BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

Al Filmaker Festival tre nomination per il film di Alberto Nacci

All'International Filmaker Festival di Milano il film "Una luce bianca - A white light", scritto e diretto da Alberto Nacci, trapanese d'origine e bergamasco d'adozione, ha ricevuto tre nomination per miglior regia, miglior montaggio e migliore sceneggiatura originale.

Più informazioni su

All’International Filmaker Festival di Milano il film "Una luce bianca – A white light", scritto e diretto da Alberto Nacci, trapanese d’origine e bergamasco d’adozione, ha ricevuto tre nomination per miglior regia, miglior montaggio e migliore sceneggiatura originale. Inoltre, è fra i vincitori dell’"International Film Festival for Family, Public Service, Against Drug Abuse & Trafficking" a Jakarta. Il protagonista del film è Marcello S. é un giovane sportivo, gioca a rugby, pallanuoto, ama il calcio… Un giorno la sua vita subisce una brusca "sterzata": un forte mal di testa é il segnale di qualcosa che non va per il verso giusto. Poche ore dopo era in sala operatoria per un intervento chirurgico al cervello. Purtroppo dopo il risveglio dall’anestesia i medici si accorgono che bisogna ritornare in sala operatoria per una complicazione. Da quel momento Marcello entra in coma e per 52 giorni mamma Ines, papà Luigi, la sorella Carolina e i più fedeli amici diventano i partners dello staff medico del reparto di neurochirurgia dell’ospedale Maggiore di Bergamo: il silenzio, la preghiera, le lunghe attese nei corridoi dell’ospedale si trasformano in "energia pura" che cerca di strappare Marcello al buio, per restituirgli la gioia di vivere che l’aveva sempre accompagnato, nei frequenti viaggi all’estero e nell’attività sportiva. E questa energia (con l’insostituibile competenza dei medici) ha prodotto l’effetto desiderato: poche ore dopo che l’anestesista aveva confidato ai genitori la preoccupazione che Marcello potesse non risvegliarsi più, all’improvviso esce dal coma. Da quel momento il sorriso ha preso il posto della tristezza nel volto di tutti coloro che hanno vissuto questa dolorosa vicenda che, oggi, sembra un brutto sogno. Marcello aveva perso quasi completamente l’uso della parte destra del corpo e grazie all’amore dei suoi congiunti (e a un eccezionale programma di riabilitazione) oggi vive in modo autonomo in un appartamento a Bergamo, lavora, nuota in piscina, ha una vita di relazione ed è tornato allo stadio a tifare per la sua Atalanta. In questo film lo sport (il calcio in particolare) viene presentato come aggregatore di sentimenti nobili, di amicizia, solidarietà e rispetto per i sentimenti altrui. Gli amici dell’Atalanta sono stati importanti per Marcello. I loro silenzi (seduti per terra nei corridoi dell’ospedale) erano un canto d’amore per un amico che viveva fra la vita e la morte. A rivivere questa vicenda, in "Una luce bianca" sono gli stessi protagonisti: Marcello, i suoi genitori, la sorella, i terapisti per un film che vuole essere un messaggio di fiducia per coloro che vivono esperienze simili, al confine fra disperazione e abbandono, affinché possano riflettere sull’importanza di non perdere mai la speranza e il senso della vita, ma anche sulla fragilità dell’uomo.

Il linguaggio filmico é sobrio, con una particolare attenzione ai dettagli, agli spazi fra le parole, al significato dei silenzi, agli sguardi intensi di chi rivive momenti dolorosi, ma con la consapevolezza che tutto andrà per il verso giusto. È una storia a lieto fine, che prelude ancora a nuovi progressi nella qualità della vita di Marcello, che può essere di esempio per quanti non trovano la forza di reagire a vicende della vita in cui può sembrare che tutto sia destinato al peggio. La grande forza di Marcello e delle tante persone che l’hanno aiutato in questi anni (i familiari, gli amici, lo staff medico e paramedico…) testimoniano la possibilità di cambiare il corso della propria vita anche quando sembra che tutto ci crolli addosso. Il cast del film, prodotto da Alberto Nacci, è costituito da: Marcello Salvi, Ines Salvi, Carolina Salvi, Luigi Salvi, Giovanni Colombo, Stefano Zambelli e Paolo Gervasoni, mentre le musiche sono di Osterberg, Narholz, Newmann, Epping, Franko. La pellicola è stata girata al’AjpStudios di Dalmine, al centro sportivo di Brembate Sopra, all’azienda ospedaliera "Papa Giovanni XXIII" di Bergamo e all’Unità di riabilitazione specialistica di Mozzo. L’editing e il montaggio sono stati realizzati da AjpStudios suoni&visioni e il film è stato prodotto da Alberto Nacci. Per avere ulteriori informazioni è possibile consultare il link www.albertonacci.it/home.htm

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.