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Finiti carabinieri, truffe ai danni delle fasce deboli I consigli dell’Arma

Le continue truffe ai danni di anziani, perpetrate da finti carabinieri, hanno spinto l'Arma a divulgare utili consigli per prevenire un fenomeno comune a tutte le province lombarde: fondamentale non aprire la porta e contattare la centrale.

L’ultima truffa a Bergamo solo tre giorni fa: lunedì 24 agosto, in via Nullo, pieno centro cittadino, un’anziana è stata derubata da una coppia di malviventi che si erano spacciati per carabinieri e introdotti nella sua abitazione con la scusa di dover effettuare un sopralluogo in seguito a furti, ovviamente fittizi, che si erano verificati nella zona (LEGGI QUI).

Pochi minuti, il tempo di distrarre l’anziana donna, e il colpo è andato a segno: un modus operandi comune a quasi tutti i casi segnalati alle forze dell’ordine, prima in provincia, specialmente nella Bassa, poi fino in città. Una quindicina in tutto i casi denunciati e verificati da inizio anno.

Un fenomeno che si estende a tutte le province lombarde e che ha costretto i vertici dell’Arma a diffondere una sorta di vademecum per le fasce deboli, in particolare gli anziani al di sopra dei 65 anni, vittime designate di questi fastidiosi reati.

Le regole base da seguire sono molto semplici: in caso di un approccio sospetto non aprire mai la porta, farsi mostrare un tesserino ufficiale di riconoscimento e chiamare immediatamente il 112 per un controllo, solitamente un repellente di successo contro questo tipo di truffa.

Cosa si intende per approccio sospetto? In primo luogo non esistono carabinieri che bussano casa per casa con pettorine grigie, maglioncini o magliette con la scritta “Carabinieri” o che portano un berretto in stile baseball; se la formalità e la cordialità possono essere copiate, l’uniforme d’ordinanza è ben nota, così come la pattuglia con la quale si muovono sempre i militari, al contrario dello scooter o altre auto utilizzate dai truffatori.

Solitamente l’identikit del truffatore corrisponde all’uomo sui 30-40 anni che si presenta con modi cordiali e parla bene l’italiano, dice di essere un carabinieri in borghese e non porta, ovviamente, la divisa: le tecniche usate vanno dalla già citata richiesta di verifica di eventuali furti a quella delle veridicità delle banconote, attività che non verrebbero mai fatte dai veri carabinieri.

In genere agiscono dalle 9 alle 13 e gli anziani vengono avvicinati anche fuori casa: maggiore attenzione è richiesta anche ai vicini, magari più attenti a certi particolari, che possono avvisare le forze dell’ordine anche in tempo utile per cogliere i malviventi sul fatto.

Nelle zone agresti una scusa per avvicinare le persone e per sondare il terreno nell’ottica di furti futuri è quella relativa all’eventuale presenza di cani randagi nella zona.

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