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Sara Kay: “I genitori omosessuali? Sono genitori come tutti gli altri”

Sara Kay, giovane autrice milanese, sarà mercoledì 27 settembre a Bergamo, alla libreria Feltrinelli alle 17.45, per presentare il suo ultimo libro: "Genitori G.a.y. Good as you".

Arcigay Bergamo Cives e la libreria Feltrinelli di Bergamo organizzano per mercoledì 27 settembre alle 17.45 alla Feltrinelli di via XX Settembre la presentazione del libro "Genitori G.A.Y. – Good As You" di Sara Kay.

Qual è la vera differenza tra un genitore omosessuale e uno eterosessuale?

"La differenza? Direi quasi nessuna. Secondo numerosi studi trentennali, I figli cresciuti con genitori gay sono più open minded, e si fanno meno problemi nell’esplorazione sessuale, senza entrare in crisi d’identità come i gay delle vecchie generazioni. Essendo in maggioranza etero ed essendo cresciuti con genitori dall’orientamento sessuale opposto, sono semplicemente più curiosi della dimensione sessuale, anche se il 94% circa si definisce eterosessuale. Le ricerche mostrano inoltre che i figli di coppie gay sono dotati di maggiore resilienza (la capacità di trovare in sé le risorse morali per non farsi rovinare e corrodere dalla negatività dell’esterno). I genitori gay sono meno preoccupati del fatto che i figli si dedichino ad attività che segue la maggioranza, i figli sono "anticonformiste" sia nella maniera di vestire sia nelle loro attività sia quando sono bambini (giocando con giuochi meno stereotipati) sia da grandi (le aspirazioni professionali)".

Le tue affermazioni si basano su diversi studi.

"Sì, qualche dato degli studi più importanti: secondo Blumstein e Schwarz: i figli risultano avere maggiori livelli di adattamento, più autostima e altri indicatori di benessere emotivo. C’è poi C. J.Patterson (’94) che mostra come i figli di genitori omosessuali non riportano differenze significative per ansia, depressione, autostima. Per Golombok e Badger, lo studio è del 2010:ha utilizzato come campione quello dello U.K. Avon Longitudinal Study of Parents and Children e ha estratto i nuclei con due mamme: gli adolescenti cresciuti con due mamme lesbiche, se comparati a coetanei cresciuti in famiglie eterosessuali, hanno inferiori livelli di ansia, depressione, aggressività e alcolismo. Gartrell e Bos nel 2010 hanno verificato, con un campione di 78 adolescenti di 17 anni cresciuti in famiglie lesbiche pianificate, livelli più elevati di socialità rispetto ai 93 coetanei figli di etero. Infine, Jennifer L.Wainright, Stephen T.Russell e Charlotte J.Patterson (2004) rivelano che gli adolescenti con genitori gay non differiscono in nessun modo dal gruppo di pari cresciuto in famiglie eterosessuali".

Perché hai deciso di affrontare questo tema?

"Io e la mia fidanzata, come spiego nell’introduzione, abbiamo iniziato a parlare di figli, era il 2012. L’ho vista confusa e spaventata mentre io avevo già le idee chiare: finanche prima di capire se preferivo gli uomini o le donne avevo chiaro in testa che sarei stata madre. Ho iniziato aprendo un blog sull’omogenitorialità, proprio perché avevo iniziato a leggere molto sull’argomento e volevo condividere ciò che stavo imparando. Sono entrata in contatto con una realtà nuova e ho avuto modo di conoscere queste famiglie che sono tantissime: ho visto tanto amore e incredibile voglia di lottare per questo amore: tutto questo mi emozionava e mi dava la forza per continuare una piccola e modesta battaglia dietro al mio pc. Quando poi Tempesta Editore mi ha contattato per propormi di scrivere un libro, oltre a essere ovviamente lusingata, ho sentito una grande responsabilità, perché l’argomento è delicato, ma davvero penso sia importante riflettere su queste tematiche perché non esistono e non devono esistere cittadini di serie B".

Affrontare questo tema chiede di rivedere il significato di famiglia che negli ultimi 50 anni ha avuto un’evoluzione così radicale. Perché ci sono queste resistenze?

"Penso che sia perché tutto ciò che è “diverso”, “non convenzionale” o più banalmente “nuovo” spaventa, fa paura, perché non lo si conosce e la società che ci circonda può essere crudele nei confronti di chi non aderisce perfettamente agli stereotipi. Siamo ancora vittime, e parlo al plurale perché anche tanti omosessuali la vedono così, di schemi mentali antichi, fatichiamo a evolverci. Fa più comodo stare nella zona di confort dove tutto si conosce e tutto fa come deve andare perché la natura (orrore!) l’ha stabilito. Ritengo anche che finché non ci saranno tutele per gli omosessuali e le loro famiglie, la discriminazione sarà all’ordine del giorno, gli omofobi si sentiranno in qualche modo “tutelati”. Non si può costringere una persona a cambiare idea, ma è davvero assurdo che lo Stato non si preoccupi di tutelare queste realtà. Anche per questo ho deciso di scrivere questo libro: per smuovere le coscienze".

In tutti i Paesi europei esiste in matrimonio omosessuale, perché l’Italia è ancora così restia ad accogliere l’indicazione di Bruxelles per riconoscere questo diritto?

"Ma di cosa stiamo discutendo ancora, qui in Italia? Non c’è nulla di cui discutere, c’è solo da fare: ci sono famiglie senza tutele, quando cominceremo a pensare davvero al bene dei bambini? Un ragazzo ad una delle ultime presentazioni mi ha detto: "Non vorrei banalizzare il tuo lavoro, ma io penso che opporsi alle tutele delle famiglie con due mamme o due papà sia come opporsi all’avvento di internet. Può non piacere, lo si può usare poco, ma non ci può opporre al fatto che è necessario saperne fare uso, perchè riguarda tutti ormai, non solo chi il computer lo sa usare bene. E chi rimane ancorato al vecchio modo di comunicare, resta inevitabilmente indietro". Credo che, per quanto semplice sia il paragone, sia davvero calzante. Stiamo andando in questa direzione e non si può e non si deve tornare indietro, l’Italia bigotta dovrà farsene una ragione. I gay della "vecchia guardia" si sono sposati per avere figli, perché non c’erano altri modi, per poi a 40 anni separarsi e iniziare a vivere la loro natura. Vogliamo questo per il futuro? Un mondo di uomini e donne frustrati perché costretti a sposarsi con una persona che non amano per realizzare un naturale desiderio di maternità o paternità? Un mondo di uomini e donne frustrati perché abbandonati dal partner che a 40 anni si "scopre" gay, della serie: "Non mi ero mai accorto/a di nulla"? Un mondo di famiglie spaccate a metà, ma fatte di uomini e donne, piuttosto che famiglie unite e dove c’è amore, ma omosessuali? Io non voglio questo per il futuro, ma evidentemente agli strenui difensori della famiglia tradizionale piace di più l’ipocrisia di questo programma".

Come è strutturato il tuo libro?

"Quando ho iniziato a strutturare il libro, che è suddiviso in 3 parti, pensavo che la parte riuscita meglio, quella che avrebbe convinto anche gli scettici più scettici, sarebbe stata la sezione dedicata agli studi: ho intervistato psicologi che raccontano come e perché i bambini nati in coppie omogenitoriali sono come gli altri, e invece con mia grande sorpresa, ho scoperto che è stata la parte dedicata alle testimonianze dei genitori a toccare di più le corde, dei lettori, perché si sono immedesimati. Questo mi ha fatto capire che col raziocinio forse puoi dimostare tutto o quasi, ma a certe cose, se non ci arrivi prima "di pancia", probabilmente non ci arriverai mai".

Dopo questo libro, qual è il prossimo progetto che ti piacerebbe realizzare?

"Penso sarebbe bello, un domani, scrivere un libro dedicato ai figli dei genitori gay, per far vedere che sono ragazzi normali. Devo aspettare però che questi bambini crescano un po’, essendo tutti minorenni adesso sarebbe complicato. E poi mi piacerebbe affrontare, ma su questo devo documentarmi da zero, il tema della transessualità che mi affascina da quando sono bambina. Anche tra i transessuali ci sono genitori e hanno ancora meno visibilità dei genitori gay: è importante parlare anche di loro. Mi piacerebbe molto portare il mio libro nelle scuole, perché da lì si comincia con l’educazione e il rispetto alle differenze. Io sono stata un’adolescente che si sentiva fuori dal mondo, vorrei invece che i ragazzi gay di oggi si sentissero al centro di un mondo che stiamo costruendo intorno a loro".

Commenti

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  1. Scritto da alegher

    e vai con il terzo sesso, basta con le famiglie con dozzine di figli .
    D”altronde 7.000.000.000 siamo un pò troppi, ci voleva un cambiamento, viva il futuro.. . . imprevedibile.