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Carcere, colloqui più lunghi La protesta degli agenti della polizia penitenziaria

Il Sappe, la Uil Pa Penitenziari, il Sinappe, la Fns Cisl e la Cgil Fp, sindacati rappresentativi della categoria di lavoratori del comparto sicurezza, annunciano lo stato di agitazione da parte del personale di Polizia Penitenziaria in servizio alla Casa Circondariale di Bergamo. La protesta è contro il perdurare delle violazioni delle norme contrattuali, proprie del Comparto Sicurezza, in essere alla Direzione della Casa Circondariale di Bergamo.

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Il Sappe, la Uil Pa Penitenziari, il Sinappe, la Fns Cisl e la Cgil Fp, sindacati rappresentativi della categoria di lavoratori del comparto sicurezza, annunciano lo stato di agitazione da parte del personale di Polizia Penitenziaria in servizio alla Casa Circondariale di Bergamo.

La protesta è contro il perdurare delle violazioni delle norme contrattuali, proprie del Comparto Sicurezza, in essere alla Direzione della Casa Circondariale di Bergamo. Nei mesi scorsi, l’Amministrazione Penitenziaria ha indicato, alle proprie articolazioni sul territorio nazionale, disposizioni volte a realizzare un significativo miglioramento del servizio reso all’interno delle strutture carcerarie.

Le organizzazioni sindacali non hanno mai messo in dubbio, ne lo fanno ora, il valore e l’importanza di siffatti interventi, che sono stati assunti anche nell’Istituto di Bergamo. Nello specifico, recentemente la Direzione dell’Istituto di Bergamo ha predisposto un’estensione delle giornate e degli orari di colloqui concessi ai detenuti e ciò al fine di favorire gli incontri affettivi con i propri congiunti. Ciò che le organizzazioni sindacali contestano è semmai che l’Autorità Dirigente della casa circondariale di Bergamo, nel porre in essere tali provvedimenti ha sì assicurato l’osservanza pedissequa di una disposizione di rango Dipartimentale, omettendo dall’ottemperare al primario obbligo di attendere al rispetto delle norme contrattuali che regolano il rapporto di lavoro del Personale del Corpo di Polizia Penitenziaria, in materia di contrattazione decentrata.

Ciò in concreto ha comportato il totale disconoscimento, di fatto, dell’obbligo al confronto preventivo con le Organizzazioni Sindacali, in materia, trattandosi di modifiche incidenti sull’organizzazione del lavoro. Ampliare gli orari e le giornate di colloqui, anche in giornate festive prelude, infatti, la revisione della programmazione dei servizi del Personale di Polizia Penitenziaria, ricalibrando la fruizione dei riposi settimanali, assicurando l’equa ripartizione dei carichi di lavoro in orari straordinari e/o in giornate festive. La manifestazione di protesta andrà avanti ad oltranza e sarà data comunicazione su altre, eventuali, iniziative che saranno intraprese.

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Commenti

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  1. Scritto da MAURIZIO

    Tre cose da evitare : 1. mai chiedere ad uno statale di ammettere che nel mondo globalizzato il posto fisso e il 27 assicurato non ce l’ha quasi nessuno e che proprio per questo bisogna, a volte, lavorare un po’ di più senza tante storie 2. mai chiedere al medesimo di ammettere che i diritti del 1975 devono più che mai fare i conti con i doveri del 2105 3. mai chiedere allo stato italiano di predisporre mezzi e uomini sufficienti allo svolgimento di una funzione.