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Riaperte le cave di marmo, San Giovanni Bianco vince la scommessa

Uno dei migliori marmi al mondo torna a creare posti di lavoro in Valbrembana. Il progetto di riqualifica del sito produttivo di marmo arabescato orobico, abbandonato da oltre 20 anni, è stato lanciato dall'amministrazione comunale che ora raccoglie i frutti della scommessa.

Uno dei migliori marmi al mondo torna a creare posti di lavoro in Valbrembana. Il progetto di riqualifica del sito produttivo di marmo arabescato orobico, abbandonato da oltre 20 anni, è stato lanciato dall’amministrazione comunale che ora raccoglie i frutti della scommessa. “Forte della recente ripresa del settore a partire dal 2012 abbiamo predisposto il progetto per la riattivazione della cava di proprietà e finalmente in questi mesi dalla fase progettuale si è passati alla fase operativa, a cura della società che si è aggiudicata il bando della durata di vent’anni per la coltivazione del giacimento – si legge in una nota del Comune di San Giovanni Bianco -. Da questa cava verrà estratto il marmo arabescato orobico rosso, lo stesso che si trova anche alla base della Pietà di Michelangelo. L’attività era interrotta dal 1992 a causa di alcuni contenziosi legali, che hanno, di fatto, congelato la possibilità da parte del Comune di proseguire e sviluppare la coltivazione nelle aree di sua proprietà. Avendo chiuso i contenziosi in via definitiva ed essendosi rivitalizzato in modo significativo il mercato dell’Arabescato Orobico, l’Amministrazione Comunale ha reperito le risorse per la predisposizione di un progetto di prosecuzione ed ampliamento dell’attività estrattiva.

Nel progetto lo sviluppo della coltivazione è stato previsto esclusivamente in sotterraneo, senza il coinvolgimento di aree boscate (per le movimentazioni a cielo aperto si utilizzano esclusivamente gli esistenti piazzali) o realizzazione di nuove infrastrutture viarie. La scelta dello sviluppo della coltivazione in sotterraneo è correlata sia ad aspetti giacimentologici (il livello marmifero presenta coperture di alcune decine di metri di materiali non commerciabili come pietre ornamentali), sia ad esigenze di tutela paesistico – ambientali correlate alla presenza di aree della rete di Natura 2000 ed evidenziate dal soggetto gestore sin dalla fase preliminare di predisposizione del progetto. Date le caratteristiche degli sfridi di coltivazione, inoltre, nel progetto non sono previste discariche in quanto anche tale materiale viene commercializzato nell’ambito di materiali del II settore merceologico. Proprio per la presenza di aree della rete di Natura 2000, il progetto è stato sottoposto a Valutazione di Incidenza che è stata espletata presso il Parco delle Orobie Bergamasche; tale procedura si è conclusa con esito positivo in quanto l’Ente Parco ha giudicato idonee sotto il profilo ambientale le modalità di coltivazione, le modalità di recupero temporaneo e finale e le mitigazioni proposte nello Studio di Incidenza e fatte proprie dal progetto di coltivazione.

L’intervento di riattivazione della cava comunale, oltre ad avere come obiettivo la valorizzazione di una risorsa comunale, permette di avere un importante ritorno economico per il comune di San Giovanni Bianco, stimato in circa 180.000 € all’anno di affitto. Altro aspetto importante è quello occupazionale, in quanto la nuova attività porterà la creazione di nuovi posti di lavoro. E per incentivare l’occupazione in Valle, nel bando predisposto dall’Amministrazione Comunale è prevista una riduzione del 20% sul canone di affitto nel momento in cui almeno il 60% delmateriale venisse lavorato sul territorio comunale, ridotto al 10% nel caso in cui venisse lavorato in Valle Brembana. Inoltre, in un’altra cava privata posta più a valle sempre in territorio del Comune di San Giovanni Bianco, anche questa recentemente riattivata attraverso un progetto in linea con quello dell’Amministrazione Comunale, nei giorni scorsi sono stati estratti i primi blocchi di arabescato orobico grigio, che verranno posti da subito sul mercato. Il materiale estratto verrà quindi presentato alla prossima fiera internazionale del settore di Settembre a Verona, a cui seguiranno altre fiere internazionali negli Stati Uniti e in Cina”.

Commenti

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  1. Scritto da A.Z. BG

    Certo, adesso che i buoi sono scappati, dopo averle fatte chiudere per motivi”ecologici”, grazie a tutte le associazioni ecologiste, le si riapre. Congratulazioni.

    1. Scritto da .

      Se gli ecologisti avessero voce in capitolo… Qui no trattasi di ecologia,qui trattasi di essere alla canna del gas!

    2. Scritto da Alberto

      Dunque era meglio lasciarle chiuse?