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Il green design esplode negli scorci di Città Alta coi maestri del paesaggio

Dal 5 al 20 settembre, le migliori aziende del design per esterni hanno ricreato nel cuore di Bergamo, percorsi di fascino e creatività verdi.

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Arte e paesaggio. Natura e creatività. Sono gli scorci più suggestivi di Città Alta a ospitare, in occasione dei 16 giorni de “I Maestri del Paesaggio. International Meeting of the Landscape and Garden” i percorsi di Green Design. Luoghi, solitamente non accessibili al pubblico, che dal 5 al 20 settembre si sono tinti di verde, ospitando esposizioni delle più interessanti aziende outdoor.

Un palcoscenico d’eccezione che per la V edizione della Manifestazione si snoda tra il Giardino Angelo Maj, il Giardino Tresoldi, Porta S. Alessandro, l’antico Lavatoio e l’ex Ateneo.
A ogni luogo, un’azienda, per un dialogo stimolante tra paesaggio e architettura così da riscoprire e valorizzare, davanti allo sguardo stupefatto di migliaia di visitatori, corti, chiostri e giardini. In particolare, ad allestire gli spazi sono: Ak47, azienda di riferimento per bracieri di design da esterno che con le sue creazioni dona un nuovo volto al Giardino Angelo Maj, dotandolo di bracieri che da semplici complementi d’arredo per esterno si trasformano in dinamici oggetti di design, con sostanza e forza propria; Catellani &Smith, eccellenza bergamasca che dal 1989 realizza la magia della luce, creando lampade di straordinaria bellezza che con Architettura Sonora, tra le più prestigiose aziende produttrici di trasduttori elettroacustici, si occupano dell’allestimento del Giardino Tresoldi, realizzando un vero e proprio progetto di “agopuntura emozionale”, enfatizzando dunque lo spazio esistente attraverso il solo uso di luce e suono.

Così, il giardino all’italiana ospita con delicatezza le “Landscape Rooms”, stanze all’aperto ricreate da pareti verdi diverse per ogni ambiente, delimitate da vialetti di ghiaia con moduli luminosi tondeggianti utilizzati a mo’ di metafora per sottolineare come gli elementi tecnologici di luce e suono possano incontrare il paesaggio e valorizzarsi a vicenda, rendendone più emozionale e mutevole la percezione. L’antico Lavatoio è invece, rivisitato da Cathedrae, azienda nata dalla professionalità del Gruppo Donati. Saranno le sedie, questa volta, a farla da padrona: sedute legate le une alle altre per generare una forma antropomorfa di colonna vertebrale, simbolo dell’unione di quattro elementi che definisce l’immagine di un obelisco/totem, dove il verde-tempo si è impadronito dell’interno e via via è cresciuto in altezza.
Insieme a Chathedae espongono Platek per l’illuminazione e il Vivaio Valfredda per il ricco all’allestimento di graminacee A curare l’ex Ateneo di Piazza Reginaldo Giuliani è invece, Fondazione Museo Tino Sana e il Gruppo Legno di Confindustria Bergamo allestiscono presso l’ex Ateneo, in occasione della terza edizione de “Il legno dalla Natura alle Cose”, la mostra “Paesaggio Nomade”: un modo per raccontare il mondo del legno come una coltura agricola, con filari di alberi stilizzati che si ergono su un campo nero di sughero per rappresentare la rinascita di un ambiente deturpato dalla deforestazione, mentre dagli alberi si possono estrarre tesori preziosi.
Porta S. Alessandro è, invece, tutta firmata da Grifal, dal 1969 operante nel mercato del packaging di protezione che ha ideato delle innovative sedute circolari con materiali da imballaggio. Green Design è, dunque, un’occasione imperdibile per portare alla luce angoli nascosti di Città Alta, grazie alle intuizioni dei tanti, tantissimi, artigiani partecipanti che avranno modo di esporre le proprie creazioni in contesti di alto fascino architettonico. «Siamo davvero entusiasti per il percorso che siamo riusciti a creare anche quest’anno, simbolo di cultura, bellezza e, ovviamente, sostenibilità. È seguendo questi criteri che abbiamo selezionato le aziende partecipanti, affinché potessero esprimere al meglio la loro originalità declinando la funzionalità degli arredi da esterno all’estetica del verde. Bergamo, dunque, diventa una piccola Milano e il Green esplode anche nell’ambito del design tra le meraviglie di Città Alta» – ha dichiarato Maurizio Vegini, presidente di Arketipos.

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Commenti

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  1. Scritto da Disordine e monotonia

    Ma scusate, non vi sembra un poco monotono e disordinato l’allestimento? Tante erbacce incolte, tutte uguali in mezzo a ridicoli covoni.
    La natura fa di meglio che questo allestimento ridicolo in mezzo ad una pista di asfalto. E ci voleva pure un architetto straniero per questa baggianata.
    Roba da chichettoni radical chic.
    C’erano pure idioti che si facevano il delfine di fianco al covone.
    Pazzesco come ci siamo globalizzati nella idiozia