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Delitto in pizzeria a Brescia I due killer e tanti misteri: si cercano tre complici

Gli assassini sono stati individuati e hanno confessato, ma a quasi due settimane restano molti misteri sul duplice delitto di Frank Seramondi e la moglie Giovanna Ferrari. Il movente, gli 800mila euro trovati in casa delle vittime, e altre persone coinvolte indirettamente nell'omicidio

Gli assassini sono stati individuati e hanno confessato, ma restano molti misteri sul duplice delitto in pizzeria a Brescia. 

Gli investigatori si stanno concentrando in particolare sul movente che ha portato il pakistano Muhammad Abdan e l’indiano che abitava a Casazza Sarbjit Singh a uccidere Frank Seramondi e la moglie Giovanna Ferrari.

A quasi due settimane dal duplice delitto, proseguono gli accertamenti sul movente, ritenuto insufficiente quello della concorrenza tra negozianti raccontato dagli arrestati.

La Guardia di Finanza ha sotto la lente i misteriosi 800mila euro in contanti scoperti in parte in casa delle vittime, in parte in cassette di sicurezza dal figlio Marco e da due dipendenti. Ci sono poi vecchi assegni mai incassati da Frank all’epoca della cessione del suo negozio a Kashif Razaq, il pakistano per cui anni fa lavorava Adnan, che il giorno dell’omicidio si è fatto intervistare da alcune televisioni sul luogo della sparatoria.

Nel frattempo polizia e procura continuano la ricerca di altre persone coinvolte indirettamente, e a breve potrebbero esserci sviluppi.

La Mobile e il pm Valeria Bolici sono sulle tracce di più individui: di chi ha venduto ad Adnan il fucile a canne mozze, rubato nel 2011 nel Cremonese durante un furto in abitazione con altri cinque fucili da caccia, e dell’uomo che tempo fa si era offerto di uccidere ma poi si era tirato indietro.

Stando agli inquirenti, il killer (reo confesso) covava il proposito di eliminare Frank dal novembre 2014. I litigi tra i pizzaioli, stessa attività a pochi metri di distanza con esiti opposti – l’italiano guadagnava bene, lo straniero era sull’orlo del fallimento – nell’ultimo periodo avvenivano anche sotto gli occhi dei clienti.

Prima di ingaggiare Singh, che a suo dire ha accettato di fare il palo solo in cambio di cinquemila euro e della promessa di un lavoro, il pakistano aveva trovato sponda in un connazionale. L’uomo però si era defilato.

E ancora, manca all’appello la persona da cui Adnan si era procurato la pistola usata il primo luglio per ferire il dipendente albanese di Frank, Arben Corri. A differenza del fucile, rinvenuto in un fosso, la pistola non è mai stata trovata. 

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