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Il presidente dell’Uganda e i diritti degli omosessuali: la provocazione un problema

“La sessualità è una questione privata. Che bisogno hanno gli omosessuali di mostrarla in pubblico?” Il presidente dell'Uganda Yoweri Kaguta Museveni sfodera tutta la sua arte diplomatica per affrontare il tema dei diritti degli omosessuali nel suo paese.

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“La sessualità è una questione privata. Che bisogno hanno gli omosessuali di mostrarla in pubblico?” Il presidente dell’Uganda Yoweri Kaguta Museveni sfodera tutta la sua arte diplomatica per affrontare il tema dei diritti degli omosessuali nel suo paese.

Durante l’incontro promosso a Bergamo per perfezionare uno storico accordo con l’ospedale Papa Giovanni XXIII che contribuirà alla creazione di una struttura d’alta specializzazione in Africa, Museveni è stato contestato dalle associazioni che difendono i diritti lgbt. In Uganda infatti è ancora in vigore una legge che di fatto concepisce l’omosessualità come una colpa.  

Il presidente, a precisa domanda, non si sottrae: “In Uganda le persone omosessuali non sono cacciate o perseguitate, ma ignorate. Non si discute in pubblico di sesso e sessualità. E’ la tradizione africana. Il sesso è questione privata, confidenziale. Se avessi baciato mia moglie in pubblico non sarei stato eletto. Molti africani mi avrebbero detto: perché la bacia in pubblico? Gli omosessuali si mostrano in pubblico, che bisogno c’è di farlo. Ai governi occidentali piace provocarci su questo tema. Ma la risposta è semplice: noi non siamo occidentali o europei. Noi siamo africani”. Museveni sostiene che non sia previsto il carcere per gli omosessuali. “Il problema non è che sono omosessuali, ma la provocazione”.

Fuori dall’aula magna di Sant’Agostino le associazioni che difendono i diritti lgbt hanno tenuto un presidio di protesta.

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Commenti

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  1. Scritto da planets

    incredibile tutto questo bigottismo catto oscurantista, il gay pride scandalizza e disturba, ma preti pedofili, classe dirigente di raccomandati, politici cocainomani, inquisiti, assenteisti, condannati ed incapaci no. Direi che il popolo italiano si merita il momento economico e culturale in essere, compresa l’ ingerenza della chiesa nelle decisioni politiche

  2. Scritto da nino cortesi

    La frase è scritta da bigotto italiano.
    E le tangenti?

  3. Scritto da ct

    la causa era così sentita che c’erano ben 16 persone a manifestare!
    La risposta di Museveni è disarmante nella sua semplicità: l’Africa, semplicemente, ha un’identità e una tradizione che vuole preservarsi da contaminazioni occidentali.

  4. Scritto da F. Rampinelli

    L’Africa ci costringe a fare i conti con la realtà. Molti faticano a reggere il colpo, interi castelli di carte si scompaginano, la menzogna è smascherata, l’ipocrisia collettiva vacilla, il re è nudo!

    1. Scritto da Vito

      Mi dica qualcosa sui suoi amici Berlusconi in prima fila al family day e organizzatore di ” cene eleganti ad Hardcore”. Sul suo amico Casini, ultra cattolico e divorziato. Sul suo amico Boffo…sul suo amico cardinale pedofilo , morto di recente, che ha avuto l’ onore di una messa in suffragio, presenti solo religiosi.

  5. Scritto da fatto privato

    ragiona meglio degli omosessuali. L’omosessualità è un fatto privato: perché lo dobbiamo far diventare per forza pubblico?
    Quello che fa uno sotto le coperte di un letto è un fatto privato: perché dobbiamo sorbirci quelle manifestazioni sceme tipo gay-pride?
    Come fatto privato, l’omosessualità a rispettata.

    1. Scritto da Eric

      Tra l’altro comunque, la legge anti-gay dell’Uganda va ben oltre la richiesta ai gay di ‘fare quello che vogliono a casa loro’. Quella legge, che ben si confà al regime illiberale guidato da Museveni, prevede anni di prigione (l’ergastolo, in alcuni casi) ed obbliga i cittadini a denunciare le persone che scoprono essere omosessuali, anche se il tutto avviene al chiuso delle loro case. Insomma, si parla di gravi violazioni dei diritti umani. Mi stupisce che la solidarietà vada al dittatore.

    2. Scritto da Eric

      Comportamenti come passeggiare abbracciati, discutere con gli amici della relazione, uscire insieme sono fatti privati che hanno una dimensione pubblica. Quella che per un eterosessuale è la normalità, se la fa un gay viene chiamata spesso sbandieramento, con tanto di “fatelo a casa vostra”. L’ingiustizia è evidente, e il gay pride è uno dei tanti tipi di protesta a questo. Liberi tutti noi di non condividerla, ma deve ‘sorbirsela’ perché in questo paese c’è la libertà di manifestare

      1. Scritto da Natoli

        Giusto. Immagino che nessuno ti risponderà. Gli orientamenti sessuali sono un fatto privato, ma la relazione affettiva, per poter essere pienamente espressa, deve poter essere vissuta sobriamente in luoghi pubblici, senza discriminazioni di sorta.