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Carro attrezzi da Vicenza a Bergamo per ritirare un’auto: ma è una truffa

Un 40enne di Vicenza e un 30enne di Torino si sono presentati a casa di un medico di Bergamo. Entrambi avevano versato una caparra dopo aver visto un annuncio su internet. Peccato che il bergamasco non aveva venduto l'auto a nessuno.

"Buongiorno, siamo qui per ritirare l’auto che mi ha venduto". Con queste parole si sono presentati a casa di un medico di Bergamo di 50 anni. Prima un 40enne di Vicenza, venerdì mattina, poi un 30enne di Torino, sabato. Entrambi avevano versato una caparra in denaro dopo aver visto un annuncio su internet. Peccato che, anche se la descrizione corrispondeva a quella in suo possesso, il bergamasco non aveva venduto l’auto a nessuno. 
L’ennesima truffa informatica è andata in scena nei giorni scorsi e ha come protagonista un presunto Lorenzo, un uomo con accento bergamasco, che aveva pubblicato su un noto sito internet di automobili, un annuncio con il quale metteva in vendita una Fiat 500 azzurra e incidentata, al prezzo di 2300 euro. 
Il truffatore aveva corredato la sua inserzione con un paio di foto generiche di una 500, con targa oscurata. Prima di pubblicare l’annuncio, inoltre, aveva cercato un’auto simile in città, quella del medico appunto, e ne era risalito al proprietario attraverso un sito specializzato. Aveva quindi pubblicato anche il suo indirizzo. 
Così venerdì mattina il medico di Bergamo ha ricevuto a casa la visita del primo uomo truffato. Era arrivato da Vicenza con un carro attrezzi, convinto di rititare l’auto incidentata dalla quale poi avrebbe ricavato pezzi di ricambio per la sua officina. 
Aveva versato una caparra di 300 euro e aveva pronto l’assegno da duemila per chiudere la trattativa. Ma dopo la spiegazione del vero proprietario, è dovuto tornare a Vicenza solo con il carro attrezzi. 
Una scena simile a quella del giorno seguente. Questa volta, a suonare il citofono del medico bergamasco, è stato un meccanico 30enne di Torino con un furgone, che a sua volta è dovuto tornare a casa senza auto, dopo aver versato una caparra di 100 euro. 
Entrambi hanno raccontato di essersi accordati prima via mail e poi telefonicamente, con un uomo di nome Lorenzo, dall’accento bergamasco. I due hanno presentato denuncia ai carabinieri e alla polizia postale. 
Anche se non sarà facile risalire al truffatore: solitamente questi malviventi utlizzano schede telefoniche e conti correnti intestati a prestanome, spesso ignari della truffa, e vengono poi eliminati una volta intascate le somme in denaro. 

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