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Borse: lunedì nero Dalla Cina effetto domino Piazza Affari: -5,96%

Lunedì nero per tutte le Borse mondiali trascinate giù dal crollo di Shanghai (-8,5%): Francoforte -4,7%; Milano -5,9%; Tokyo -4,61%; Atene -10,5%, Londra -4,7% e New York -5,7%. Crolla il petrolio

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Sembrava che con la settimana scorsa si chiudesse un ciclo. Le perdite registrate alla fine ammontavano all’11%. Ma lunedì 24 agosto passerà alla storia come il lunedì nero delle Borse. Un effetto domino partito dalla Cina. Con consistenti vendite sulla Borsa di Shanghai, che lunedì perde l’8,45% a 3,211.21, trascinando tutti i listini asiatici. Taiwan ha ceduto il 7,5%, Tokyo il 4,6%.

Se l’alba sull’Impero Celeste si è aperta con un cielo nero, non è andata meglio all’Europa. Milano è arrivata a cedere oltre il 7% – per poi recuperare rispetto ai minimi.

L’indice FTSE MIB ha chiuso in perdita del 5,96% a 20.450 punti. Atene ha conquistato il podio negativo: -10,5%. Ma non è andata meglio altrove nel Vecchio Continente, con Francoforte e Londra a meno 4,7%. Il tutto è causato da una crisi di fiducia vera e propria che si sta abbattendo sulla Cina. In questo quadro c’è la ripercussione su altre divise. L’Euro fa un balzo nei confronti del dollaro: la moneta unica tratta a 1,16 dollari.

Il petrolio scivola ancora ed è scambiato a 38,9 dollari al barile, minimi toccati l’ultima volta sei anni e mezzo fa. La tempesta non è finita e a New York, dopo l’avvio di Wall Street, i futures su Wti in consegna ad ottobre 2015 sono scesi del 4% a 38,89 dollari.

Il Brent è in calo a 43,7 dollari al barile. Insomma, una giornata nera. Ma le ore successive non promettono nulla di buono. Dalla Cina è partito questo crollo con effetto domino, e dalla Cina deve ripartire la risalita con misure che guardino al mercato interno e che considerino la possibilità di una crescita che non sia più infinita. La lezione è dura da impartire e da imparare, anche se i mercati hanno già dato e stanno dando il loro giudizio.

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Commenti

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  1. Scritto da Capitalismo kaput

    Che questo capitalismo rampante e speculativo sia alla frutta?
    Speriamo che i popoli capiscano di essere oggetto di rapina da parte di speculatori che giocano sulla pelle della gente.
    Il sistema non regge più, apriamo la critica è cerchiamo nuove vie. Basta con il pensiero unico che il capitale sia la vita del mondo. Basta con il dogma del ce lo chiede l’Europa, c’è lo chiede il mercato, o la globalizzazione é irreversibile come l’euro.
    Torniamo all’uomo.

  2. Scritto da Luigi

    Ostrega, il petrolio a 39 dollari e la benzina costa come quando il petrolio costava 120 dollari. E poi diteci che non è un mondo di pazzi e di ladri! Sarebbe meglio che i governanti la finissero di pensare solo al dio denaro e si occupassero dei loro cittadini. Altrimenti vadano all’inferno!