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L’economia circolare, il bio e il bilancio sostenibile: la rivoluzione Radici Group fotogallery video

Radici Group presenta il bilancio sostenibile 2014, ma guarda al futuro con investimenti nel bio e punta ad un'economia circolare dove ridurre gli sprechi di energia e i rifiuti è fondamentale. Il gruppo, forte di una solida patrimonializzazione, pronto ad acquisire ed investire in nuove società. Angelo Radici: "Il 2015 sta andando bene, merito del crollo del petrolio e del cambio con il dollaro. Nonostante le turbolenze asiatiche, siamo fiduciosi".

Il fatturato del primo semestre 2015 parla chiaro: 553 milioni di euro. Una cifra che riconferma le buone scelte di RadiciGroup che già nel 2014 aveva chiuso con un fatturato – nei settori chimica, materie plastiche, fibre sintetiche e non tessuti – di 1.025 milioni di euro.

Angelo Radici, il presidente di RadiciGroup, legge quei dati con uno sguardo globale, il crollo del prezzo del petrolio, il cambio con il dollaro: elementi che pesano sulla produzione e sull’export. Non manca di tener monitorato il Far Est scosso dalle turbolenze dello scorso agosto, anche se alla fine ammette: “Sono molto fiducioso”. Al di là dei numeri, nella giornata di martedì 22 settembre, a Gandino nel quartier generale della RadiciGroup si è presentato il bilancio di sostenibilità 2014.

I numeri della crescita, dell’export e del fatturato se sono da una parte un tesoro, per i vertici l’orizzonte è un altro.

“Ci sono delle scelte etiche e di correttezza che non devono mai venire meno” esordisce Angelo Radici. Questo colosso della chimica bergamasca ha più volte manifestato questa sua vocazione green. Maurizio Radici, vicepresidente del gruppo, parla di prodotti bio “che devono essere competitivi” e di “voler preservare l’ambiente dove lavoriamo, perché é lo stesso in cui viviamo”.

Una voce fuori bilancio? Tutt’altro.

Su quella voce che è rispetto della natura, riduzione degli sprechi di energia e limitazione ai minimi dei rifiuti, RadiciGroup ci ha speso e scritto un bilancio. Con tanto di certificazioni. Perché l’orizzonte nel quale si muove questo colosso industriale è globale, nel senso che ha a cuore il bene del pianeta.

Lo ribadisce Enrico Brena, Responsabile servizio Responsible Care di Federchimica che snocciola obiettivi da raggiungere entro il 2030 quando ci sarà un incremento di richiesta di acqua pari al 30%, di cibo al 50% e di energia al 50% rispetto ad oggi. E sarà necessario introdurre un’economia circolare, ossia in grado di ridurre gli sprechi e progettare prodotti sostenibili. Se la complessità del tema della sostenibilità del mondo contempla le voci: ambiente, urbanizzazione, regolamentazione, economia e mercati finanziari, c’è una variabilità data dall’imprevedibilità del contesto politico ed economico mondiale. Anche se la sfida globale resta immutata: soddisfare i bisogni dell’uomo nei limiti delle risorse del pianeta.

E RadiciGroup in questo contesto sta già lavorando da anni e torna anche quest’anno a comunicare – all’insegna della trasparenza con i propri stakeholder, fornendo nel suo Bilancio di Sostenibilità 2014 – un ritratto il più possibile fedele della propria realtà industriale e dei risultati raggiunti sul fronte della sostenibilità economica, sociale e ambientale. Il Bilancio ha visto confermare per il quarto anno consecutivo il livello* B+ di conformità alle linee guida per il Reporting di Sostenibilità, (versione 3.1) emesse dalla Global Reporting Initiative, la più importante organizzazione mondiale nel campo della rendicontazione non finanziaria.

Lo scopo dello standard del GRI – creato nel 1997 e promosso nel 2002 a organizzazione collaboratrice dell’UNEP (United Nations Environment Programme) – è quello di favorire la redazione di un report in cui vengano integrate le tre dimensioni: economica, ambientale e sociale dell’attività di un’impresa. Non solo. Tale standard intende creare uno strumento capace di rappresentare la responsabilità dell’azienda verso la società, per quantificare e monitorare le sue prestazioni ambientali e sociali oltre che economiche. Uno strumento capace di dialogare con gli stakeholder rispondendo alle loro aspettative.

 

“La sostenibilità rappresenta per il nostro Gruppo una fondamentale leva funzionale allo sviluppo – afferma Angelo Radici, presidente di RadiciGroup -. Un’opportunità per creare valore. Per una realtà industriale complessa come la nostra, adottare la sostenibilità come modello di gestione è un’azione complessa, è necessario un salto culturale non da poco”. “È necessario adottare una visione a lungo termine ed investire seriamente in sostenibilità – continua Angelo Radici -, serve una nuova modalità di produrre, di distribuire e recuperare, che sia realmente basata su un modello di economia circolare. Sono convinto che anche il mondo dell’industria possa trarre enormi vantaggi e benefici entrando nel circolo virtuoso di un sistema circolare. Un sistema pensato in chiave rigenerativa, dove i prodotti vengono già progettati e sviluppati in chiave sostenibile, dove rifiuti e residui vengono trasformati in risorse. La sostenibilità è la strada che abbiamo deciso di seguire, con forza e con la massima determinazione”.

Maurizio Radici, il vicepresidente del gruppo, non nasconde che da tempo si sta studiando alla realizzazione di prodotti bio, me che devono essere “validi per qualità e competitivi economicamente, altrimenti la sfida non regge”.

 

Intanto RadiciGroup, dopo il recente acquisto in Messico, (Leggi qui) non nasconde le sue ambizioni di investire e acquisire nuovi impianti produttivi. Anche se il Cfo Alessandro Manzoni è più cauto: “In cantiere per ora non c’è nulla, ma se dovesse capitare l’occasione siamo patrimonialmente solidi per affrontare nuove acquisizioni anche di una certa grandezza”.

Mentre si osservano mercati da conquistare e si pensa alla produzione sostenibile due aziende del gruppo vengono premiate: Radicifil Spa e Logit Sro ricevono dal Umberto Chiminazzo, direttore Generale di Certiquality, un organismo fondato nel 1989 da Federchimica e Assolombarda, la certificazione di eccellenze per aver conseguito ed efficacemente integrato la certificazione dei propri sistemi di gestione per la qualità, l’ambiente e la sicurezza. Logit, invece, è stata premiata per ave conseguito la certificazione dei propri sistemi di gestione per la qualità, l’ambiente e l’energia. E proprio Chiminazzo spiega la soddisfazione di aver trovato in RadiciGroup persone competenti e motivate nel raggiungere questi obiettivi.

 

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