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La proposta del vescovo: “Profughi in ogni parrocchia Non spaventatevi”

Monsignor Beschi propone ai sacerdoti bergamaschi l'invito del Papa ad accogliere una famiglia di profughi in ogni parrocchia: una nuova fase dell'accoglienza che in Bergamasca sta già gestendo 1.195 persone.

Un’accoglienza diffusa, che affida un ruolo di primo piano alle singole comunità: il vescovo di Bergamo Francesco Beschi è deciso a mettere in pratica l’invito arrivato da Papa Francesco e bussa alla porta delle singole parrocchie per chiedere la disponibilità ad accogliere i profughi già presenti e quelli che arriveranno in futuro sul territorio bergamasco.

“Ogni parrocchia accolga una famiglia di profughi – aveva proposto Bergoglio – Mi rivolgo ai miei fratelli vescovi d’Europa perchè nelle loro diocesi sostengano questo mio appello, ricordando che misericordia è il secondo nome dell’amore”.

A 10 giorni di distanza, il vescovo Beschi ha riproposto le parole del Pontefice all’assemblea del clero assicurando sostegno ai sacerdoti bergamaschi in quella che ha definitivo una nuova fase dell’accoglienza, che potrà incontrare delle difficoltà ma che queste non giustificano la chiusura: “Non spaventatevi, non vi lasceremo soli”.

Una fase che dovrà essere caratterizzata, appunto, da un’accoglienza diffusa: se fino a oggi i profughi sono stati destinati a strutture medio-grandi, ora anche la parrocchia più piccola è chiamata a fare la propria parte.

Parlando della gestione dell’emergenza, Monsignor Beschi ha fatto il punto della situazione sui richiedenti asilo che, all’8 settembre, si trovano in Bergamasca: 1.195 persone, gestite in gran parte, 871, dall’Associazione Diakonia Onlus, strumento operativo per il perseguimento della mission della Caritas Diocesana Bergamasca che ha messo a disposizione 24 centri di accoglienza.

Il resto lo hanno fatto la Caritas stessa, la Cooperativa Ruah, che si è presa in carico 125 migranti, e la Cooperativa Rinnovamento nello Spirito, che ne gestisce altri 199.

Commenti

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  1. Scritto da nino cortesi

    Ha fatto bene ad avvisare i profughi di non spaventarsi.
    Dovranno armarsi di tanto coraggio.

  2. Scritto da il polemico

    non si capisce se l’accoglienza è un invito dove si può rinunciarvi,o è un ordine imperioso dove nessuno si deve sottrare,perrebbe la prima ipotesi,però chi dice di no,cosa gli tocca?’la scomunica?

    1. Scritto da pablo

      la posizione della chiesa è chiara. chi non è d’accordo prenda le distanze. dov’è il problema?

  3. Scritto da liberopensatore

    Finalmente un azione concreta anche se contro corrente. Riccordo agli scettici che la Chiesa Bergamasca ha attivato già da tempo diverse forme di aiuto aperte a tutti e dunque anche agli italiani (microcredito, fondi di sostegno ecc.). Poi credo che non spetta alla chiesa distinguere tra chi scappa dalla Guerra e chi scappa dalla fame… sempre di ultimi parliamo…

    1. Scritto da veramente

      … (1)chi scappa dalla Guerra e (2) chi scappa dalla fame… sempre di ultimi parliamo… lei ha fatto una graduatoria senza rendersene conto: ultimi e penultimi. Il vescovado pensa che se i cittadini,fra poco quasi totalmente alla fame, non faranno più offerte e lo stato farà le come al solito il gesto del”seminatore” con cosa manterrà gli ultimi e i penultimi (e i primi cioè noi, è chiaro, da chi saranno accolti)?

  4. Scritto da Patrizio

    Le parrocchie ospitano i profughi, mi sembra in linea del dire e il fare. Spero che non sia per i 35 euro ogni profugo ospitato. credo che sicuramente è una cifra molto alta, a meno che c’è del personale che pulisce, gli fa il letto, li serve a tavola, gli lava i vestiti ecc…. Sono cose che dovrebbero fare loro, 20 euro a persona dovrebbero bastare, ognuno deve fare tutto quello che può essere fatto non solo nella struttura che li ospita ma anche nel paese che li ospita.

  5. Scritto da nino cortesi

    In ogni Comune e li gestiscono i Comuni.
    Chi è senza lavoro voti Renzi.

  6. Scritto da nino cortesi

    In ogni Comune e li gestiscono i Comuni.

  7. Scritto da don bosco

    chi non è d’accordo, chieda di essere cancellato dal registro dei battezzati, in modo da non essere più considerato aderente alla confessione religiosa denominata “Chiesa cattolica apostolica romana”. così poi ci contiamo davvero… vediamo ognuno da che parte sta… non solo a parole, scritte e ripetute anche in questi forum, ma con i fatti.

    1. Scritto da teo

      se non credi nel battesimo come sacramento, già dici che non vale nulla, se credi nel battesimo come sacramento allora gli dai valore. Questa dello sbattezzo è una “coglioneria” se ritieni che vale lo tieni, se ritieni che non valga nulla già per te non vale nulla.Non sarà una riga scritta in un quaderno “antico” a sconvolgerti la vita.

      1. Scritto da don bosco

        con il tuo ragionamento se io ricevessi una multa e dicessi che per me non vale nulla, automaticamente non dovrei pagarla… ma che stai dicendo? il registro esiste e, se non voglio farne parte, chiedo la cancellazione. punto. la tua posizione è quella di chi ha interesse a mantenere belli gonfi i registri dei cattolici. La mia è quella di chi, con un minimo di coerenza, chiede di essere cancellato da una confessione di cui non condivide (più?) le posizioni.

      2. Scritto da don bosco

        scusa, ma la “coglioneria” è di rimanere iscritto ad una confessione quando non se ne condividono i punti cardine… il resto è ipocrisia. sono d’accordo che una riga con il proprio nome su un registro (non si tratta di un antico e polveroso librone) non sconvolge la vita di nessuno, ma nemmeno mandare una raccomandata e chiedere di esserne cancellati non è poi questa tragedia… sarebbe invece un segno di coerenza per chi non ha nulla a che fare con la religione ma si ritrova battezzato.

    2. Scritto da don perignon

      alla faccia della tolleranza e del rispetto delle opinioni altrui ! E lei si definirebbe cattolico?

    3. Scritto da Paleo Zoticus

      (1) non ci si può “sbattezzare”; (2) per una divergenza d’opinione, inerente quale sia la più opportuna modalità di accoglienza o sostegno a dei profughi, nessuno può arrogarsi il diritto di “scomunicare” qualcun altro: ne il Papa, ne il vescovo di Bergamo e (non avertene a male) nemmeno TU. (3) infine sarebbero da verificare ben bene, i criteri adottati per verificare “chi sono” veramente, i cosiddetti “profughi”. Distinguendo il grano dal loglio. Saluti & baci!

    4. Scritto da mochela

      Io non son d accordo e le chiedo: lei quanti ne ha in casa sua? Quanti ne mantiene?

    5. Scritto da elleffe

      eeeeh addirittura…..ma mi faccia il piacere , mi faccia!

  8. Scritto da alessandro

    Ma i vescovi vedono il disagio, la povertà,la disoccupazione giovanile, e sanno qualcosa degli esodati Bergamaschi ,Lombardi; Italiani? La risposta è sulla bocca di tutti…Andiamo avanti così che il 12% di praticanti scenderà ancora…

  9. Scritto da W V.E.R.D.I.

    Umanamente meraviglioso tutto ciò ma in senso pratico, come li si mantiene? Con quali risorse?E lo stesso aiuto lo riceveranno italiani rimasti senza lavoro e/o casa? Un 50enne disoccupato italiano magari con moglie e figli a carico da chi deve andare a bussare per essere mantenuto?