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Stroncato da un infarto muore Roberto Vedovati dirigente di Radicifil

Roberto Vedovati, responsabile area Assistenza Tecnica e Sviluppo filati di Radifil, 47 anni è morto venerdì 21 agosto mentre era in Trentino in vacanza con il fratello Maurizio. In Radicifil dal primo agosto 1988. Si definisce… APPASSIONATO E DETERMINATO!

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Roberto Vedovati, 47 anni di Albino, è’ stato stroncato da un infarto mentre stava camminando su un sentiero in Trentino. E’ successo venerdì 21 agosto mentre era in vacanza con il fratello Maurizio, quando si è accasciato a terra. Inutili i soccorsi di alcuni medici tedeschi che erano sul sentiero. Vedovati era un dirigente della Radicifil, ed era entrato in azienda nel 1988, viveva a Vall’Alta. La salma è stata composta nella casa dei genitori in via Bossa a Comenduno di Albino. Lascia nel dolore la mamma Franca, il papà Adriano, il fratello Maurizio e la sorella Raffaella.

I funerali saranno celebrati mercoledì 26 agosto alle 15 nella chiesa parrocchiale di Desenzano di Albino.

Per i 50 anni della Radicifil aveva rilasciato un’intervista poi raccolta nel volume Voices. La riproponiamo per gentile concessione di Radicifil.

Quando sei entrato per la prima volta in Radicifil?

"Quest’azienda ho iniziato a conoscerla sin da ragazzo, attraverso le parole e i racconti dei miei famigliari, tra cui mio padre che qui ci ha lavorato una vita. È stato nell’84, durante le vacanze scolastiche, che sono entrato per la prima volta in Radicifil. Avevo sedici anni. Per me e per i tanti ragazzi della mia età a cui l’azienda offriva un lavoro stagionale, quell’esperienza rappresentava una conquista. Si faceva un po’ di tutto, principalmente lavori manuali che nulla avevano a che vedere con la scuola, ma che ti permettevano di osservare da vicino la realtà e la complessità di un’azienda. Fino a che mi sono diplomato, una parte d’estate l’ho sempre trascorsa qui, in Radicifil. Poi a vent’anni è iniziata l’avventura, quella vera".

Cosa ricordi di più della Radicifil di fine anni 80?

"Sicuramente l’energia, il fermento e la voglia di crescere che si respiravano in ogni parte dell’azienda. Ovunque percepivi la forte volontà imprenditoriale del Gruppo Radici. Quando sono arrivato, nell’ 88, Radicifil era in una fase di profondo cambiamento tecnologico, stava affrontando delle sfide enormi. Si erano decisi investimenti importanti a fronte sì di una certezza di mercato, ma nell’incertezza del risultato sul fronte tecnologico. In quegli anni c’era infatti ancora molta sperimentazione sugli impianti, il margine di incertezza era elevato, ma si è voluto raccogliere la sfida. La cosa entusiasmante per chi come me si è trovato a vivere quel momento, è stata proprio questa: sentirsi parte di una sfida all’interno di un’azienda complessa e dalle dimensioni considerevoli".

Ci racconti di questa trasformazione che stava vivendo l’azienda?

"Alla fine degli anni Ottanta quel filo tessile per abbigliamento che Radicifil aveva iniziato a produrre agli inizi della sua attività, nel 1964, era ormai da tempo e in gran parte realizzato presso un altro importante sito del Gruppo, la Textile Produkte di Villa d’Ogna, oggi Radici Yarn. Il prodotto che si era invece affermato con forza qui a Casnigo e sul quale si era deciso di investire, era il filo BCF per tappeti. Quando sono arrivato si stava investendo sul fronte tecnologico, per passare da un processo di produzione che prevedeva due distinti step, stiro e testurizzazione, a uno in continuo. Un processo e una tecnologia che ci caratterizzano ancora oggi, ma che nel tempo sono stati modificati, adattati, rivoluzionati a seconda dei diversi obiettivi". Quindi i cambiamenti sono stati più d’uno in Radicifil… "Quest’azienda negli anni ha assunto molteplici volti, trasformandosi, ripensandosi più e più volte. Investimenti, rivoluzioni tecnologiche, differenziazione dei prodotti, aumento delle capacità produttive. La sfida dei fili di nylon 6.6, sia i BCF per tappeti, sia quelli ad alta tenacità per airbag e pneumatici, resa possibile grazie all’integrazione con la nostra Radici Chimica di Novara. La produzione di polimeri speciali. È stato tutto un crescere, un progredire".

Ce lo racconti brevemente questo crescere dell’azienda?

"Dalla produzione di filo tessile abbigliamento Radicifil è passata alla produzione di filo BCF per tappeti. Dall’essere una realtà nata per fornire prodotti all’interno di altre aziende di RadiciGroup a realtà che ad un certo punto della sua storia si è affacciata sul mercato esterno, confrontandosi con player mondiali del settore BCF della pavimentazione tessile. Poi le evoluzioni all’interno di questo stesso business del filo per tappeti: dal BCF greggio su bobine, che il cliente doveva tingere, a prodotti basati su polimeri differential dye affinity deep basico, sino a fili sempre più elaborati, ritorti e termofissati. Poi i colorati solution dyed, un prodotto che oggi è diventato estremamente importante per noi e che ci ha permesso di entrare con successo nel settore auto, fornendo i più affermati brand mondiali come BMW, Volvo, Jaguar, Porsche, per citarne alcuni. E ancora, i fili ad alta tenacità per il settore airbag e pneumatici, un’altra sfida faticosa, un’altra scommessa vinta se consideriamo che oggi il nostro principale cliente è un leader mondiale nel settore airbag. Una bella soddisfazione".

Radicifil oggi: quali elementi la contraddistinguono?

"La complessità della struttura e il suo essere caratterizzata da più anime. Siamo un’azienda parte di un Gruppo leader europeo nella chimica del nylon, un Gruppo dalle dimensioni importanti. Abbiamo esperienza, un knowhow che nel corso degli anni abbiamo affinato, ampliato e che continuiamo ad alimentare. Siamo in grado di fornire prodotti commodities, come ci viene richiesto per esempio dai clienti mediorientali, ma anche fili complessi e performanti. Dai BCF su base nylon 6.6 che si posizionano nella fascia più alta della pavimentazione tessile alla gamma per il settore automotive, ambito che richiede standard qualitativi e di servizio molto elevati. Al mondo auto forniamo i nostri BCF colorati solution dyed e i nostri fili ad alta tenacità per airbag e pneumatici. Con i nostri space dyed invece, sappiamo coniugare lo spirito industriale di un’azienda chimica alle migliori capacità di flessibilità e personalizzazione tipiche di un’industria artigianale d’eccellenza. Radicifil sa essere tutto questo".

E dal punto di vista umano? Quali sono le caratteristiche di quest’azienda?

"Lo spirito che Gianni Radici e la sua famiglia hanno trasmesso sin dagli inizi, credo che qui sia rimasto vivo, in modo molte forte. Nelle persone c’è tenacia ma anche umiltà. C’è quella capacità di sapere soffrire, di tenere duro anche nelle situazioni più difficili, accettando ogni volta nuove sfide. C’è passione, voglia di continuare a creare qualcosa di tangibile, qualcosa che rimanga. Accettando di mettersi in gioco, sempre".

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