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Atalanta, Paletta è carico: “Volevo venire solo qui Squadra da primi 10 posti” fotogallery

L'italo-argentino arrivato in prestito secco dal Milan ha già le idee chiare: "L'Atalanta era la mia prima scelta, mi hanno parlato tutti benissimo della società. Penso a fare bene qui, se lo farò arriverà anche la Nazionale".

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Scalpita già Gabriel Paletta: è carico, voglioso, determinato. L’Atalanta è sempre stata la sua prima scelta, aveva dato la sua parola ai dirigenti nerazzurri, così come aveva fatto Galliani, ed entrambi hanno rispettato l’accordo verbale: l’italo-argentino arriva a Bergamo con la formula del prestito secco, senza obbligo nè diritto di riscatto perchè il Milan non ha alcuna intenzione di privarsene per sempre ma al termine della stagione un discorso coi rossoneri si intvolerà sicuramente.

Un anno a Bergamo per essere protagonista e magari andare all’Europeo, convinto dall’entusiasmo dell’ambiente e dalle parole di giocatori attuali ed ex, Bonaventura su tutti, società e presidente: "Tutti mi hanno parlato bene di Bergamo – esordisce il neo acquisto – Mi hanno detto che qui si sta benissimo e mi hanno voluto fortemente: ci siamo sentiti tantissime volte, l’Atalanta è stata la prima squadra a volermi. Non ho mai rifiutato la destinazione, la trattativa è stata lunga perchè il Milan non sapeva se farmi partire oppure no: è vero che mi hanno cercato altri club, anche all’estero, ma avevo dato la mia parola al presidente e al direttore Sartori".

Sartori che ha scherzato sui fitti colloqui intrattenuti per portare Paletta alla corte di Edy Reja: "Galliani mi ha detto da subito che, se Gabriel avesse lasciato il Milan, l’avrebbe dato a noi – confida – Ringrazio lui e il procuratore di Paletta: sentivo di più lui che mia moglie. Erano due mesi che ci lavoravamo, la pazienza ci ha dato ragione. L’abbiamo praticamente accerchiato tutti, facendogli capire quanto lo volessimo".

La scelta di Paletta è stata decisa, senza tentennamenti: "Mai avuto dubbi su Bergamo, dipendeva dal Milan: ho bisogno di giocare e qui ho buone possibilità. La squadra è competitiva, secondo me possiamo entrare nei primi 10 posti. Il primo obiettivo è fare bene con questo gruppo, ora è il mio unico pensiero: se faccio bene qui poi credo che la Nazionale arrivi di conseguenza. Ora stiamo lavorando bene, speriamo di toglierci delle soddisfazioni".

Un pensiero anche su Toloi, col quale presto potrebbe fare coppia al centro della difesa: "L’ho visto giocare qualche volta quando è arrivato alla Roma, l’intesa la troveremo sicuramente, così come gli altri centrali: posso giocare con tutti, da centrale destro o sinistro".

Paletta ha scelto il numero 29, da sempre sulle sue spalle da quando ha esordito col Banfield, e al quale è legato un curioso aneddoto che risale ai tempi del Parma: "Per fortuna che se ne è andato Benalouane e mi ha lasciato questa maglia – scherza – Quandò arrivò a Parma avrebbe voluto il 29 che avevo io, poi ha ripiegato sul 28: una volta arrivato a Bergamo e conquistata la maglia mi ha subito mandato una foto con la scritta ‘finalmente mia’. Non c’è un motivo particolare per la mia scelta, è semplicemente il numero col quale ho sempre giocato".

Chiosa sul mercato affidata al direttore dell’area tecnica Giovanni Sartori: "Con Paletta si chiude il mercato in difesa e anche quello in entrata. Ma restiamo vigili in questi ultimi giorni qualora dovesse arrivare un’occasione. Stiamo definendo alcune uscite: Marilungo è vicino al Lanciano, per Boakye al Paok ci incontriamo nelle prossime ore e Rossi potrebbe andare al Prato. Se esce anche Giorgi non arriva nessuno: saremmo in 6 per tre posti a centrocampo".

 

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Commenti

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  1. Scritto da Elena

    Tutto positivo….. Anche il fatto che si è’ tagliato quei pochi capelli che aveva,,,,sembrava una gallina spelacchiata

  2. Scritto da nino cortesi

    Paletta ottimo.
    Reja il problema, troppo difensivista.
    Moralez in mezzo non sulle fasce!!!!

  3. Scritto da tino

    Benvenuto Paletta, ma forse voleva dire squadra da 10 posto o giù di li

  4. Scritto da Daniel

    VAMOS DEA…bravo sartori…bei colpi..altro che galliani sei tu il condor