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Delitto Pantic, al processo la perizia balistica sugli spari di Costelli

Nel corso dell'udienza del processo di venerdì 18 settembre, il gup Raffaella Mascarino ha accolto la richiesta del legale di Costelli, di procedere con il rito abbreviato condizionale. Alla prossima udienza, fissata per sabato 5 ottobre, saranno presenti anche i consulenti della difesa e dell'accusa

La perizia balistica degli esperti delle due parti potrebbe avere un ruolo determinante sulla sentenza di Roberto Costelli, il 39enne di Calcio imputato con l’accusa di omicidio volontario pluriaggravato per il delitto di Roberto Pantic, il rom – padre di dieci figli – ucciso con un colpo di pistola mentre dormiva nel suo camper in campagna lo scorso 21 febbraio.

Nel corso dell’udienza del processo di venerdì 18 settembre, il gup Raffaella Mascarino ha accolto la richiesta del legale di Costelli, Pasquale Silvestro, di procedere con il rito abbreviato condizionale.

Alla prossima udienza, fissata per lunedì 5 ottobre, saranno presenti anche i consulenti della difesa e dell’accusa, che hanno stilato la perizia balistica dei sette colpi esplosi dalla Taurus 357 del bergamasco quella notte. L’obiettivo è quello di stabilire l’esatta traiettoria dei proiettili, sparati da Costelli dopo che aveva lasciato una festa di Carnevale per la quale si era travestito da cardinale.

L’ex carpentiere aprì il fuoco contro due camper posteggiati lungo una strada di campagna che porta alla località Ponte Gobbo (Put Gob) a Calcio, in cui dormiva Pantic con la moglie e i dieci figli. Sei proiettili avevano raggiunto il camper più grande, quello in cui c’erano i bambini, ma senza provocare feriti. Uno, invece, sparato verso il mezzo più piccolo, aveva colpito alla testa e ucciso il rom di origine croata ma nato in Italia.

Un omicidio, come ammesso dallo stesso Costelli di fronte agli inquirenti, col movente dei nomadi sporcavano con i loro rifiuti la campagna della Bassa, a lui tanto cara. L’ex carpentiere aveva raccontato di volerli solo spaventare per farli andare via da quel posto, ma di aver sbagliato mira. 

Il pubblico ministero Carmen Pugliese che ha condotto le indagini, gli contesta le aggravanti della discriminazione razziale e dei futili motivi.  

Nel corso della perquisizione all’interno dell’appartamento di Costelli, incensurato, erano state ritrovate anche una decina di piante di marijuana e circa un chilogrammo di "erba". Oltre a una serie di armi, tra cui una balestra e la pistola utilizzata per il delitto, che era stata poi nascosta all’interno di una stufa.

All’udienza di venerdì era presente anche la moglie di Pantic con tre dei suoi figli, come persone offese e non come parte civile: il legale di Costelli aveva già trovato un accordo tra le parti sul risarcimento economico.

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