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“Albero: tavolozza della natura”: le foto di Francesco Mangili

E' aperta fino a domenica 27 settembre nella chiesa vecchia di Almè la mostra fotografica di Francesco Mangili dal titolo "Albero: tavolozza della natura". Una rassegna che punta sul dialogo possibile e straordinario tra le bellezze della natura e l'obiettivo del fotografo, capace di fissare in un click il continuo e stagionale permutare delle cose.

E’ aperta fino a domenica 27 settembre nella chiesa vecchia di Almè la mostra fotogafica di Francesco Mangili dal titolo "Albero: tavolozza della natura". Una rassegna che punta sul dialogo possibile e straordinario tra le bellezze della natura e l’obiettivo del fotografo, capace di fissare in un click il continuo e stagionale permutare delle cose.

Sono il colore e la luce i protagonisti di un viaggio incantevole, tra il reale e l’onirico, che porta chi guarda attraverso un mondo sospeso, al di là di un paesaggio o di uno scorcio d’ambiente, al di là dell’oggetto osservato, dentro l’emozione stessa del vedere.

Così gli alberi in fiore, le fronde boscose, i cieli spazzati dal vento, le nuvole alte, le foglie cadute, temi privilegiati dei 30 scatti d’autore stampati in grande formato, non raccontano singole storie, non rappresentano luoghi precisi, ma sono evocazioni, pure alchimie di spazio, tempo, corsi e ricorsi del pensiero e della visione. Si direbbero "astratti", se non fossero così intensamente sensoriali e appaganti per l’occhio, e se lo stesso autore non ci tenesse a sottolineare che "di astratto non c’è niente: la natura è maestra, occorre saperne raccontare la luce e il suono". E sono i ricordi sonori quelli cui si affida più volentieri Mangili, per raccontare come è nata la sua sensibilità non solo per l’ascolto, ma per l’osservazione. "Ricordo quando bambino, a Valbrembo, davanti alla casa d’inverno sentivo suonare nel vento i tralci delle vigne di mio padre, e i rami dei gelsi.

Era una sensazione particolare, non facile da raccontare e da riprodurre. Da amante della fotografia, ho pensato di rappresentarla attraverso il movimento". I fotogrammi in mostra, infatti, sono come colti in volo, catturati mentre il mondo ci scorre davanti, ma anche sotto, sopra e dentro, come se lo sguardo non fosse esterno, ma immerso nella realtà e con essa trascinato attraverso lo spazio. Pensata e organizzata nell’ambito della "settimana della vita", iniziativa dell’Aido di Almè e Villa d’Almè, la rassegna fotografica dice anche dell’impegno inesausto di Mangili per la promozione di iniziative di solidarietà, nel segno della cultura e delle arti di cui è sempre stato appassionato frequentatore.

Il titolo, che allude alla tavolozza di un pittore, fa pensare a una riuscita e spontanea contaminazione tra le arti visive, laddove il foto obiettivo ottiene l’effetto di un "disegnare con la luce" o di un "dipingere la luce": su questo aspetto si è soffermato, durante la presentazione, il fotografo e docente d’arte Marco Iannucci, che ha parlato di una "natura interiorizzata, capace di fare risuonare corde diverse in ognuno di noi".

Nell’ambito della mostra, mercoledì 23 alle 20.45 si terrà una serata informativa sul tema delle malattie che richiedono il trapianto, con intervento del dottor Poidomani. La mostra è aperta da lunedì a venerdì dalle 16 alle 19.30, sabato e domenica dalle 10 alle 12.30 e dalle 16 alle 19.30.

Stefania Burnelli

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