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Atalanta, Frosinone dominato ma si poteva stravincere: bisogna essere più cinici fotogallery

Nella bella vittoria contro ii ciociari il nostro Bore è voluto andare a cercare il pelo nell'uovo: creare almeno 10 palle gol e trasformarne solamente due può bastare contro il Frosinone ma non con squadre di livello più alto. Per stare al sicuro serve essere più spietati in avanti.

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Una splendida Atalanta vince e convince nell’esordio casalingo contro il Frosinone. Certo, stiamo parlando di una neo promossa e non di una big, ma era importantissimo non toppare la prima a Bergamo e portare a casa i tre punti. E l’Atalanta l’ha fatto dominando letteralmente la partita che si è chiusa sul 2 a 0 solamente per la bravura dell’estremo difensore frosinate Leali.

Concedetemi una piccola premessa alla cronaca del match: da pelle d’oca la coreografia iniziale che la curva Pisani dedica all’amico (loro e mio) Giorgio Pandolfi, recentemente scomparso, all’entrata in campo delle squadre.

Mister Reja opta per il consueto modulo 4-3-3 con Stendardo e Cherubin confermati al centro della difesa (e preferiti ai neo arrivi Toloi e Paletta), Masiello e Dramè sugli esterni, un centrocampo a tre con De Roon centrale e Kurtic ed il giovane Grassi sulle fasce, attacco sempre a tre con Gomez a sinistra, Maxi a destra e Pinilla al centro dell’attacco.

Dopo appena 9 minuti l’Atalanta ha la più ghiotta delle occasioni per passare in vantaggio. Pinilla anticipa Blanchard che lo atterra in area e l’arbitro non può che decretare il rigore. Lo stesso cileno si porta sul dischetto ma si fa ipnotizzare da Leali che para tuffandosi sulla sua destra. Per la verità è sembrato che Pinigol sia leggermente scivolato sul piede d’appoggio al momento del tiro, fatto sta che l’occasione non viene trasformata. L’errore commesso condiziona non poco l’attaccante nerazzurro, apparso molto nervoso soprattutto durante i primi 45 minuti, anche se per la verità il direttore di gara Celi ha lasciato che spesso Diakitè “picchiasse” non poco il cileno.

Nei 10 minuti successivi al rigore fallito l’Atalanta ha avuto altre due splendide occasioni, su una punizione di Kurtic e su una girata di Dramè, sempre neutralizzate con bravura da Leali.

Poco dopo però la Dea passa meritatamente in vantaggio con Stendardo, abile a sfruttare con una girata di esterno destro da terra un traversone di Maxi. A stretto giro di posta il pareggio sembra cosa fatta quando Dramè effettua un incredibile retropassaggio a Sportiello che è costretto ad un recupero in extremis su due attaccanti laziali salvando così la porta nerazzurra. Resta però questa l’unica sbavatura nerazzurra durante il primo tempo, con i difensori atalantini che hanno controllato con grande disinvoltura gli attaccanti del Frosinone.

Durante il secondo tempo è continuato il monologo nerazzurro, con la squadra che ha costruito un’infinità di palle gol. Nei primi venti minuti soprattutto con un ispiratissimo Maxi: fantastica una sua incursione in area con tiro deviato, egoista invece l’argentino in un due contro uno quando non passa la palla allo smarcatissimo Pinigol.

Il raddoppio però è nell’aria ed infatti arriva al 24esimo con un capolavoro del Papu Gomez che da una trentina di metri fulmina l’estremo difensore ciociaro con una bomba di sinistro imprendibile. L’Atalanta però non smette di attaccare e crea ancora numerose palle gol, due con Pinilla (altrettanti missili respinti da Leali) e con Dramè (gran tiro sul palo a portiere battuto). Il Frosinone crea qualche cosa ma senza mai mettere assolutamente in difficoltà la difesa atalantina.

Ottimi i segnali giunti da questa partita: nessuna insufficienza, anche se qualche sbavatura soprattutto in fase difensiva c’è stata, in particolare sulla fascia sinistra, quella di competenza di Dramè (buono il senegalese in fase offensiva, sempre un po’ a disagio in quella difensiva). A centrocampo strepitoso a mio avviso De Roon: per l’olandese tanta corsa e pressing (e nonostante questo neppure un fallo commesso), ma anche cervello e geometria. Ancora non alla sua altezza Kurtic, mentre molto bene Grassi (grande personalità e classe nel tocco di palla, ma anche senza alcuna paura nei contrasti). Davanti i due nanerottoli argentini sono stati letteralmente imprendibili per i difensori del Frosinone, mentre Pinilla, pur cercando con insistenza il gol, è sembrato poco lucido (forse come detto condizionato dal rigore fallito e dalle tante botte prese).

In questa giornata positiva e senza voler essere distruttivo, voglio però provare a cercare qualcosa di negativo nella partita di ieri: se la squadra riesce a creare almeno 10 palle gol, trasformarne solo 2 appare decisamente poco, questo senza nulla togliere alla strepitosa partita di Leali.

Il tutto per dire che quando l’Atalanta si troverà di fronte a squadre più forti del Frosinone e le occasioni inevitabilmente saranno molte meno, bisognerà essere certamente più cinici e spietati, altrimenti potrebbero essere dolori.

In attesa di vedere se le ultime 24 ore di mercato porteranno qualche altra novità, arriva la sosta per la nazionale e poi alla ripresa ci sarà la trasferta in casa del lanciatissimo Sassuolo: un buon banco di prova per vedere davvero di che pasta è fatta questa Atalanta.

Il Bore

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Commenti

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  1. Scritto da Andrea

    Sono d’accordo con Il Bore, con squadre di media e alta classifica non riusciremo a creare 10 palle gol. E siccome per salvarci non basterà vincere con Frosinone, Carpi e Empoli, o concretizziamo o sarà un campionato come quello dell’anno scorso.

  2. Scritto da Ribot

    Buona prestazione contro una squadra imbarazzante. Nuova sistemazione dello stadio rimandata per la situazione penosa della zona creberg.