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Sanità, Cottarelli: “Servono altri tagli” Nicora: “Noi già allenati”

Carlo Nicora, direttore dell'Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, non teme i tagli della spending review alla sanità annunciati da Carlo Cottarelli. “È un aspetto che non ci preoccupa perché siamo già intervenuti già nel 2013 rinegoziando i contratti in essere e lo stiamo ancora facendo per risparmiare” afferma Nicora.

Ad inizio anno Regione Lombardia aveva dato alle aziende ospedaliere dei parametri per tagliare la spesa sanitaria, poi a luglio sono arrivate le indicazioni da Roma, infine qualche giorno Carlo Cottarelli, ex commissario della spending review del Governo Renzi, ha affermato: “Il sistema sanitario nazionale funziona, ma ci sono risparmi da fare soprattutto perchè l’efficienza è molto diversa tra le varie regioni ed anche all’interno di ciascuna di esse. Una cifra possibile di risparmi senza stravolgere il sistema è tra i tre ed i cinque miliardi di ulteriori risparmi rispetto a quanto è stato fatto. Ci sono margini importanti. L’importate è procedere con un intervento mirato”. Di fronte a queste affermazioni e alle cifre, Carlo Nicora, direttore dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII, non si scompone. Anche se questi tagli compiranno tutte le regioni italiane allo stesso modo.

“Non ci preoccupano questi annunci perché già da tempo siamo intervenuti su questo settore – dichiara Nicora –. Se nel 2014 avevamo avuto un’indicazione generica, è già dal 2013 che abbiamo cercato di risparmiare. E il risparmio, è bene rimarcarlo perché al Papa Giovanni non esistono sprechi di risorse, si fa sui contratti in essere, che sono stati rinegoziati. Abbiamo chiamato tutti i nostri fornitori e nella logica tra cliente e fornitore abbiamo ritrattato alcune condizioni. Vorrei sottolineare che siamo un’azienda che ha circa 50milioni di dispositivi e 70milioni di beni e servizi, come il nostro ospedale, non sono dati di poco conto”.

Come è stato possibile rinegoziare i contratti?

“L’azienda ospedaliera Papa Giovanni paga i propri fornitori a 58 giorni, rispetto ad altre aziende che pagano a 300. Diciamo che il rapporto tra cliente e fornitore non è privilegiato, ma è ben collaudato e ci ha permesso di ottenere dei risparmi mantenendo l’alta qualità di beni e servizi”.

Quanto vi è stato chiesto di tagliare?

“Circa 900 mila euro sui dispositivi (Valvole cardiache, protesi…); 400 mila euro sui farmaci e un milione e duecentomila sui beni e servizi”.

C’è ancora margine per limare i costi?

“Sì, c’è ancora qualche margine. Poi però dobbiamo puntare alle nuove entrate e per questo ci stiamo attrezzando per offrire i nostri servizi, che sono di altissima qualità, a pazienti stranieri che bussano alla nostra porta”.

Commenti

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  1. Scritto da marisa

    E intanto la regione pensa al refetendum..

  2. Scritto da Belate

    E’ il capitalismo sena freni, bellezza. Finito il comunismo che almeno un poco di freno metteva a questi neoliberisti caimani, ora vige il pensiero unico: quello del capitale, del mercato, del denaro, del “ce lo chiede l’Europa.
    Belate popolo beota, questa è la democrazia globale. Ci illude di essere liberi, ma siamo tutti schiavi del mercato. Fino a che implode

  3. Scritto da Andrea

    Si risparmia sulla pelle dei cittadini più deboli, i malati. In Lombardia bastava costruire una superstrada al posto della Brebemi per avere le disposizione le risorse per non tagliare la sanità o da destinare al trasporto su rotaia che si trova in condizioni pietose ed invece la grandeur leghista costruisce opere tanto monumentali quanto fallimentari.

  4. Scritto da Alberto

    Ma che bravi questi funzionari Goldman Sachs (Cottarelli, Monti, Draghi, etc.) che “si prestano generosamente alla politica” tagliando il più possibile lo stato sociale in modo da garantire lauti guadagni al loro vero datore di lavoro…