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Dottoressa Cantamessa, 2 anni dopo la tragedia: “Mia figlia venerata come una santa” fotogallery

A due anni da quel drammatico 8 settembre 2013, la famiglia Cantamessa vive ancora nel dolore per la perdita di Eleonora. La mamma: "Solo i ricordi della gente che la amava mi fanno andare avanti"

Sono passati due anni da quel drammatico 8 settembre 2013 in cui Eleonora Cantamessa, la dottoressa di Trescore Balneario, perse la vita a 44 anni dopo essere stata investita da un’auto a Chiuduno, mentre era impegnata a soccorrere un ragazzo indiano coinvolto in una rissa fra connazionali.

Alla guida c’era un altro indiano, il 25enne Vicky Vicky, che oltre alla dottoressa travolse e uccise anche il fratello Baldev Kumar. Per quel duplice omicidio, l’uomo è stato condannato lo scorso 25 marzo a 23 anni di carcere (Leggi QUI). 

Due anni dopo quella tragedia, la famiglia Cantamessa vive ancora nel dolore per la perdita di Eleonora. Soprattutto la mamma, Mariella Armati (nella foto in basso, di fianco al figlio Luigi Francesco), legata da un rapporto strettissimo con la figlia: "Vivevamo praticamente in simbiosi – racconta la donna con un pizzico di emozione – . Oltre alla vita di tutti i giorni, io la aiutavo con il suo studio medico che aveva qui sotto casa. Ogni mattina scendevo ad aprirlo e a preparalo per i pazienti. Dal giorno della sua morte non sono più scesa. Troppi ricordi, troppo dolore".

Nonostante i 24 mesi trascorsi, il ricordo di quella drammatica serata è ancora indelebile: "Quando nel corso del processo abbiamo dovuto riascoltare la telefonata di EleonoraEleonora quella sera al 118, che chiedeva l’intervento del personale medico sul luogo della rissa (Ascolta QUI), è stata una sensazione bruttissima. Ma allo stesso tempo, in quel momento, ho avuto la conferma di quale fosse la sua priorità nella vita: aiutare gli altri, anche in una situazione di pericolo, anche a costo di rimetterci la vita". 

La sentenza con la quale Vicky Vicky è stato condannato a 23 anni di carcere, non è servita a lenire il dolore: "A noi è non è cambiato nulla. Nemmeno se fosse stato condannato a 30 anni o all’ergastolo, Nessuno ci restituirà mai nostra figlia. Quell’uomo ha rovinato la vita a due famiglie, la nostra e la sua. Forse quella che sta meglio di tutti è Eleonora, che sicuramente è in paradiso". 

Numerose le persone che in questi due anni hanno inviato messaggi di cordoglio alla famiglia Cantamessa: "Ciò che mi dà la forza di andare avanti – prosegue la signora Cantamessa – è la vicinanza che mi dimostra tanta gente, che mi scrive per elogiare il lavoro e la bontà di Eleonora. Questo mi fa capire quanto fosse importante.

Ho voluto tenere aperta e curare personalmente la sua pagina Facebook proprio per questo motivo. Inoltre, sulla sua tomba, troviamo spesso fiori con dediche, da parte di gente di tutta Italia. C’è anche chi scrive che prega la mia Eleonora per chiedere una grazia per un parente malato. Come la donna Milano che mio figlio ha incontrato l’altro giorno al cimitero: chiedeva a Eleonora un aiuto per il suo bambino in difficoltà. Questa cosa -conclude la donna in lacrime – mi inorgoglisce e mi fa stare, per quanto possibile, un pochino meglio".  

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