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La Olsa di Albino si trasferisce a Settala Shock per 37 dipendenti

Un vero shock per i 37 dipendenti della Olsa di Albino, la società che produce macchinari per industria farmaceutica e cosmetica. L'azienda ha annunciato il trasferimento della produzione a Settala, in provincia di Milano. I sindacati di Fim Cisl e Uilm Uil in campo per trattare.

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L’annuncio è arrivato a nemmeno una settimana dal rientro delle vacanze. La Olsa di Albino, azienda specializzata nella produzione di macchinari per industria farmaceutica e cosmetica, ha annunciato nella giornata di giovedì 10 settembre ai propri dipendenti – 37 in tutto – la volontà di trasferisce la produzione a Settala, in provincia di Milano. Nel milanese la Olsa ha già un sito produttivo e starebbe costruendo un nuovo capannone per ospitare la produzione di Albino.

L’attuale sede in Valle Seriana non sarebbe più idonea alla produzione e non risponderebbe più alle strategie del gruppo.

"Per molti lavoratori è stato davvero un colpo – afferma Marco Fiorina della Fim Cisl – anche perché dopo la crisi, quest’anno la società ha registrato degli utili ed è un punto di riferimento nel suo campo per la produzione di macchinari per l’industria farmaceutica e cosmetica".

Da giovedì 10 settembre è iniziata la trattativa con i sindacati, Fim Cisl e Uilm Uil, per considerare quanti dipendenti sono disposti a questo passaggio nel milanese. Tempo sette/otto mesi e poi inizierà il trasferimento. Anche se c’è già chi pensa che spostarsi nel milanese, affrontando oltre un’ora di viaggio di andata e uno di ritorno, non valga la pena. "Abbiamo trovato tutti i lavoratori molto amareggiati da questa scelta dell’azienda" conclude Fiorina.

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Commenti

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  1. Scritto da mariost

    è proprio vero che avere un computer e saperlo usare non è sinonimo di intelligenza.
    1 – A Milano da Cene ci si arriva in 1,5 – 2 ore negli orari di lavoro. Questo fa 3 – 4 ore al giorno.
    2 – Lei non sa se le persone che lavorano li, risiedono anche in zona o magari si fanno già 30/40 minuti perchè arrivano da Gromo o da Castione.
    3 – Quando spostano un’azienda di 50/80 Km, è un disagio e preferire lavorare a 10 Km da casa piuttosto che a 100 non vuol dire essere lazzaroni
    Amen……

    1. Scritto da Enzo Carrara

      Io, ora in pensione, ho lavorato per 25 anni alle porte di Milano facendo il pendolare quotidiano. Non mi dilungo sul disagio: quando andava bene, impiegavo 2 ore all’andata e altrettante al ritorno. Pagate 8 ore, ne “lavoravo” 12; le 4 di viaggio molto piu’ faticose e stressanti. Le ho provate tutte; auto, treno, pullman, carsharing, ecc. Le 4 ore non diminuivano, cambiava solo la tipologia del disagio e stress. Senza considerare la spesa, i ritardi e le assenze causa forza maggiore.

      1. Scritto da Mariost

        Va bene, quindi concorda che per i lavoratori sarà un grosso disagio !!! poi come da altri commenti (non dal suo ) emerge l’invidia di chi lavorando già lontano da casa, è invidioso di chi lavora vicino ed ora gongola per quello che succede ad altri che invece erano più fortunati, chiamandoli lazzaroni. Brutta bestia l’invidia… NB anche io sono pagato 8 ore e sono fuori casa 12 ore…. ma mi dispiace lo stesso e non sono invidioso per chi lavora “sotto casa”. Amen

    2. Scritto da Enzo Carrara

      Io, ora in pensione, ho lavorato per 25 anni alle porte di Milano facendo il pendolare quotidiano. Non mi dilungo sul disagio: quando andava bene, impiegavo 2 ore all’andata e altrettante al ritorno. Pagate 8 ore, ne “lavoravo” 12; le 4 di viaggio molto piu’ faticose e stressanti. Le ho provate tutte; auto, treno, pullman, carsharing, ecc. Le 4 ore non diminuivano, cambiava solo la tipologia del disagio e stress. Senza considerare la spesa, i ritardi e le assenze causa forza maggiore.

      1. Scritto da claudio_cittadini

        ANCH’IO HO LAVORATO MOLTI ANNI A MILANO: BUS, TRENO, METRO’, EPPURE SONO ANCORA VIVO. QUESTO DISAGIO PROPRIO A CAUSA DI ALCUNI PERSONAGGI DELLA OLSA STESSA, MA ORA STO BENISSIMO.
        MI DISPIACE PER QUALCHE ATTUALE DIPENDENTE OLSA ANCORA AMICO MIO,MENTRE X PER QUALCUNO, ( NON PER CATTIVERIA ) ABITUATO FORSE A PIU’ COMODITA’ DI ALTRI ( IN OLSA ) FORSE ANCHE PER IL RUOLO CHE COPRE, ORA SI ACCORGERA’ VERAMENTE COSA VUOL DIRE LAVORARE CON 3-4 ORE PERSE PER IL SOLO VIAGGIO. AUGURI!

  2. Scritto da Alberto

    Brutto colpo per i lavoratori, e anche per la valle. Speriamo in un ripensamento.

  3. Scritto da Luigi

    Non ci vuole un genio per capire che le produzioni in valle sono anti economiche. Basti solo pensare ai problemi (e tempo) che deve affrontare la logistica.

    1. Scritto da pipotto

      Tutto merce, mercato, logistica, costi, e … ce lo dice il mercato … ce lo chiede l’Europa
      E l’uomo? … Lavora e consuma, pipotto se no arriva l’esercito di riserva (immigrati, clandestini) e ti perdi il posto. Costano anche meno e si adattano a tutto (o quasi).

    2. Scritto da Alberto

      Infatti la val Seriana è nota per essere un autentico deserto industriale…

  4. Scritto da Barbara

    “affrontare due ore di viaggio” non vale la pena??? Sono scioccata! E tutti quei lavoratori che ne affrontano da sempre due o tre per poter lavorare? Ma dai, che popolo di lazzaroni che siamo!

    1. Scritto da beppe

      Un buon tacer non fu mai scritto…..

      Pensare e contare fino a 10 è sempre un ottimo esercizio.
      Barbara, te lo consiglio.
      PS, io 2 ore me le faccio tutti i giorni in auto per andare al lavoro…. ma questi commenti sono veramente insulsi e demagogici.

    2. Scritto da Mauro78

      Cara Barbara, commenti superficiali come questo fanno veramente accapponare la pelle.
      Un operaio che prende 1200 1300€ al mese non può sostenere spese di trasferimento di 400-500€…se non maggiori….magari con un mutuo da 500€ sulle spalle e una famiglia mono reddito…
      Con cosa vive…con 300€ al mese???
      Un bagno di umiltà ogni tanto non farebbe male.

      1. Scritto da Alex

        D’accordo, però con tutti i disoccupati che abbiamo in questo momento, lo spostamento di sede di circa 60 km non è poi la cosa più drammatica. Certo, se non avveniva era meglio….

      2. Scritto da Colombo

        Ci sono m migliaia lavoratori di Bergamo che ogni mattina si alzano vanno a Milano per lavoro e poi tornano la sera. Ma dove è scritto che gli operai della OLSA prendono 1.200,00 al mese ed hanno un mutuo da pagare? Li conosce tutti forse.
        Io sono di Bergamo e lavoro da 10 anni a Milano con il bello e cattivo tempo. e non faccio nessuna polemica.
        Diciamo che se uno non ha il lavoro sotto casa non è disposto a fare sacrifici

  5. Scritto da Non è esatto

    I dipendenti tratti in causa sono 62. Perché ai 37 di Albino vanno aggiunti 25 degli uffici di Milano, al 95% pendolari che abitano tutti nell’hinterland se non addirittura fuori regione e per cui il trasferimento a Settala potrebbe creare notevoli problemi.

  6. Scritto da Timogn

    Ma allora trasferiranno anche i reparti di lucidatura e decappaggio? Che peccato che peccato.