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A 35 anni suonati l’ex atalantino Chevanton dice addio al calcio

Il talento uruguaiano, spesso fermato dai troppi infortuni, lascia il calcio giocato dopo l'ultima avventura al Liverpool di Montevideo. A Bergamo è rimasto solo sei mesi, nella stagione 2009-'10, e, nonostante l'amara retrocessione, è rimasto nel cuore dei tifosi per il grande attaccamento alla maglia dimostrato.

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Ernesto Chevanton dice addio al calcio giocato. L’attacante uruguaiano a 35 anni suonati ha scelto di mettere fine alla sua carriera caratterizzata da tanti, troppi problemi fisici che hanno frenato il grande talento di cui il ragazzotto venuto da Juan Lacaze disponeva, che si è visto per lo più a Lecce.

Chevanton è passato anche da Bergamo, nella disgraziata annata 2009-’10 che ha visto l’Atalanta retrocedere in serie B: il ds Carlo Osti lo pescò dal Siviglia nel mercato di gennaio per cercare di raddrizzare un campionato assolutamente disastroso, con l’attuale Ct azzurro Antonio Conte in panchina che scelse di puntare sui suoi gol per acchiappare la salvezza. Come ricordano i bergamaschi, però, non andò benissimo: i nerazzurri scesero in B dopo una rincorsa affannosa ma il talento sudamericano lasciò un segno nella tifoseria e nell’ambiente. Il suo impegno e la sua grinta, infatti, non sono passati inosservati e, nonostante il triste epilogo della stagione, Chevanton viene ancora oggi ricordato con affetto sotto le Mura.

Come detto, l’uruguaiano il meglio di sé l’ha fatto vedere con la maglia del Lecce: 46 gol in 88 presenze tra il 2001 e il 2004, poi il bis nell’annata 2010-’11 con 2 reti in 14 gare e l’ultima avventura salentina nel 2012-’13, in Lega Pro, con 5 gol in 11 partite.

Il Lecce nel cuore, dunque, ma anche tante magie in giro per l’Europa: a Montecarlo, con la maglia del Monaco e a Siviglia. Meno fortunata l’avventura a Londra col QPR (2 presenze e 0 gol). Entusiasmante, invece, la crescita con il Danubio di Montevideo, il suo primo club, che dal 1997 al 2001 l’ha visto tra i grandi protagonisti con 62 presenze e 53 gol.

"Dopo 19 anni di calcio professionistico – ha scritto Chevanton sul proprio profilo Twitter – è giunta l’ora di dire basta con lo sport che tanta gioia mi ha portato. Grazie per avermi dato la possibilità di vestire la maglia più bella del mondo, quella della Celeste, la maglia del mio Paese. Grazie al Danubio, la mia prima squadra, grazie al Lecce, la squadra che mi ha fatto innamorare dei suoi colori, della sua gente, della sua città, la squadra dove avrei voluto chiudere la carriera. Grazie anche al Siviglia, al Monaco, al Colon di Santa Fe’, al Qpr, all’Atalanta e al Liverpool di Montevideo, ma anche a tutti i tecnici che mi hanno dato qualcosa di importante, ai miei compagni, alcuni dei quali sono diventati fratelli. Un grazie alla famiglia Semeraro, a Pantaleo Corvino e a Delio Rossi, persone magnifiche. E grazie alla mia famiglia che è sempre stata dalla mia parte".

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Commenti

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  1. Scritto da Vito

    Talento ?

  2. Scritto da giulio

    Tutto quello che volete, impegno etc, ma definirlo talento, mi sembra esagerato!!!