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Il bergamasco Cadei è per la quarta volta campione italiano

Decisiva la vittoria arrivata nelle ultime curve dell'ultima tappa, quella di Ladispoli: il pilota bergamasco di Albano Sant'Alessandro ha corso nonostante il grave infortunio rimediato ad agosto. Da incorniciare la rimonta nella seconda manche, quella che ha portato al tricolore.

Michele Cadei vince ancora il campionato italiano di moto d’acqua nella categoria regina, la F1 endurance. Il fortissimo pilota bergamasco di Albano Sant’Alessandro, reduce da un infortunio ad agosto (menisco rotto e lesione dei legamenti), si pensava dovesse abbandonare il campionato. Invece, si è presentato al gran premio città di Ladispoli (12 e 13 settembre) in splendida forma: nella prima manche ha rischiato di buttare in fumo l’intera stagione, partendo primo ma saltando delle boe e prendendo cinque giri di penalità. All’arrivo in quarta posizione, le sue possibilità di vittoria finale parevano ridotte al lumicino, ma nella seconda manche della domenica (con un mare in condizioni pazzesche con onde alte oltre i due metri) Cadei è partito male ma giro dopo giro ha recuperato fino a superare il suo diretto avversario nelle ultime curve, andando a vincere il titolo tricolore.

Il pilota bergamasco ha corso con una Kawasaki da 350 cavalli nel team Jet-Fly di Bergamo.

Il campionato si è svolto in cinque gran premi: Eraclea, Golfo aranci, Scalea, Ancona ed infine Ladispoli. Ogni gara si è svolta in tre manche.

"Solo negli ultimi tre anni ho portato a casa quattro titoli italiani ed uno internazionale – spiega Michele Cadei -. Dopo il grave infortunio nel 2012 che mi ha tenuto lontano per un anno dalle gare, al rientro nel 2013 non c’è stata più storia per nessuno. Ora ci proiettiamo per la stagione 2016, che sarà molto impegnativa: sto cercando di organizzarei, in collaborazione con la federazione italiana, il primo campionato di hydrofly, uno sport nuovissimo che ti permette di volare sopra l’acqua".

Commenti

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  1. Scritto da Vito

    Sport (se tale si può’ definire) ad alto tasso di inquinamento spaziale, marino ed acustico

    1. Scritto da Daniele

      Stesso sagace punto di vista di chi vorrebbe bandire le moto dai sentieri…

      1. Scritto da gigi

        questo commento, purtroppo, e’ ironico.

      2. Scritto da peter

        invece, qual è la alta motivazione che dovrebbe indurre il mondo a sopportare lo scempio? il divertimento di 4 (o 40, o 400, la sostanza non cambia) motociclisti?