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Il presidente di Confindustria “Il sindacato in Italia ha fatto ritardare l’efficienza”

Il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi, ospite della festa dell'Unità di Milano, punta il dito contro i sindacati. Lo fa con pacatezza, ma con una constatazione molto chiara.

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Il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi, ospite della festa dell’Unità di Milano, punta il dito contro i sindacati. Lo fa con pacatezza, ma con una constatazione molto chiara: “Il sindacato in Italia mediamente è stato un fattore di ritardo: ha fatto ritardare tanto l’efficienza e la competitività complessiva del Paese”.

La risposta era a una domanda sulla richiesta di lavoro a ferragosto alla Electrolux. “Un sindacato moderno – ha risposto il leader degli industriali – dovrebbe avere la capacità di rispondere in tempi utili perché non si perdano opportunità di lavoro”, dice Squinzi. E poco dopo spiega che sui rinnovi contrattuali “stiamo riflettendo, poi vedremo i rappresentanti dei lavoratori: comunque l’obiettivo di Confindustria non è quello della signora Camusso di prorogare senza rinnovi”. Vogliamo “rinnovi contrattuali forti che favoriscano le assunzioni a tempo indeterminato: i contratti collettivi sono irrinunciabili per giuste relazioni industriali”, conclude il presidente di Confindustria.

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Commenti

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  1. Scritto da Patrizio

    Purtroppo gli Italiani non cambiano. Sono solo bravi a dire che è colpa degli altri. Squinzi faccia il suo dovere, elenchi gli sbagli degli imprenditori, altrimenti continueranno a fare i soliti sbagli. Es. quelli che sono andati all’estero con aiuti dello stato e poi tornati con altri aiuti va bene? Chi si fa amico dei politici per i propri interessi va bene? Chi si fa fare leggi dei politici per non essere condannati va bene? Squinzi non mi sembra che porti migliorie in questa Italia.

  2. Scritto da Gioan

    Il sindacato…vale da solo il bergamasco Gigi Petteni per dire …lui adesso vuole ripartire dalle fabbriche: è andato apposta l’anno scorso a Natalr a Malindi, in Kenya, in un lussuosissimo resort, proprio per vedere le condizioni dei lavoratori kenioti e prendere l’esempio da importare in italia

  3. Scritto da Scagli la prima pietra ...

    Frase valida per tutti i soggetti che hanno avuto e hanno potere in Italia. Basta mettere al posto di xxxxxx i vari nomi: sindacato, piccola impresa, grande impresa, sistema bancario, aziende pubbliche, politica, burocrazia, informazione, ….
    “Il/la/lo xxxxxxx in Italia mediamente è stato un fattore di ritardo: ha fatto ritardare tanto l’efficienza e la competitività complessiva del Paese”.

  4. Scritto da Tony

    Gli imprenditori si lamentano dell’alto livello di tassazione , a migliaia in Romania, Albania , Polonia , come funghi le sedi in Lussemburgo . Dei decenni di evasione fiscale record per l’Italia non si è mai lamentato nessuno. Non sfiora nessuno il dubbio che se le tasse le avessero pagate tutti si sarebbe pagato molto meno , la competitivita sarebbe stata corretta ed i conti della nazione non sarebbero al dissesto. I sindacati avranno anche le loro colpe …..

  5. Scritto da Puffo

    Furbacchioni del profittto ai danni delle nuove generazioni imbavagliate da venti e più anni di smantellamento democratico e oscurantismo!!!!!

    1. Scritto da Lapalisse

      Proprio dal paese dei puffi, un commento degno di gargamella, slogan qualunquisti e ideologici da corea del nord, provi lei a metter su una impresa e a farla competere con i parassiti di stato…altrimenti si accodi con il coro dello “stato ci ha abbandonato” degli aspiranti assistiti, ovviamente con più tasse per tutti e alle spalle di chi lavora davvero…

  6. Scritto da TT

    40 anni fa,alla festa dell’Unità(quella di questanno di Milano é presso Expo…)queste cose non si sarebbero mai potute dire. Che bella cosa il”progresso”progressista del pd.

  7. Scritto da Lapalisse

    Condivido pienamente, il sindacato era (passato remoto) il movimento che ha difeso i lavoratori dal capitalismo più becero e arretrato, poi si è addomesticato in un organizzazione politica colluso con lo stato, prigioniero della retorica e della propaganda ideologica. Inutile e parassita apparato burocratico che finge di avere ancora un ruolo, ma che è soggiogato dai partiti e dagli interessi corporativi, alla difesa solo dei privilegi immeritati di chi il lavoro l’ha già.

  8. Scritto da Andy baumwolle

    Sempre colpe agli altri eh?
    E guardarsi in casa tra incapaci e bancarottieri?

  9. Scritto da Mario

    I sindacati potevano fare meglio indubbiamente. Ma anche gli imprenditori non scherzano come ricerca del puro profitto sbattendosene dell’amor patrio verso i lavoratori connazionali. Alla base di tutto, uno stato cialtrone che tra burocrazia e tasse rende antieconomico dare lavoro e fare lavoro in Italia

  10. Scritto da le palle

    La nuova generazione degli imprenditori italiani non hanno avuto le palle di quella vecchia.
    Invece di battersi nella propria patria, han preferito de localizzare per incrementare i loro profitti.
    Altri hanno preferito cedere le loro aziende costruite dai padri per ritirasi in una vita più comoda.
    Troppo comodo imputare ai sindacati la responsabilità del loro declino. Qui c’entrano le palle, non i sindacati, che malgrado tutti i loro difetti, hanno impedito lo sfruttamento dei lavoratori

    1. Scritto da Palloni

      I bar sono pieni di premi nobel che sanno tutto e che se dessero retta a loro il mondo si che andrebbe bene, soprattutto dopo una certa ora e quando non ci sono partite da commentare…provateci voi a metter e in piedi un’azienda in Italia e a gestirla in modo competitivo, e ricordiamoci che se le nostre paghe sono queste con la tasse e i servizi che abbiamo dobbiamo ringraziare politici e sindacati, ovvero le stesse persone…

    2. Scritto da Aldo

      Francamente attribuire colpe agli imprenditori attuali in un paese così soffocato dalla burocrazia e dalle tasse, è un po’ ingeneroso. Gli imprenditori del dopoguerra hanno potuto contare su un paese ben più umano per lavorare e costruire

      1. Scritto da Bill

        Questo è il paese europeo con il più alto tasso di evasione insieme alla grecia , aspetto che ha dissestato prioritariamente i bilanci dello stato e squilibrato i livelli teorici di tassazione. Ma questo non è mai stato un problema, sono i sindacati il problema.

        1. Scritto da Loda

          Quando la tassazione è al 73%, l’evasione, in alcuni casi è legittima difesa! Ma se anche fosse legittimo (per lo stato) tassare al 90% il lavoro, è lo stato stesso colpevole coi suoi amministratori inetti nel non fare il suo dovere scovandoli! A casa!!!!!

          1. Scritto da Gino

            Vedo che ama le barzellette , la tassazione reale in italia è infinitamente , ripeto, INFINITAMENTE lontana da ciò che dice . C’è solo qualche povero cristo che ricade nella categoria. Lo stato (il Governo) è fatto da chi vince le elezioni e le elezioni si vincono possedendo la comunicazione ed avendo soldi e al governo ci va mediamente chi tutela certe categorie di potere. Gli amministratori che lei definisce”inetti” sono lì a difendere certi interessi , eletti dal popolo.

          2. Scritto da Lapalisse

            Lei di sicuro se ne intenderà di barzellette, come un noto ex presidente del consiglio, ma di statistiche, dati e numeri non ne capisce proprio, faccia una verifica sulla percentuale reale del peso fiscale, mettendo insieme l’intero sistema tributario italiano, il più pesante, assurdo ed iniquo del mondo, poi il qualunquismo di destra, sinistra e centro le apparirà per quello che è, aria fritta…

  11. Scritto da Cristian

    In america visto che hanno sindacati ancora piu forti dei nostri dovrebbero essere al paleolitico.. forse in italia i sindacati hanno cercato di evitare le paghe da 2 euro l’ora… io che lavoro da 14 per la stessa azienda e sono “fortunato” prendo 10 euro pur essendo specializzato..

    1. Scritto da Gino

      Ottima osservazione