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Tribulandia: Cre spalancato dove diversità e disabilità sono attesa e rispetto

Per un mese, dal 3 al 28 agosto, si è svolto Tribulandia: il centro estivo ricreativo che ha ospitato un ugual numero di ragazzi con disabilità e non. Con l'intento di raggiungere un equilibrio tra le esigenze e i ritmi di tutti. Indistintamente.

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Ad un certo punto nella rappresentazione de L’Isola del Tesoro arriva persino Robin Hood. E uno si chiede: che storia è mai questa? Ma la risposta sta proprio lì. Nella fantasia che aiuta la realtà. O in quell’invito – che diventa desiderio – di guardare la realtà con uno sguardo diverso.  

Il centro estivo ricreativo è Tribulandia che si è svolto dal 3 al 28 agosto nella scuola Materna Benvenuti di via San Colombano a Bergamo ha proprio questa particolarità: ospitare un ugual numero di ragazzi con disabilità e non, per quattro settimane, per imparare ad attendere l’altro che sta accanto a noi. Un Centro ricreativo estivo diverso? E per che mai? Alla fine uno si chiede che cosa sia la diversità, la disabilità, il limite e la risorsa. E rilegge tutta la sua vita e se stesso. Promosso dall’associazione Genitori “Costruire Integrazione” in collaborazione con l’associazione Giochincorso, e il Comune di Bergamo, con il sostegno della fondazione Istituti Educativi, Tribulandia da tre anni ripropone con successo la stessa formula: un gruppo di ragazzi e ragazze si incontrano, si conoscono e partecipano a giochi, gite acquatiche, attività creative, fanno teatro, rappresentano storie. Insomma, una quotidianità ricca di sorprese. Un Cre come un altro quindi? Sì. Certo. L’originalità sta nell’ospitare

un ugual numero di ragazzi con disabilità e non: 14/15 ragazzi più gli educatori, per un totale di 22 persone.

"Questo tipo di attività dimostra come sia possibile condividere momenti fra persone con esigenze e fragilità diverse raggiungendo un equilibrio tra i ritmi di tutti – spiega Antonio Albergamo, coordinatore del Cre Tribulandia -. Esistono cose che ci accomunano con gli altri, che ci avvicinano a loro, e altre che ce ne differenziano. A Tribulandia c’è spazio per la condivisione ma anche per la differenziazione e la soddisfazione di tutte le personali inclinazioni".

"Pur rendendoci conto di quanto sia ambizioso questo obiettivo, i ragazzi e le ragazze hanno dimostrato gradimento e si sono fatti coinvolgere, vivendo quest’esperienza con tanta energia, rendendo così possibile tutta la sua bellezza – prosegue Albergamo – Naturalmente, anche il grande affiatamento del gruppo delle educatrici e degli educatori ha contribuito. Alla fine dell’esperienza il vissuto dei partecipanti è di un forte senso di appartenenza. É così che la diversità non solo viene rispettata, ma diventa anche elemento arricchente e ricercato. Qualcuno ama il ballo, qualcuno si sposta con la carrozzina, qualcuno ama giocare a calcio, qualcuno si esprime con la comunicazione aumentativa, qualcuno ama cantare, qualcuno dipingere o ascoltare le storie nel momento del relax post-­‐pranzo. Tutti abbiamo lasciato Tribulandia con un bel sorriso! È questa un’esperienza diversa, inconsueta, che ci mette in contatto con parti di noi che non conoscevamo, e che magari ritroviamo negli altri partecipanti. La comunicazione non verbale, la condivisione delle emozioni, la stretta convivenza, la collaborazione, ci permettono di aprire nuove prospettive dalle quali osservare il mondo e le nostre stesse vite".

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