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“Bolletta insoluta, serve verifica”: ma è una truffa Episodi segnalati a Misano

Il sindaco Daisy Pirovano mette in guardia i suoi concittadini con un messaggio su Facebook: “Truffa telefonica in corso anche a Misano”. Con la scusa di una fantomatica bolletta non pagata gli ignari utenti si ritrovano con un nuovo contratto.

E’ massima allerta per una “nuova” truffa telefonica che ultimamente sta prendendo piede anche nella Bergamasca: con qualche tentativo già segnalato nella zona di Dalmine è arrivata anche a Misano dove il sindaco Daisy Pirovano ha messo in guardia tutti i suoi concittadini con un messaggio pubblicato su Facebook, condividendo il post dell’Agente Lisa, profilo social della Polizia di Stato attivissimo contro virus e raggiri di ogni genere.

Il tutto inizia con una chiamata da una non ben specificata “compagnia elettrica” e si conclude con la sottoscrizione di un nuovo contratto a insaputa dell’utente: “Dovete sapere che i contratti si possono fare anche telefonicamente e chi ve li propone registra la conversazione come prova del vostro consenso – mette in guardia l’Agente Lisa – Vi arriva la telefonata da parte di un operatore che volutamente rimane sul generico”.

L’esca che fa scattare la trappola è una fantomatica bolletta insoluta e la verifica del pagamento della stessa: “La voce vi chiede – spiega l’agente -: lei è il signor Tizio, residente in via eccetera…La registrazione è partita e voi sicuramente risponderete di sì. E con la vostra voce avete confermato i dati. Poi l’operatore vi chiede il Pod, che è una sorta di pin bancomat della bolletta (identifica il posto fisico dove avviene il prelievo dell’energia elettrica – insomma il vostro immobile – e non cambia anche se cambia l’intestatario del contratto). Se lo rivelate possono utilizzarlo. Quindi, se lo comunicate al telefono siete spacciati. Il vostro nuovo contratto è partito! E per recedere ci vorrà una raccomandata con ricevuta di ritorno, che potrete fare quando scoprirete di avere aderito ai servizi di un nuovo gestore”.

Il consiglio dato dall’agente di polizia social è ovviamente quello di custodire gelosamente il Pod ma, soprattutto, mai rispondere "sì" alla voce al telefono ma cambiare le proprie parole, replicando con “chi parla” alla richiesta del nome in modo da far saltare la registrazione.

Commenti

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  1. Scritto da battista

    Condivido quello che scrive Francesco, perché molti anziani sono a rischio di queste truffe, e non solo.

  2. Scritto da Francesco

    Sicuramente il profilo social della polizia è utilissimo siccome sono in tanti a cascare in questi tranelli. Ma non sarebbe meglio concentrare le risorse andando alla ricerca di queste società che fanno questi giochetti e quotidianamente truffano centinaia di persone? Peggio ancora è sapere che tutto ciò è legale. Possibile che nessuna legge vieti di acquisire i dati degli utenti in questa maniera subdola e truffaldina?