abolizione delle regioni (vere sanguisughe). Accorpamento piccoli comuni. Si alle provincie tipo arrondissement francesi. Roma capitale solo simbolica. Tutto il resto, come diceva Califano, e’ noia!

  2. Scritto da SERIO

    Se il referendum è proposto dal governo è consultivo, se è proposto dalle opposizioni abrogativo.
    In ogni caso ha un costo non indifferente e quasi mai v’è la certezza che sortisca gli effetti agognati dal proponente.
    Ergo: sventolare il referendum come strumento di mera propaganda puo’ sortire effetti contrari a chiunque lo utilizzi come mezzo.

  3. Scritto da Beppe

    Bisognerebbe capire quali domande vengono poste nel Referendum in tema di autonomia, perchè se è un’autonomia anche fiscale dove la tassazione dei Lombardi può diminuire, allora mi sta bene che si faccia l’accordo con il PD, ma se è solo per non fare il Referendum perchè in questo momento Renzi perderebbe un sacco di voti, allora facciamo il Referendum

  4. Scritto da Ernesto

    Se si parla di costi standard ben vengano ma chiaro che 4 miliardi non si creano dal nulla e per loro natura sono riferiti a costi del personale in eccesso di altre regioni, province e comuni. O si licenziano decine e decine di migliaia di persone o ciccia. Un percorso della durata di almeno 15 anni. Per il resto MENO autonomia alle regioni , luoghi di grandi disastri compresa la Lombardia , ormai è storia.

  5. Scritto da gioppini

    E’ una sceneggiata napoletana scuola Renzi. Figuriamoci se lo stato concede autonomia alla Regione Lombardia. Dove li prende poi i soldi per mantenere i servizi nelle altre regioni?
    Ma smettetela di fare i gioppini!

  6. Scritto da Lino

    Ridicoli! Come se li tirassero fuori di tasca loro. Giocano a rubamazzetto con i (tantissimi) soldi nostri

  7. Scritto da Paolo rossi

    Bravi lavorate insieme per la lombardia !!!!!!!!!!!!

    1. Scritto da Sergio

      “Lavorare” non è un verbo consono a questi signori. La Lombardia (come tutta l’Italia) andava molto meglio prima che i politici usassero come stipendificio di consolazione per trombati la sanità, l’agricoltura, l’acqua, i trasporti.

  8. Scritto da giuseppe

    Sempre che su questo percorso non incontriate un pirla che presenta 82 miioni di emendamenti. Buona fortuna!