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Sant’Agostino, aula magna: uno scrigno di bellezza e di sapere per l’Università fotogallery

Nell'ex chiesa di Sant'Agostino si stanno ultimando i lavori per l'inaugurazione dell'aula magna dell'Università di Bergamo che si svolgerà lunedì 21 settembre. Imprese bergamasche in campo per la nuova vita dell'edificio che raccoglie otto secoli di storia. L'assessore Marco Brembilla: "Un'opera straordinaria di una bellezza unica". L'ex rettore Stefano Paleari:

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Si entra quasi in punta di piedi e subito si rimane stupiti. La bellezza dell’ex chiesa di Sant’Agostino torna ad incantare con una nuova vita: da lunedì 21 settembre sarà l’Aula Magna dell’Università di Bergamo. Accompagnati dall’Assessore ai lavori pubblici, Marco Brembilla, e dall’architetto Dario Mazza del Comune di Bergamo scopriamo un edificio di una straordinaria bellezza che viene riconsegnato alla città. "Dopo l’Accademia Carrara e Astino ridiamo a Bergamo un altro scrigno, un’opera straordinaria di bellezza unica" afferma l’assessore Brembilla. E mentre si ammira il pavimento grigio orobico di Ardesio posato con un disegno geometrico appositamente scelto, si sfiorano le poltroncine in pelle si elencano le imprese che hanno realizzato il tutto.

La somma è un insieme di maestranze bergamasche che rende orgogliosi, come il falegname che ha ritagliato il grande portone di castagno all’entrata, e poi la Benis Costruzioni Srl di Telgate, la Cinearredo Zambelli di Telgate, Ghidotti Impianti di Fara Gera d’Adda che ha realizzato l’impianto a terra di riscaldamento con una caldaia colossale e super-tecnologica e il riciclo d’aria, e poi per gli impianti elettrici la Madaschi di Gorle. A fare da regia a queste maestranze due architetti: Amedeo Bellini e Marcello Sita, oltre alla vasta esperienza dell’architetto Giuseppe Napoleone incaricato dalla Sovrintendenza di Milano. La bellezza di questo recupero sta tutta nei dettagli.(clicca qui per vedere le foto)

Dalle 540 poltroncine che non sono fissate al pavimento ma su dei binari, al video proiettore che è fissato sopra la bussola di vetro dell’entrata, dal telo per le proiezioni che esce dal palco in faggio chiaro e sale, dalla ghiaietta posizionata a terra vicino ai pilastri degli altari, ai lampadari disegnati appositamente per questo ex luogo di culto che ricordano molto i lampadari medievali. E poi c’è il grande pannello che mostra come una grande fotografia lo scavo sotto l’attuale pavimento dove sono state rinvenute un centinaio di tombe e il muro che delimitava la parte riservata ai fedeli da quella riservata ai monaci. E poi ci sono gli affreschi, tra i molti anche una Trinità particolare che esce da ogni schema finora visto: le tre persone della Trinità che sono venerate dalla Cristianità (il Padre eterno, Gesù e lo Spirito Santo) vengono illustrati con le stesse fisionomie uno accanto all’altro. Come fossero tre gemelli. Insomma, l’ex chiesa di Sant’Agostino che si appresta, anzi è già Aula Magna dell’Università di Bergamo è davvero uno scrigno di preziosi.

 

"La bellezza è anche sostanza, la cura dei luoghi è un eccellente modo per educare le giovani generazioni alla bellezza – afferma Stefano Paleari, già rettore dell’ateneo bergamasco -. La sfida di quest’aula magna così splendida è duplice: educa al bello e invita a preservare un luogo tanto ricco di storia, di arte, di fede, di cultura".

Ma come si arriva ad individuare l’ex chiesa di sant’Agostino come Aula Magna?

"Ero alla consegna della Laurea onoris causa al presidente Giorgio Napolitano a Bologna e l’aula magna di quella università è l’ex chiesa di Santa Lucia – racconta Paleari – così sono tornato a Bergamo e ho detto all’allora sindaco Tentorio che anche la chiesa di Sant’Agostino doveva diventare l’aula magna della nostra università. In fondo il nostro campus non è riunito in un’area sola, ma ha valorizzato nelle sue diverse sedi, edifici dismessi: Ingegneria a Dalmine è stata ricavata in un fabbricato industriale dismesso; la sede di Giurisprudenza era una banca; Rosate è un recupero così come il Collegio Baroni, nel chiostro grande di Sant’Agostino ospita un’altra sede e così sarà per la Montelungo. Se osserviamo le nostre sedi universitarie sono edifici che fanno parte del tessuto della città, interagiscono e parlano con loro".

Se lunedì si spalancano le porte dell’Aula Magna è tempo anche di calpestare il nuovo prato che è stato ricreato nel centro del chiostro grande che un tempo ospitava un parcheggio. ù"C’è voluto del coraggio, ma ero ad Anversa e nella sede universitaria c’è un edificio con l’erba per pavimento – ricorda Paleari – gli studenti si sdraiavano sull’erba per studiare in questo spazio chiuso. Quando sono tornato ho deciso che al centro di quel chiostro ci fosse un prato dove gli studenti avrebbero potuto fermarsi, riposare, divertirsi, studiare. E così è stato". Non resta che aspettare che questo scrigno di Sant’Agostino si apra come aula magna e sveli i suoi tesori. Sarà un luogo di grande dialogo con la città: qui si aprirà BergamoScienza e sempre qui si terrà l’Assemblea di Confindustria il prossimo 5 ottobre.

E c’è chi, a Palazzo Frizzoni, spinge perché si apra la nuova Aula Magna alla cittadinanza, magari con delle visite guidate la domenica.

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Commenti

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  1. Scritto da EUGENIA Volpi

    Da cittadina Bergamasca mi piacerebbe che le porte del complesso di Sant Agostino fossero aperte al pubblico ! È o non è un patrimonio di tutti ? È forse un luogo privato?

  2. Scritto da Pluto

    Mi preoccuperei della bolletta del riscaldamento.

    1. Scritto da Alberto

      Con un impianto a pavimento ben fatto non dovrebbe essere eccessivamente pesante.

  3. Scritto da Pluto

    Mi preoccuperei della bolletta del riscaldamento.

  4. Scritto da Sére

    Molti studenti di trent’anni fa, io compreso, vivranno una molteplicità di sentimenti: l’emozione di vedere una splendida realizzazione, ma anche il rammarico di constatare come siano stati necessari SEI LUSTRI, per realizzare un’opera su cui oggi è incomprensibile credere si siano consumati anni di polemiche. Anche da parte di uomini colti come l’allora assessore Carlo Passerini-Tosi, che voleva farne un “osservatorio sulla città”. La Bergamo concreta è quello che le persone auspicano!

  5. Scritto da Eiopago

    Speriamo che tutti questi imponenti lavori siano stati pagati dall’università orobica e non dal Comune, visto che alla fine ne trae beneficio un ente scolastico che in questo modo aumenta iscrizioni, profitti e docenti.

    1. Scritto da Marco Bonomelli

      Egregio “eiopago”, premetto che trovo vergognoso scandalizzarsi per soldi spesi nell’istruzione perché sono risorse impiegate per la costruzione del futuro. Ci tengo a rassicurarti che i lavori son stati pagati dal nostro Ateneo e, che quelli che chiami profitti, non entrano nelle tasche di nessuno ma vanno a migliorare sempre più l’offerta a noi studenti.

      1. Scritto da Narno Pinotti

        Dove si vede plasticamente la diversità di conoscenza, cura della verità ed eleganza che distingue il solito anonimo da chi si firma.