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Più tasse per gli stranieri, Seriate indenne da ricorsi “220 euro è un prezzo giusto”

Continua la polemica sull’innalzamento del costo del certificato di idoneità alloggiativa dopo la condanna del Tribunale di Bergamo ai Comuni di Bolgare e Telgate.

L’innalzamento del costo del certificato di idoneità alloggiativa – documento obbligatorio per i soli cittadini stranieri e necessario, tra le altre cose, per il ricongiungimento familiare e per i contratti di lavoro – è uno dei temi critici che ha visto fronteggiarsi comitati antirazzisti e amministrazioni comunali leghiste.

I comuni di Bolgare e Telgate sono già stati condannati dal Tribunale di Bergamo perché la loro delibera è stata considerata discriminatoria. Il Tribunale ha motivato la propria sentenza sostenendo che tale provvedimento – non necessario per i cittadini italiani, ma assolutamente obbligatorio per gli stranieri per l’esercizio di alcuni diritti fondamentali (stipula del contratto di soggiorno; richiesta della carta di soggiorno per i familiari ; richiesta del nulla osta per il ricongiungimento familiare) – altro non fosse che un’operazione di tassazione punitiva su base etnica.

Nessun ricorso, invece, nei confronti dl Comune di Seriate, anch’esso coinvolto nella bagarre dell’innalzamento del corso del certificato di idoneità alloggiativa. “Non c’è stato alcun innalzamento del costo del certificato di idoneità alloggiativa – spiega il sindaco di Seriate, Cristian Vezzoli –. Si è solo provveduto ad una modifica dei controlli e ad un adeguamento dei costi relativi. Il Comune non ci guadagna nulla”.  

“I 220 euro del certificato di idoneità alloggiativa – prosegue il primo cittadino – rappresentano il costo effettivo di controlli necessari ad una maggiore garanzia di vivibilità, qualità urbana e sicurezza. Si tratta di interventi di una certa complessità, alcuni dei quali  richiederanno l’intervento di professionisti per verificare l’adeguatezza degli impianti idraulici ed elettrici. I costi di tali interventi  non possono ricadere sull’intera collettività, ma devono essere imputati a coloro che fanno richiesta del certificato. Pertanto, la nostra delibera non può essere considerata discriminatoria, bensì in linea con gli interessi dell’intera cittadinanza”

“Per ora non abbiamo ricevuto alcun ricorso – aggiunge Vezzoli – anche se non è escluso si possano verificare in futuro. In questo caso analizzeremo e verificheremo caso per caso , discutendone all’interno della giunta comunale”.

Arnaldo Cobelli

Commenti

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  1. Scritto da Alberto

    La notizia dove sta?