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Per 200 migranti corsi formativi professionali L’intesa in Prefettura

Mercoledì 9 settembre alle 11.30 in Prefettura a Bergamo sarà siglato un protocollo d'intesa tra diversi enti bergamaschi per offrire a un massimo di 200 migranti la possibilità di partecipare a percorsi educativi e formativi gestiti dall'Azienda Bergamasca Formazione.

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Mercoledì 9 settembre alle 11.30 in Prefettura a Bergamo sarà siglato un protocollo d’intesa tra diversi enti bergamaschi per offrire a un massimo di 200 migranti la possibilità di partecipare a percorsi educativi e formativi gestiti dall‘Azienda Bergamasca Formazione. I migranti potranno seguire i corsi per i settori di abbigliamento e confezione; acconciatura ed estetica; agricolo; alimentare e ristorazione; elettricità ed elettronica; informatica; legno ed arredo, meccanica.

"Il costante confronto con gli attori istituzionali e sociali del territorio ha consentito di individuare ulteriori forme di progettualità – scrive in una nota la Prefettura di Bergamo – che, in una fase successiva all’esecuzione delle attività di volontariato regolamentate dal protocollo del 2 ottobre 2014, sono state considerate idonee ad incidere sul binomio "integrazione-formazione", anche attraverso l’individuazione i moduli formativi teorico-pratici da realizzare con Istituti di formazione facenti capo alla Provincia".

Il protocollo verrà sottoscritto alla presenza del Prefetto di Milano, Francesco Paolo Tronca, nella sua qualità di presidente del Tavolo di coordinamento regionale. I firmatari dell’atto sono: Prefettura di Bergamo, Provincia di Bergamo, Azienda Bergamasca di Formazione, Fondazione della Comunità Bergamasca Onlus, Cgil, Cisl, Uil, Caritas diocesana di Bergamo, Cooperativa sociale Ruah Onlus, Cooperativa sociale Rinnovamento Onlus.

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Commenti

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  1. Scritto da Aldo

    Come appiattire e livellare al ribasso (distruggendole) le competenze e le paghe dei lavoratori italiani, mettendoli in competizione con stranieri che pur di stare in Italia accettano qualsiasi condizione…. Usando soldi dei contribuenti italiani… Complimenti vivissimi, pubblici dipendenti che ricavate il vostro stipendio grazie ai nostri contributi!

  2. Scritto da jack

    Vergognoso.

  3. Scritto da Luther

    E ovviamente gli italiani/bergamaschi che vogliono frequentare gli stessi corsi (che, sia chiaro, comunque offrono possibilità minime di reale inserimento nel mondo del lavoro) devono pagare. Avanti così!!!

  4. Scritto da Rina

    Pensate ad aiutare Gli Abitanti di Bergamo rimasti senza lavoro e senza soldi………. Prima di Tutto

  5. Scritto da a

    Se lo si fa è anche perché conviene. La Merkel ne prende 500.000 all’anno perché sono quelli che servono per non mandare in fallimento il sistema pensionistico tedesco. In quanto a vecchiaia siamo come la Germania. Ma gli italiani questo problema lo ignorano… ascoltano le bestie…

    1. Scritto da tontolotto

      Ma se in Italia non c’è richiesta di posti lavoro, come utilizzi i migranti professionalmente avviati?
      D’accordo non ascoltare le bestie … ma neppure i tontolotti

    2. Scritto da Alberto

      Eh sì, è arrivato l’essere superiore… Peccato che la Germania sia in regime di piena occupazione e quindi abbia bisogno di manodopera a basso costo sfruttabile (ma ben selezionata, vogliono solo siriani istruiti; i clandestini loro non li prendono, li lasciano a noi). In Italia invece (forse non le risulta leggendo solo le veline di regime del pentolaio) c’è un piccolissimo problema di disoccupazione: dar lavoro agli italiani dovrebbe essere la priorità di un governo serio.

      1. Scritto da furbetti

        Occupazione o piena occupazione? In Germania esiste l’occupazione provvisoria a 20 ore settimanali (400-500 € mensili)che viene conteggiata come piena occupazione, portando il dato di disoccupazione al 6%.
        Se si tolgono le occupazioni di tal genere, pure loro sono al livello italiano.
        Se siamo seri, il tasso di disoccupazione dovrebbe essere calcolato sulle piene occupazioni di 40 ore mensili, e con contratti garantiti per almeno qualche anno.

  6. Scritto da fabius

    Più che formare lavoratori in un momento in cui non serve, queste obsolete strutture inventa-ruoli e mangiasoldi pubblici dovrebbero cimentarsi in imprese un pochino più complicate: creare nuovo lavoro e nuovi posti di lavoro sburocratizzando e detassando le aziende. Certo, meno burocrazia significa meno enti di cui giustificare l’esistenza …. Quindi….

  7. Scritto da lotty

    Condivido in parte il commento di Aldo. Io sono per l’accoglienza dei migranti ma questi enti prendono un sacco di soldi dalla regione per corsi che troppe volte non servono a nulla. Per le persone disabili in attesa di inserimento occupazionale tutte le organizzazioni firmatarie che citate nell’articolo non fanno NIENTE: questo non è giusto!

  8. Scritto da franco

    La scuola di formazione per mia figlia mi è costata la bellezza di12000 euro, in quattro anni, perché in quella pubblica, dopo un sorteggio , il lista c’erano i vari mohamed, fatma, ecc..ecc…
    Ora ci mettiamo a voler istruire l’africa intera a spese del solito pantalone……va bene cosi!!

  9. Scritto da gianluca

    invece per gli italiani in mobilita’ o cassa soldi finiti per i corsi di formazione……..assurdo

  10. Scritto da A.Z. BG

    Dato che non siete riusciti a pubblicarlo,lo riscrivo:Chi paga?Perché ai nostri disoccupati e ai nostri ragazzi non viene offerta la stessa opportunità?Le nostre famiglie spendono centinaia di euro in libri per lo studio dei propri figli,mentre agli ultimi arrivati si offre tutto gratis?È un’enorme discriminazione nei confronti dei Bergamaschi,basata sul colore della pelle e praticata da chi vive grazie alle tasse dei Bergamaschi,la prefetta.base Applicare la legge mancino alla prefetta?

  11. Scritto da X

    Un corso di lingua e scrittura Italia,magari prima no nè…?!

  12. Scritto da Cristian

    Io che sono da tre anni un lavoratore con contratto di solidarietà (il 70% dello stipendio) per fare un corso di cucina alla bergamo formazione dovrei pagare 1500 euro..
    Va bene aiutare ma fate i corsi anche per chi è già disoccupato o rischia il posto come chi è nella kia situazione.

  13. Scritto da Aldo

    Giustissimo: visto che c’è un sacco di offerte di lavoro in questo momento in Italia, usiamo fondi pubblici per fare corsi per il lavoro. Ovviamente tutto elucubrato e concertato dai soliti enti “indispensabili”. Clap clap clap