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La questione Faac arriva al Pirellone su richiesta di Saita

La questione dell’azienda FAAC di Grassobbio arriva al Pirellone per opera del consigliere regionale della Lega Nord, Silvana Saita, che ha martedì ha depositato una richiesta di audizione delle parti sociali (che avverrà probabilmente giovedì 17 ottobre) e depositerà mercoledì una mozione urgente sul medesimo argomento.

La questione dell’azienda FAAC di Grassobbio arriva al Pirellone per opera del consigliere regionale della Lega Nord, Silvana Saita, che ha martedì ha depositato una richiesta di audizione delle parti sociali (che avverrà probabilmente giovedì 17 ottobre) e depositerà mercoledì una mozione urgente sul medesimo argomento.

“Continua lo stillicidio di posti di lavoro che vengono a mancare – afferma Saita – con drammatiche conseguenze su tante famiglie che restano prive di reddito. Abbiamo dovuto registrare pochissimo tempo fa la chiusura di una realtà storica quale la Mazzucchelli di Seriate e già il territorio deve subire le ripercussioni della serrata della FAAC di Grassobbio. L’aspetto grave di questa vicenda, che sta suscitando non poca indignazione, è il fatto che la chiusura del sito produttivo di Grassobbio non sia dovuto a una crisi del mercato o dell’azienda, come dimostrato dai positivi bilanci aziendali che hanno visto un sostanzioso aumento degli utili. La chiusura della FAAC, che in virtù di un lascito testamentario è di proprietà della Curia bolognese, è stata giustificata da mere ragioni di profitto che stanno comportando il trasferimento dell’attività in Bulgaria ed il licenziamento di 50 lavoratori. Per questo ho richiesto l’audizione in IV Commissione Attività Produttive al fine di valutare se, grazie anche agli strumenti regionali, sia possibile far recedere la proprietà di FAAC dall’intento di trasferire la produzione in Bulgaria. Presenterò inoltre domani una mozione urgente nel quale si impegna la Giunta Regionale alla convocazione di un tavolo con la proprietà e le rappresentanze dei lavoratori, affinchè si possano trovare soluzioni tali da scongiurare la perdita del posto di lavoro degli attuali 50 dipendenti del sito di Grassobbio”.

Commenti

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  1. Scritto da luca casati

    Ma Renzi non sta dicendo che va tutto bene? E il papa non ha detto che vuole accogliere i migranti? Il primo non si è accorto che le aziende continuano a chiudere/fuggire all’ estero e il secondo avvalla 50 licenziamenti per mero profitto. Complimenti per l’ onestà intellettuale.