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Il colonnello dei Ros: Bossetti cercò di sfuggire all’arresto

Nuova udienza del processo contro Massimo Giuseppe Bossetti: davanti al giudice Antonella Bertoja testimoniano gli investigatori Gianpaolo Bonafini e Michele Lorusso che da un dna prelevato alla discoteca Sabbie Mobili arrivarono al carpentiere di Mapello.

Nuova udienza del processo contro Massimo Giuseppe Bossetti: davanti alla corte d’Assise, presieduta dal giudice Antonella Bertoja, mercoledì 23 settembre si presentano gli investigatori che seguirono il caso fin dal 26 febbraio 2011, giorno del ritrovamento del cadavere della piccola Yara Gambirasio nel campo di Chignolo d’Isola.

Chiamati a testimoniare Gianpaolo Bonafini, già primo dirigente della Squadra mobile di Bergamo e ora Capo di Gabinetto della questura di Venezia, e Michele Lorusso, colonnello dei Ros di Brescia.

Bonafini aveva avviato le indagini dalla discoteca Sabbie Mobili di Chignolo, disponendo il prelievo di centinaia di dna dei clienti, tra i quali anche quello di Damiano Guerinoni, nipote di Giuseppe considerato padre naturale di Bossetti. Una pista che aveva poi portato il colonnello Lorusso sulle tracce del carpentiere di Mapello.

 

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