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“Sono incinta, chi è il papà?”, ma l’appello è una bufala pubblicitaria

Il video appello postato su Youtube da Natalie Amyot, la giovane ragazza francese che sosteneva di essere alla ricerca dell’uomo che l’aveva ingravidata durante una vacanza in Australia, altro non era che un’efficace campagna marketing per lanciare Mooloolaba, una località turistica della Sunshine Coast.

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Alla fine era una bufala, come in molti avevano ipotizzato. O meglio, una trovata pubblicitaria. Il video appello postato su Youtube da Natalie Amyot, la giovane ragazza francese che sosteneva di essere alla ricerca dell’uomo che l’aveva ingravidata durante una vacanza in Australia, altro non era che un’efficace campagna marketing per lanciare Mooloolaba, una località turistica della Sunshine Coast.

"Sono incinta", la bufala d’estate su YouTube di Chiara Antico La conferma è arrivata di nuovo da Youtube: “I found him, l’ho trovato”, ha affermato in un secondo filmato la ragazza (che, in realtà, è un’attrice e si chiama Alizee Michel) prima di passare la parola ad Andy Sellar. L’uomo, responsabile di una compagnia di pubblicità virali su internet, ha quindi fugato ogni possibile dubbio e ammesso la verità.

Nessun bambino atteso, nessun padre da ricercare, solo una storia confezionata per attrarre click. Un obiettivo raggiunto in pieno se si pensa che, in un solo giorno, il video ha raggiunto quasi due milioni di visualizzazioni ed è stato ripreso dalle principali televisioni australiane. In molti, in realtà, avevano sin da subito messo in dubbio la veridicità dell’appello.

Che era molto, troppo simile, a un’altra famosa beffa danese datata 2009. La protagonista quella volta era una donna bionda che diceva di chiamarsi Karen. Che, come la giovane francese, affermava di essere alla ricerca del padre di suo figlio. Quasi superfluo sottolineare che anche in quel caso si trattò di pura trovata pubblicitaria.

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Commenti

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  1. Scritto da lefesserieletteinrete

    che squallore…. di solito pero’ queste mosse sono il trampolino di lancio per la fama e notorieta’

  2. Scritto da paolot

    Trovata pubblicitaria che ha perfettamente raggiunto il suo scopo.
    Giornali e giornalisti ne hanno infatti parlato, gratis.
    I più furbi ne hanno parlato addirittura due volte, la prima volta dando la notizia e la seconda spiegando che era una bufala.
    I più diversamente furbi poi non si sono accorti di esser cascati nella trappola e di aver fatto pubblicità gratis nemmeno dopo aver scritto l’articolo che svela la bufala.
    E lo ignorano tutt’ora.

    1. Scritto da aldobrando

      Ancora più furbi quelli che commentano il comportamento dei più furbi dei furbi…