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Squinzi e il Sassuolo, un amore nato in C e arrivato in vetta alla A

Il numero uno di Confindustria, bergamasco di Cisano, si trova in testa al massimo campionato italiano esattamente 13 anni dopo l'ingresso nella società emiliana, avvenuto quando questa lottava disperatamente per evitare la retrocessione tra i dilettanti.

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E’ iniziata nel 2002 – tra i bassifondi della serie C2 e con l’obiettivo di evitare la retrocessione nei dilettanti – la storia d’amore tra il bergamasco Giorgio Squinzi, imprenditore di fama mondiale proprietario della Mapei, e il Sassuolo, piccolo club emiliano seguito da una manciata di tifosi. Un matrimonio, quello tra il numero uno dell’azienda esperta di produzione di materiali chimici per l’edilizia e la società neroverde, che in qualche modo ha cambiato la storia del calcio italiano che oggi, nel 2015, ha trovato una delle sue nuove protagoniste, una realtà piccola ma letteralmente ambiziosa che negli ultimi 13 anni ha scalato le serie minori del football nostrano arrivando (alla vigilia della terza giornata di campionato) persino in vetta alla serie A, davanti a corazzate come Juventus e Roma.

Quella che domenica 13 settembre andrà in scena al Mapei Stadium, dunque, non sarà una partita come tutte le altre per patron Squinzi. Lui, grande amico di Antonio Percassi, affronterà al squadra della sua città da capolista, un onore che raramente spetta alla cosiddete "piccole" della serie A ma che questa volta, almeno fino al 90′ della terza uscita del campionato, spetterà anche al suo "Sasol".

Tra grossi investimenti e grandi intuizioni, si può dire che Squinzi al timone del club emiliano non ne abbiamo mai sbagliata una: sia nelle serie minori, dove ha ottenuto delle buone salvezze prima della scalata che ha portato il Sassuolo dalla C2 alla B tra il 2006 e il 2008, sia in serie B, dove è rimasto per 5 anni prima della storica promozione del 18 maggio 2013. Nella massima serie i neroverdi hanno molto faticato nella prima metà di stagione ma, complice anche il grande mercato di riparazione compiuto dai vertici societari, è stata strappata una salvezza per molti insperata, prima della seconda nnata più che soddisfacente che ha visto gli uomini di Di Francesco strappare la permanenza in A senza grossi affanni.

Ora la vetta della classifica, un sogno nato grazie alle vittorie su Napoli e Bologna che il popolo emiliano non vuole interrompere. Toccherà all’Atalanta, però, far svegliare Squinzi e la sua gente dai sonni dorati: i tre punti in palio domenica sarebbero importantissimi anche per i nerazzurri che non hanno nessuna intenzione di soffrire per la salvezza come successo nell’ultima, faticosissima annata.

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Commenti

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  1. Scritto da giuseppe

    Peccato che il bergamasco Squinzi non sia presidente della Atalanta. Avremmo di sicuro anche uno stadio nuovo!

    1. Scritto da giulio

      Sono di Cisano e quindi onorato per avere Squinzi come concittadino, ma non mi pare giusto (nei confronti di Percassi) ed esatto quanto scritto anche perché Squinzi non ha costruito nulla, ma ha affittato l’ex stadio Giglio alla pari con la Reggiana. Nell’accordo lo spazio è divenuto Mapei Stadium. Come se l’Atalanta affittasse il Brianteo di Monza e lo ribattezzasse Orobico!!!

    2. Scritto da Greatguy

      Peccato o per fortuna…io mi tengo stretto Percassi!

      1. Scritto da giuseppe

        l’Atalanta sta al Sassuolo come il Real Madrid sta all’Atletico Madrid… invece con i neroverdi ce la giochiamo alla pari! Meglio Squinzi di Per cassi, fra un po questi ci fan mangiare la polvere.