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Sala, Pazzini, Mandorlini Quante storie di ex in Atalanta-Hellas Verona

Dalla mezz'ala che "fuggì" al Chelsea facendo infuriare Ivan Ruggeri al bomber toscano che secondo molti fu ceduto troppo presto alla Fiorentina, senza dimenticare il tecnico della promozione del 2004 e il portierone napoletano Nando Coppola: ecco le storie dei veronesi che domenica torneranno al Comunale da ex.

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Non sarà una gara come tutte le altre l’Atalanta-Hellas Verona che andrà in scena domenica al Comunale. Sono diverse, infatte, le storie di ex nerazzurri che si intrecceranno in campo. Partendo dalla panchina veronese, dove sarà seduto quell’Andrea Mandorlini che nel suo passato si è visto due volte legato a Bergamo e ai bergamaschi, prima da giocatore nella stagione 1980-’81 (34 presenze e un gol nell’annata del ritorno in A), poi da tecnico con fortune alterne: nella stagione 2003-’04 ha guidato Budan e compagni verso la promozione nella massima serie ma l’anno dopo è rimasto sotto le Mura appena 14 giornate, con risultati nettamente disastrosi che parlano di 0 vittorie, 7 pareggi e addirittura 7 sconfitte. Poi tante delusioni sulle panchine di Bologna, Padova, Siena e Sassuolo, con le uniche gioie legate all’esperienza romena con il Cluj (uno scudetto vinto da sommare poi alla Copa Romaniei e alla Supercoppa rumena), prima dell’approdo a Verona per quella che si può assolutamente definire un’avventura esaltante che ha portato il club gialloblu dai bassifondi della Lega Pro al ritorno in serie A nel giro di tre soli anni (e va ricordato che Mandorlini ha preso la guida dell’Hellas nel novembre del 2010 con la squadra in piena zona play-out).

Storia diversa quella di Giampaolo Pazzini, sbocciato nel vivaio di Zingonia e lanciato nel calcio professionistico proprio dal suo attuale tecnico veronese nella stagione 2003-’04. Poi il passaggio (per molti prematuro) per 6 milioni di euro alla Fiorentina dove in 4 stagioni e mezza è sceso in campo 120 volte realizzando 33 gol. A Genova, sponda blucerchiata, l’esplosione definitiva a fianco di Antonio Cassano: in tre anni 82 partite e 43 gol (nel campionato 2009-’10 37 apparizioni e 19 reti), prima della cessione all’Inter (60 partite e 16 gol in due stagioni) e, infine, al Milan (24 gol in 86 partite). A giugno la scadenza del contratto con i rossoneri l’ha consegnato al mercato degli svincolati, con l’Hellas che è stata la squadra che ha presentato al bomber toscano l’offerta migliore.

Occhio poi a Jacopo Sala, talento cristallino che in estate è stato cercato anche da Napoli e Inter. Bergamasco doc classe 1991, Sala è cresciuto nelle giovanili dell’Atalanta fino ai 15 anni, quando è stato messo sotto contratto dal Chelsea (tra le ire di Ivan Ruggeri). Nel 2011 è stato ceduto all’Amburgo che l’ha subito fatto debuttare in Bundesliga: il 4 febbraio 2012, alla sua seconda presenza da titolare, Sala ha lasciato tutti a bocca aperta realizzando uno splendido gol al Bayern Monaco. Nell’estate del 2013 la grande intuizione di Mandorlini, che l’ha voluto riportare in Italia a tutti i costi. Complice qualche acciacco di troppo, Sala non è mai riuscito a trovare continuità in serie A ma nella passata stagione la sua crescita è stata impressionante e il titolo di capocannoniere vinto dal centravanti del Verona Luca Toni porta anche la sua firma.

Tra gli ex figura anche il nome di Ferdinando Coppola, numero uno atalantino tra il 2007 e il 2010: dopo una buona prima stagione con Delneri, nell’annata seguente il portierone napoletano ha pagato l’esplosione di Andrea Consigli.

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