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Formazione professionale, saranno stabilizzati 53 prof Finora erano precari

Il presidente della Provincia Matteo Rossi ha annunciato la stabilizzazione di 53 lavoratori di Abf, l'azienda bergamasca formazione, punto di riferimento a livello provinciale per la formazione professionale.

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Il presidente della Provincia Matteo Rossi ha annunciato la stabilizzazione di 53 lavoratori di Abf, l’azienda bergamasca formazione, punto di riferimento a livello provinciale per la formazione professionale. “Siamo molto contenti – spiega il presidente Rossi -. E’ stato un lungo lavoro da parte degli uffici che ringrazio. Abbiamo scritto alla Corte dei Conti per chiedere garanzie sulla legittimità dell’operazione in un’ottica di piano decennale che non comporta ulteriore aumento di spesa. Abbiamo ricevuto il via libera”.

I sindacati però esultano solo a metà. “Accogliamo con favore le stabilizzazioni, ma per il prossimo mese questi lavoratori avranno di nuovo un contratto a tempo determinato. Poi, sembra, dovrebbe partire quello indeterminato” ha spiegato poco fa Dino Pusceddu della FP-CGIL provinciale -. Tra sindacati e ABF, ente interamente controllato dalla Provincia di Bergamo e specializzato nella formazione professionale, negli ultimi mesi i rapporti non sono stati dei migliori: a metà maggio FP-CGIL, CISL-FP e USB PI di Bergamo avevano avviato uno stato di agitazione, svolto un presidio e proclamato uno sciopero in particolare contro un ipotetico taglio di 44 posti su un organico di 326 lavoratori, tra personale amministrativo, tutor, docenti, personale ausiliario, docenti per disabili, personale per l’inserimento professionale al lavoro negli 8 centri della provincia orobica (Curno, Clusone, Albino, Bergamo, San Giovanni Bianco, Trescore, Castel Rozzone, Treviglio). “All’avvio dell’anno scolastico di questi tagli, tra l’altro, ancora non sappiamo con precisione nulla, nonostante la Regione Lombardia abbia finalmente messo a disposizione le risorse prima mancanti attraverso un assestamento di bilancio – ontinua Pusceddu. C’è anche un’altra questione ad impensierire il sindacato: “Anche contando le future stabilizzazioni (che lo ripetiamo non partiranno prima di un mese), ABF continuerà a non rispettare i limiti imposti dal Decreto Poletti sul lavoro a tempo determinato: infatti i lavoratori con contratti a termine superano il 20% del totale, tetto previsto dalla legge. Avevamo chiesto di aumentare il numero di stabilizzazioni per evitare, nel caso di controlli, di dover incorrere nelle sanzioni e per potere usufruire della decontribuzione contenuta nella Legge di Stabilità 2015 che scadrà a fine dicembre”.

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