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Green Company Award Un premio alle imprese con l’anima “verde” fotogallery

Confindustria e Asl Bergamo, in occasione della manifestazione "I maestri del paesaggio" promosso da Arketipos, lancia Green Company Award: un premio alle imprese che investono nella valorizzazione green e nella responsabilità sociale d’impresa.

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Per ora è solo un seme. Ma fra un anno si vedranno già i frutti del Green Company Award, il premio che è stato presentato nella giornata di mercoledì 16 settembre nel fitto calendario de "I maestri del paesaggio".

Si tratta di un premio istituito da Arketipos, l’associazione che promuove l’international meeting dei paseggisti, con Confindustria e Asl di Bergamo che punta a riconoscere gli interventi di verde all’interno dei siti produttivi per migliorare la qualità dei luoghi di lavoro.

Un concorso che vedrà la prima edizione nel 2016 e premierà le realizzazioni che rivelano sensibilità verso un uso intelligente del verde da parte delle imprese. L’approccio alla tematica del paesaggio, intimamente connessa anche alla cultura dei corretti stili di vita promossa in ambito aziendale dal programma WHP (Workplace Health Programme), è ampia e trasversale in quanto spazia dall’attenzione per il benessere dei dipendenti, alla social responsibility, alla brand image. Il filo green che lega i fondamentali del concorso è nei quattro approcci all’uso del verde in azienda, ben illustrati da Maurizio Vegini presidente di Arketipos.

C’è il verde come contorno e decoro all’edificio produttivo; l’uso per dare benessere a quanti lavorano all’interno dell’impresa; il verde come compensazione e, infine, l’uso per comunicare il benessere aziendale. È bene dirlo subito: in bergamasca il concorso avrà vita facile.

Confindustria Bergamo e Asl da anni sono partner per il progetto Workplace Healt Promotion che vede impegnate diverse aziende, basterà sposare leggermente l’asse sul verde.

"Tra salute e paesaggio c’è una connubio molto stretto – afferma Mara Azzi, direttore generale Asl Bergamo – la natura ha una funzione terapeutica ben conosciuta già dall’antichità. Ma sarà interessante scoprire come deve essere un paesaggio per fare bene alla salute, e qui entreranno in gioco gli studiosi".

"Già da tempo, nel programma Whp, le nostre imprese associate lavorano su temi come la lotta all’alcol, al fumo, ad una sana alimentazione e al disagio sociale dando risultati interessantissimi – evidenzia Guido Venturini, direttore generale Confindustria Bergamo -. Con questo concorso si abbraccerà il tema del verde e si studieranno le soluzioni migliori che potranno essere calate nei luoghi di lavoro per mettere i lavoratori nelle condizioni ideali a dare il meglio. Dal recente studio della Fondazione Edison è emerso come il tessuto imprenditoriale bergamasco sia con Brescia leader in Europa. Un tessuto in grado di sviluppare anche sensibilità per la sostenibilità e dunque l’uso intelligente del verde. Dobbiamo essere molto fieri del nostro manifatturiero perché abbiamo un’eccellenza, non solo di prodotto, ma anche grazie all’internazionalizzazione, alla ricerca continua e all’education. Questo Paese ha una leadership non per la quantità, ma per la qualità. Ha un patrimonio diffuso che attraverso lo stesso sguardo che accomuna sia i grandi gruppi industriali che le piccole aziende".

LE VERDI PRATICHE, I BUONI ESEMPI

Alla presentazione del Green Company Award sono state invitate alcune aziende bergamasche che hanno già fatto propria questa vocazione al verde. Da Filippo Servalli per Radici Group che ha rimarcato come già nel lontano 1986 l’attenzione alla sostenibilità fosse una caratteristica del gruppo di Casnigo.

"Un’impresa lavora per generare il futuro. Una terra ci deve essere oggi e anche domani – ha esordito Servalli -. Le popolazioni del Nord e del Sud del Mondo, seppure diverse economicamente, condividono lo stesso bisogno: la necessità di consumare. Per questo motivo alla Radici l’attenzione a temi come sostenibilità, futuro, ambiente, diritti umani, impegno sociale sono diventati parte del processo produttivo. Se i nostro prodotti sono opere d’arte, la sostenibilità è da considerarsi come la grande bellezza. Un insegnamento che viene da lontano, quando già nel 1999 Fausto Radici aveva promosso un incontro per l’integrazione tra industriali e architetti, un’integrazione che riteneva fondamentale per il rapporto tra territori e fabbriche".

Francesca Dubbini, quarta generazione della famiglia che possiede e gestisce la Diachem di Caravaggio ha ripercorso le fasi delle diverse piantumazioni che circondano l’area produttiva. Dal noceto ai pioppi che hanno creato una cortina di verde dove è immersa l’azienda chimica di famiglia.

Giuseppe e Silvestro Giassi, titolari della Stucchi, hanno illustrato la loro attenzione al verde in un’azienda meccanica, mentre Michelle Quarenghi dell’Istituto Clinico Quarenghi di San Pellegrino ha ricordato come già nella fondazione della clinica da parte del nonno ci fosse al centro l’ambiente come terapia per curare il corpo.

Infine, Stefano Gardi per Italcementi ha concentrato l’attenzione sull’i.lab, il Centro Ricerca e Innovazione di Italcementi, realizzato all’interno del Parco Scientifico e Tecnologico Kilometro Rosso, dove sono stati installati 420 pannelli fotovoltaici che permettono di produrre annualmente 96.000 kWh di energia elettrica con un risparmio annuo complessivo di 52 tonnellate di anidride carbonica; 50 metri quadri di pannelli solari termici che soddisfano il 65% del fabbisogno annuo di acqua calda dell’edificio e sono stati predisposti 51 pozzi geotermici, che scendono nel terreno fino a una profondità di 100 metri dal livello stradale.

L’impianto geotermico contribuisce al riscaldamento d’inverno e al raffrescamento nei mesi caldi, con un risparmio energetico fino al 50% nel primo caso e fino al 25% nel secondo.

Insomma, il sentiero delle buone pratiche green è già tracciato da innumerevoli esempi.

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