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“La app per le segnalazioni al Comune già bloccata Così snobbiamo la tecnologia”

Riceviamo e pubblichiamo la lettera che Luca Viscardi, direttore di Radio NumberOne, ha scelto di inviarci dopo aver appreso della sospensione del servizio di "CityUser-Bergamo", l'applicazione che dovrebbe facilitare il contatto tra cittadini e amministratori.

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Riceviamo e pubblichiamo la lettera che Luca Viscardi, direttore di Radio NumberOne, ha scelto di inviarci dopo aver appreso della sospensione del servizio di "CityUser-Bergamo", l’applicazione che dovrebbe facilitare il contatto tra cittadini e amministratori grazie a una serie di opzioni, tra cui la segnalazione in tempo reale delle buche sul manto stradale.

Ecco la reazione di Viscardi.

 

Nella quiete di un sabato pomeriggio, ho ricevuto una mail dell’amministrazione comunale che annuncia la sospensione dei servizi “city user” a partire da domani fino al 10 ottobre. "Si comunica che, per ragioni tecniche, il servizio di notifiche per apparecchi mobili smartphone e tablet ‘CityUser-Bergamo’ sarà temporaneamente sospeso dal giorno 13 settembre fino al 10 ottobre. Il servizio riprenderà regolarmente dal 10 ottobre su tutti gli store on-line (Apple, Google Android e Windows), con una nuova versione gratuita dell’App-Network ‘CityUser’ con una grafica completamente rivista e nuove funzioni. Per ridurre il temporaneo disagio dell’utenza saranno inviate comunicazioni di pubblica utilità via email e via SMS".

Un annuncio apparentemente banale, se non fosse che il servizio a cui ci si riferisce è stato presentato in pompa magna e con squilli di trombe lo scorso 20 luglio. Parliamo di 50 giorni fa.

“City User” è un’applicazione che si può scaricare su Android, iPhone e Windows Phone, che dovrebbe facilitare il contatto tra i cittadini e l’amministrazione, con una serie di opzioni, tra cui la segnalazione in tempo reale delle buche sulle strade. In realtà è una piattaforma gestita da terzi, a cui aderiscono diverse città (poche, per la verità) e che offre ai residenti di Bergamo gli stessi servizi di cui godono a Soliera, in provincia di Mantova. Al momento della presentazione, ho già scritto le mie perplessità sull’intero sistema, in primo luogo perché trovare l’applicazione non è per niente naturale, visto il nome non è riconducibile alla città di Bergamo. Faccio notare che l’applicazione di Londra si chiama “City of London”, suggerisce nulla a chi si occupa di questi temi nella nostra città? Ammesso che si superi lo scoglio di associare un’applicazione con un nome inglese alla città dei mille, subentra il secondo problema. Non ci si può registrare dalla app, ma solo dal sito del comune, che non permette di scegliere il proprio nome utente, ma ne assegna uno casuale al momento dell’adesione. Questo rende più difficile ricordare i propri dati quando è necessario l’accesso al sistema.

Ma anche ignorando le gravi lacune del sistema dal punto di vista dell’immediatezza e della fruibilità, è concepibile lanciare ufficialmente un servizio e chiuderlo cinquanta giorni dopo per rinviarlo al mese dopo? Non era meglio attendere l’adesione alla piattaforma rinnovata?

Sarei curioso di sapere quanti hanno scaricato l’applicazione dal 20 luglio ad oggi, perché i numeri della Bergamo digitale sono sconfortanti. Filo Diretto ha 7200 iscritti, di cui solo 938 sono attivi. Nel mese di luglio il Comune ha dichiarato che erano 3682 gli utenti dell’applicazione, senza specificare però se fossero tutti bergamaschi. In circa 7 mesi, filo diretto ha ricevuto 6 messaggi al giorno, dato peggiorativo rispetto agli anni precedenti, quando erano 8, ma comunque un’inezia rispetto al potenziale di una città di 120.000 abitanti. I dati comunicati (da Palazzo Frizzoni al lancio di City User) ci dicono che meno di un cittadino su cento comunica in forma digitale con l’amministrazione usando filo diretto, mentre i dati sulla penetrazione dei telefonini ci dicono chiaramente che su 60 milioni di persone in Italia abbiamo quasi 81 milioni di smartphone. Tutti hanno un telefonino in tasca. Perché, quindi, nessuno ha interesse ad entrare in contatto diretto con l’amministrazione? Forse perché quello che viene proposto non è all’altezza. City User è nata vecchia e la prova è che dopo meno di due mesi va in pensione; per una città moderna, va ripensata completamente la gestione dei servizi, andando verso direzioni molto diverse: da un lato un’applicazione unica che sia interfaccia per tutti i servizi disponibili (autobus, parcheggi, segnalazioni dirette, documenti) dall’altra la fornitura delle informazioni in tempo reale ai grandi colossi dell’informazione web, in primo luogo google, perché siano fruibili sul nostro smartphone in modo diretto senza bisogno di applicazioni, ma direttamente sulle mappe.

In questa direzione va la app di ATB, che unisce acquisto del biglietto per i mezzi e il pagamento della sosta. Il processo iniziale di registrazione, che impone di registrarsi sulla piattaforma del Banco Popolare, è realizzato in modo pessimo, ma superato quello scoglio, l’applicazione funziona molto bene.

Perché non fare un’applicazione unica per tutti i servizi? La cultura digitale non si inventa con la presunzione di averla perché si è iscritti a Facebook. Forse è ora di affrontare anche questo tema in modo meno approssimativo, perché l’uso della tecnologia è un passo importante per servizi migliori a costi più contenuti.

Quanto tempo vogliamo perdere ancora?

Luca Viscardi

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Commenti

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  1. Scritto da Viola

    Io avevo installato la app city user.. Oggi magia! Al suo posto una app chiamata LiveIn targata San Marino.. Cui prodest?

  2. Scritto da Luigi

    Fino a che la stessa burocrazia non avrà un sistema integrato di utilizzo dati, sarà un fioccare di applicazioni a se stanti senza un reale impatto in termine di adesioni.

  3. Scritto da Transistor

    Ci lamentiamo che i ragazzini siano totalmente avulsi dalla realtà, perché perennemente ripiegati sul loro smartphone. Le conseguenze di questa specie di “spappolamento cerebrale” si manifestano soprattutto a scuola dove il rendimento va picco. Forse ogni tanto snobbare la tecnologia e ignorare chi ce la propina, anche per avere un consenso politico, fa solo bene alle menti. (A me non piace vedere il nostro Premier perennemente distratto dal suo smartphone, anche nelle situazioni più serie.)

    1. Scritto da Greg

      Beh, però è sempre meglio così, piuttosto che salire sull’aereo per andare a vedere la finale di tennis a New York e spendere un patrimonio di soldi pubblici. Magari avesse usato lo Smartphone per seguire la finale dall’Italia…

      1. Scritto da Bah !?

        Commento penoso.

  4. Scritto da Paolo Milani

    (continua) La cultura digitale non si inventa con la presunzione di averla perché si è capaci di usare i servizi di google. Forse è ora di affrontare anche questo tema in modo meno approssimativo, perché l’uso della tecnologia non solo è un passo importante per servizi migliori a costi più contenuti, ma può essere usata anche per attività di spionaggio ai danni degli stessi e la pubblica amministrazione non deve diventarne complice.

    1. Scritto da Michele

      Lascerei da parte il complottismo e parlerei di cose serie: cosa spierebbero “I cattivi”? A che ora arriva l’autobus in via Baioni?
      Siamo seri, parliamo di ciò che conosciamo e lasciamo agli esperti le valutazioni importanti: dare a google la posizione in tempo reale dei Bus in città non ha nulla di pericoloso, se non il rischio di abbassare lo stress di chi lo perde spesso perché le tabelle degli orari non sono mai precise.

      1. Scritto da Paolo Milani

        non è questione di complottismo, ma di cronaca: forse lei ignora la vicenda snowden… non mi stupisco, l’italia e i suoi politici ha ignorato la vicenda, come se non fosse mai esistita.

        Cmq per fare quello che chiede lei non c’è bisogno che le informazioni vadano a google: credo che lei abbia la convinzione che gli stranieri facciano sempre le cose meglio di noi italiani. Ma non sempre è così.

  5. Scritto da Paolo Milani

    Premetto che non conosco l’applicazione in oggetto, ma voglio commentare questa lettera su cui posso essere d’accordo in linea di massima, tranne quando Luca Viscardi scrive “la fornitura delle informazioni in tempo reale ai grandi colossi dell’informazione web, in primo luogo google,”: su questo punto sono fermamente contrario! i dati istituzionali e dei cittadini devono stare in italia e non finire in mano ad aziende private estere!

    1. Scritto da Michele

      Android, Windows Phone e iOS sono tutti sistemi operativi stranieri. Nascondiamo le informazioni utili su treni, servizi, parcheggi alle mappe di iPhone in attesa che qualcuno ne inventi uno in Italia e lo venda a un miliardo di persone?

      1. Scritto da Paolo Milani

        le confonde l’applicazione con il sistema operativo

  6. Scritto da Guido

    L’importante è che qualcuno ci abbia già lucrato, intascando soldi pubblici. Il resto può crepare

  7. Scritto da Marco Cimmino

    Smart city and silly people…

  8. Scritto da william

    La cultura digitale non si inventa con la presunzione di averla perché si è iscritti a Facebook.. QUOTO! Una tirata d’orecchio pure a bgnews, il sito è l’unico che mi blocca ciclicamente il browser. Quale dannato script lo manda in crisi?

    1. Scritto da nico

      Vero, inoltre se si condivide con google+ un articolo di Bgnews il titolo e la foto non corrispondono al contenuto dello stesso creando situazioni dall’imbarazzante al paradossale. Parlando della app cityuser direi che quantomeno sarà disponibile per tutte le piattaforme a differenza di quella di ATB, bella ma solo x ios e Android!

    2. Scritto da Kurz

      A me bgnews non blocca nulla, anzi, vedo che pubblica i miei commenti quasi quotidiani. Da quando ho bgnews sul cellulare e senza intoppi, purtroppo per il mio giornalaio ho praticamente eliminato la lettura del più diffuso quotidiano orobico in forma cartacea. Provate a vedere come NON funzionano certi altri quotidiani “on line” in altre regioni, per esempio in Sicilia…

      1. Scritto da nico

        …va bene tutto ma valutare che siccome i suoi commenti sono pubblicati quotidianamente non è che automaticamente vuol dire che non ci siano script o bachi nel sito… e onestamente di leggere altri quotidiani on line (in particolare della sicilia) non ne sento urgente necessità… mi accontenterei di poter condividere ogni tanto in google+ alcuni articoli (cosa che con altri quotidiani on line di BG è possibile senza problemi…)