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Yara, Bossetti ringrazia i sostenitori in tribunale: “Vi offrirò da bere”

Al termine dell'udienza di venerdì, Bossetti si è girato verso i suoi sostenitori e ha mimato il gesto della bottiglia. Come a dire "quando esco da qua vi offrirò da bere per ringraziarvi". Poi ha mandato un bacio alla sorella Letizia

"Con quel gesto ha voluto ringraziarci per il sostegno che gli stiamo dando". Il 45enne Ivan di Treviglio è uno dei sostenitori di Massimo Giuseppe Bossetti, il carpentiere di Mapello a processo per il brutale omicidio della tredicenne Yara Gambirasio.

Sono in diversi che dalla prima udienza del procedimento che si sta celebrando al tribunale di via Borfuro a Bergamo, hanno prenotato un posto tra il pubblico per ascoltare le varie deposizioni. Con una convinzione: Bossetti è innocente.

Una tesi portata avanti anche attraverso diversi gruppi creati su Facebook e una serie di post pubblicati sulla bacheca di Cludio Salvagni, uno dei due avvocati del carpentiere.

E al termine dell’udienza di venerdì scorso, Bossetti, prima di abbandonare l’aula scortato dagli agenti di polizia, si è girato verso la zona occupata dai suoi sostenitori, ha sorriso, e con un pugno chiuso verso la bocca e il pollice e il mignolo alzato, ha mimato il gesto della bottiglia. Come a dire "quando esco da qua vi offrirò da bere per ringraziarvi di quello che state facendo per me".

"Non ci conosciamo e non ci siamo parlati – racconta Ivan di Treviglio, uno dei più attivi del gruppo "Pro-Bossetti" – ma lui ha capito che siamo qua per lui e che crediamo nella sua innocenza. L’altra volta, invece, durante l’udienza in cui hanno deposto i genitori di Yara e che si è conclusa in serata, a un certo punto ci ha fatto un cenno con la mano come a dire "quanto è lunga…". Son gesti che per noi siagnificano molto. Io per seguire tutte le udienze, prendo giorni di permesso al lavoro. Non posso mancare in aula".

Con lui anche Luca, 50enne che arriva a Bergamo dal Piemonte: "Siamo convinti che Massimo non c’entri nulla con questo delitto. Speriamo tanto che alla fine la verità venga a galla. Anche io lo sostengo e vengo qua ogni volta".

Nelle precendenti udienze si era vista anche gente da Napoli e da Trento, alcuni anche con striscioni che inneggiavano all’innocenza del carpentiere di Mapello. 

Ma Bossetti non saluta solo i suoi sostenitori. Ogni volta, quando entra in aula scortato dalle guardie, si gira verso il numeroso pubblico presente, composto anche da tanti giornalisti, e con un gesto della mano manda un saluto alla folla.

Un pensiero particolare, invece, è riservato alla sorella Letizia, che non essendo chiamata a testimoniare, può assistere al processo. E che non si è mai persa un’udienza finora. Bossetti, appena entrato, si gira verso di lei, le fa un sorriso e le manda un bacio. "Sono felice perchè il processo sta prendendo la piega che speravamo", commenta entusiasta la donna all’uscita dall’aula. Prima di chiamare la mamma per dirle come è andata l’udienza e che il suo Massimo sta bene. 

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