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Ubi Banca, presto Consob deciderà le sanzioni sul comitato nomine

Si avvicina la decisione della Consob sulle presunte irregolarità nella pubblicità data al regolamento del comitato nomine di Ubi Banca, snodo nella scelta degli organi apicali del gruppo fin dal 2007, anno in cui l'istituto è nato dalla fusione tra Bpu e Banca Lombarda. Giorgio Jannone, Presidente dell’Associazione Azionisti UBI Banca: “Un importante riconoscimento alle comprovate e oggettive ragioni delle nostre denunce”.

Si avvicina la decisione della Consob sulle presunte irregolarità nella pubblicità data al regolamento del comitato nomine di Ubi Banca, snodo nella scelta degli organi apicali del gruppo fin dal 2007, anno in cui l’istituto è nato dalla fusione tra Bpu e Banca Lombarda.

Sul tavolo della Commissione presieduta da Giuseppe Vegas sono stati depositati sia l’esito dell’istruttoria svolta dai tecnici dell’authority, che le controdeduzioni arrivate dalla banca e dai consiglieri di sorveglianza sotto accusa, tutti quelli in carica dal 2009 all’aprile del 2014 con l’eccezione dei cinque che hanno firmato l’esposto che ha dato il là agli accertamenti.

La relazione dell’Ufficio sanzioni dell’authority contiene – rende noto in modo trasparente Ubi Banca nella semestrale – una richiesta motivata di multare gli amministratori anche se, sottolinea la banca, la relazione "non vincola in alcun modo la decisione della Commissione".

La questione potrebbe essere messa all’ordine del giorno già a fine agosto, quando la commissione riprenderà a riunirsi, o essere affrontata a settembre. Il procedimento sanzionatorio della Consob è stato avviato dopo un esposto dei consiglieri di minoranza di Ubi Banca (raccolti attorno al professore Andrea Resti), che contestavano il regolamento del comitato nomine, la cui formulazione, fino alla revisione del 2014, ha di fatto riservato agli esponenti provenienti da Bpu e Banca Lombarda, attraverso il presidio totale del comitato stesso, l’indicazione dei vertici del gruppo e delle sue controllate Quando venne adottato nel 2007 il regolamento prevedeva esplicitamente che metà dei suoi componenti fossero designati dai consiglieri di sorveglianza "di derivazione ex Bpu" e per metà dai consiglieri "di derivazione ex Banca Lombarda" (con questi ultimi che dovevano anche essere membri dell’Associazione Banca Lombarda e Piemontese, l’associazione che raccoglieva gli ex azionisti dell’istituto bresciano).

La previsione del regolamento, pubblicato e allegato al progetto di fusione, era in linea con lo statuto di Ubi, che all’articolo 1, sanciva la "pariteticità" delle due banche di origine. Nel 2009 Ubi Banca, pur preservando il principio della pariteticità, modificò le previsioni dello statuto che facevano riferimento al comitato nomine (articolo 49) stabilendo, su richiesta di Bankitalia, che il regolamento "che ne determina la competenza e il funzionamento" non doveva più contenere "riferimenti" a "accordi, strutture o soggetti esterni alla società".

Dal regolamento venne così cancellato il riferimento si soci dell’Associazione Banca Lombarda ma non la previsione che riservava la nomina dei suoi sei componenti ai consiglieri "di derivazione" Bpu e Banca Lombarda. Le modifiche non vennero però rese pubbliche da Ubi Banca, che non riteneva sussistente un obbligo in tal senso, e su questa presunta mancanza di pubblicità – che avrebbe potuto indurre il mercato a credere conclusa la fase di controllo delle due ‘derivazioni’ sulla composizione del comitato – si è acceso il faro della divisione corporate governance della Consob. In ogni caso nella primavera del 2014, in occasione delle contestazioni dell’authority, il regolamento è stato pubblicato e, dopo l’assemblea che ha tolto dallo statuto il riferimento alla ‘pariteticità’ tra Bpu e Banca Lombarda, modificato con l’eliminazione del requisito della "derivazione" dalle due componenti storiche per accedere al comitato. L’esposto alla Consob ha contribuito ad alimentare anche il filone d’inchiesta della Procura di Bergamo che è costato l’iscrizione nel registro degli indagati, con l’ipotesi di ostacolo all’attività di vigilanza, tra gli altri, a Giovanni Bazoli ed Emilio Zanetti, punti di riferimento delle Associazioni Banca Lombarda e Piemontese e Amici di Ubi Banca.

L’ipotesi dei magistrati è che sia stato stretto un patto occulto tra gli esponenti apicali delle due ‘anime’ di Ubi allo scopo di assicurarsi il controllo della banca.

L’ASSOCIAZIONE AZIONISTI DI UBI BANCA

"L’Associazione Azionisti UBI Banca di Bergamo accoglie con soddisfazione la richiesta di formalizzazione delle sanzioni comminata, agli amministratori di UBI Banca da parte dei competenti uffici della Consob" si legge in una nota diramata dall’Associazione.

"L’Associazione Azionisti UBI Banca, unitamente a cinque Consiglieri di Sorveglianza in carica di UBI (per il solo tema statutario), aveva infatti presentato diversi esposti alla Consob, alla Banca d’Italia ed alla Procura della Repubblica di Bergamo per denunciare le irregolarità riscontrate nella gestione di UBI Banca e i patti parasociali occultati alle Autorità di controllo.

Ora l’Ufficio Sanzioni della Consob, riconoscendo pienamente le ragioni contenute negli esposti presentati dall’Associazione Azionisti UBI Banca, ragioni illustrate nel corso di un’audizione formale in Consob personalmente dal Presidente Giorgio Jannone, ha proposto di erogare sanzioni agli amministratori dell’istituto".

"La decisione dell’Ufficio Sanzioni della Consob – continua la nota – di multare gli amministratori non potrà non essere tenuta in considerazione dalle diverse Procure della Repubblica impegnate, ormai da oltre due anni, nei diversi filoni di inchiesta, che vedono gli amministratori di UBI Banca indagati, a diverso titolo, per ipotesi di reato particolarmente gravi, quali frode fiscale, ostacolo all’attività degli organi di vigilanza, appropriazione indebita, falso ideologico, truffa, riciclaggio, violazione delle normative sul conflitto di interesse. L’Associazione Azionisti UBI Banca, presieduta da Giorgio Jannone, anche sulla base di questa importante notizia, “è già impegnata in ogni sede, con atti già depositati in sede civile e penale, i diritti degli azionisti di UBI Banca, richiedendo formalmente i risarcimenti che gli amministratori, ove ritenuti colpevoli, dovranno certamente riconoscere a tutti i soci”.

"In particolare, la dimostrata irregolarità dell’assemblea dei soci 2013 che la Procura della Repubblica di Bergamo ha descritto in atti ufficiali, ampiamente riportati dalla stampa, come “svolta in maniera del tutto irregolare” a causa “di atti simulati e fraudolenti”, ha portato alla illegittima elezione di amministratori che saranno presto chiamati, in ogni sede, alle proprie responsabilità civili, economiche e patrimoniali.

Le ragioni delle multe erogate agli amministratori dall’ Ufficio Sanzioni della Consob si basano su dati di fatto inconfutabili:

1. risulta evidente l’esistenza di patti tra i soci;

2. questi patti non sono stati correttamente denunciati alle autorità competenti;

3. le Associazioni “Amici di UBI” di Bergamo, presieduta da Zanetti, e “Associazione Banca Lombarda e Piemontese” di Brescia, presieduta da Bazoli, avevano tra le finalità fondanti questi patti di sindacato;

4. le due Associazioni dominanti hanno agito di concerto;

5. i patti non denunciati e gli accordi occulti esistenti tra le due associazioni dominanti hanno di fatto ripetutamente determinato gli esiti delle votazioni assembleari;

6. questi accordi occulti hanno ripetutamente sancito la composizione del Consiglio di Sorveglianza, del Consiglio di Gestione, del Comitato Nomine e, di conseguenza, di tutti gli organi societari delle società del gruppo UBI;

7. la composizione reale degli organi sociali di UBI dimostra inconfutabilmente, nei fatti, la comprovata esistenza degli accordi indicati e denunciati nei precedenti punti;

8. la spartizione paritetica degli incarichi tra le due Associazioni dominanti dimostra l’esistenza e l’efficacia degli accordi occulti sottoscritti tra soci e tra associazioni;

9. i patti non denunciati sono stati sottoscritti e supinamente rispettati, così compromettendo il regolare corso di tutte le assemblee dei soci dal 2007 ad oggi".

"L’esistenza di patti tra le due associazioni (“Amici di Ubi” e “ABLP”) trova, poi, prova inconfutabile nella scientifica spartizione del Consiglio di Sorveglianza e del Consiglio di Gestione di UBI Banca dal 2007 ad oggi, come risulta eloquentemente dall’elenco delle cariche societarie di seguito allegato. Analoghi criteri spartitori sono stati, inoltre, ripetutamente applicati per distribuire incarichi ai principali esponenti delle Associazioni presiedute da Zanetti e Bazoli di tutte le società del gruppo, controllate e collegate, anche di minori dimensioni.

Gli accordi, ora sanzionati, risultano oggettivamente comprovati dall’analisi della avvenuta spartizione degli onerosissimi (per la banca e per i soci “normali”) incarichi e delle “retributissime” poltrone, attribuite non sulla base di competenze meritocratiche , ma in funzione del ruolo svolto nell’ambito delle associazioni dominanti e della gestione del potere di voto assembleare, anche mediante la raccolta di deleghe, essa stessa al vaglio della Magistratura, mediante l’inchiesta denominata (più che eloquentemente) dalla Guardia di Finanza “Piramide”.

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