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Italcementi fase Heidelberg Al vertice con il Ministero sindacati soddisfatti

Primo vertice nella giornata di mercoledì 16 settembre a Roma tra Italcementi, Ministero dello Sviluppo Economico e sindacati dopo la cessione del gruppo cementiero alla Heidelberg Cement.

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Primo vertice nella giornata di mercoledì 16 settembre a Roma tra Italcementi, Ministero dello Sviluppo Economico e sindacati dopo la cessione del gruppo cementiero alla Heidelberg Cement. Ecco le reazioni dei sindacati. “Abbiamo chiesto l’apertura di un tavolo di confronto presso il Ministero dello Sviluppo Economico (MISE), riteniamo che l’acquisizione del gruppo Italcementi da parte di Heidelberg Cement possa rappresentare un’opportunità di sviluppo, ricerca e innovazione nell’ottica della sostenibilità ambientale, salvaguardando così i livelli occupazionali”: è quanto annunciano, in una nota, i segretari nazionali di Feneal-Uil, Filca-Cisl, Fillea-Cgil, Fabrizio Pascucci, Riccardo Gentile e Marinella Meschieri, al termine dell’incontro con i rappresentanti del Ministero dello Sviluppo economico ed i vertici di Italcementi, dopo l’operazione che a luglio ha portato alla vendita al colosso tedesco del pacchetto azionario del 45% dell’azienda italiana. I sindacati hanno chiesto al Governo e all’azienda di “riconfermare gli accordi già sottoscritti riguardanti i piani di investimento, finalizzati ad una riorganizzazione del Gruppo Italia senza riduzione dei livelli occupazionali di Italcementi e delle altre società assorbite, Italsfusi, Bravo Energy, Calcestruzzi”.

LE PROPOSTE DEI SINDACATI

Numerose le proposte portate al tavolo dai sindacati, che in questa fase delicata chiedono che Governo e Mise svolgano un ruolo primario a tutela dei livelli occupazionali: “Apprezziamo l’impegno assunto dal Mise che ha riconosciuto gli aspetti qualitativi e innovativi del Gruppo” sottolineano i segretari.

“Crediamo che l’Italia debba e possa diventare il gestore dell’area Sud Europa–Bacino del Mediterraneo della Heidelberg, per questo abbiamo fatto proposte concrete e realizzabili, come quella che il Centro di Ricerca Ilab di Bergamo diventi il centro di ricerca mondiale dell’azienda. Per lo stesso motivo, abbiamo proposto che il cemento biodinamico – quello utilizzato per il Palazzo Italia di Expo 2015 – si continui a produrre in Italia, così come il cemento bianco, e che si riporti in house la produzione della linea Inova”.

Dai sindacati poi è arrivata la proposta che Heidelberg Cement costituisca in Italia per l’area Sud Europa/bacino Mediterraneo e Pacifico una nuova filiale per l’assistenza agli stabilimenti, in aggiunta alle 4 già presenti nel mondo, “poiché qui vi sono le competenze e le professionalità necessarie. Ciò consentirebbe di recuperare occupati sia in sede che nella società CTG”.

“Sul tema della crescita sostenibile”, concludono, “Governo e Regione Lombardia possono svolgere un ruolo importante, finanziando progetti di ricerca ad esempio su nuove tecniche di costruzione, sull’uso di combustibili alternativi, sul risparmio energetico, da affidare alle Università, che potrebbero avvalersi di risorse professionali presenti sul territorio e coinvolgere in modo strutturale ingegneri, architetti, mondo del design, scuole edili, associazioni imprenditoriali di categoria”.

LA NOTA DI ITALCEMENTI

"Apprezziamo lo spirito propositivo dei sindacati. Ovviamente, il nuovo assetto organizzativo di Italcementi sarà definito dopo il closing dell’operazione, previsto nella prima metà del 2016" afferma un portavoce di Italcementi.

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Commenti

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  1. Scritto da Gnagno

    Per Tania: avanti con questa becera dietrologia sul fatto che le cementerie debbano inquinare sempre e comunque…informati e chiedi di visitare qualche stabilimento Italcementi: avrai delle sorprese. prima di parlare occorre conoscere.

  2. Scritto da TANIA

    soddisfatti è morire per cancro.. perchè i cementifici possono inquinare quanto vogliono evviva la legge renzi/clini 2013
    GRANDIIIIIIIIIIIIII

  3. Scritto da Luther

    I sindacati sono sempre soddisfatti, erano soddisfatti perfino quando hanno rinnovato la cassa integrazione mentre top manager e famiglia Pesenti si spartivano milioni di euro tra premi e bonus. Nel frattempo, a chi tirava la carretta, si raccontava che c’era la “crisi” quindi bisogna fare sacrifici. Italcementi è (anzi, era) in tutto è per tutto il ritratto in miniatura dell’italietta che non funziona.

  4. Scritto da DORIANO

    Roba da pazzi. Cosa ci sia da essere soddisfatti e’ veramente inspiegabile. Fra breve saranno per strada alcune centinaia di dipendenti e i sindacati son soddisfatti?!! Hanno capito o no che il centro direzionale e amministrativo sarà trasferito in Germania? E che a Bergamo sarà una strage(metaforicamente parlando) di personale. L’unico soddisfatto e’ la famiglia Pesenti che incassa 1.6 miliardi di euro dopo 140 anni di storia sul territorio Italianno.