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Piccinini (Ressolar) “generosa di sé” per le donne in Albania

Marina Piccinini, alla guida dell'azienda di famiglia, la Ressolar di via Serassi a Bergamo, è finita su una copertina speciale di “Io Donna”, il femminile del Corriere della Sera. Con altre quattro imprenditrici italiane ha visitato Paesi in via di sviluppo, portando la sua esperienza di imprenditrice a fianco di altre donne a capo di piccole aziende.

Marina Piccinini, imprenditrice bergamasca a capo della Ressolar (clicca qui), è una delle cinque donne scelte da Intesa Sanpaolo e Oxfam, per seguire e raccontare 5 progetti di sviluppo in Albania, Ecuador, Palestina, Libano e Haiti/Repubblica Dominicana.

Il suo viaggio di cinque giorni in Albania è diventato un reportage pubblicato da Io Donna, il settimanale femminile del Corriere della Sera. Lei, prima imprenditrice a sedere nel consiglio direttivo di Confindustria Bergamo, ha affrontato questo impegno con la dolce grinta di sempre.

“Lo scorso aprile abbiamo partecipato al concorso “Candida la tua azienda all’Expo” promosso da Intesa Sanpaolo – racconta Marina Piccinini – abbiamo vinto tra 1.100 partecipanti e oggi abbiamo uno stand al Waterstone all’Expo Milano 2015, ci hanno anche fatto una festa nel mese di giugno. È da questa esperienza che sono stata contattata da Oxfam, una Onlus che ha sede a Londra e che opera con diversi interventi nel mondo. Mi hanno chiesto se fossi stata disponibile a seguire un progetto di sviluppo in Albania. Ed ho accettato subito”.

Impossibile non crederle, anche perché Piccinini è impegnata da sempre nell’education di Confindustria Bergamo. Un impegno che svolge con dedizione e di cui va particolarmente fiera.

“I ragazzi e i giovani devono conoscere e formarsi una cultura del risparmio energetico. E si deve partire dalle scuole – aggiunge – come azienda abbiamo coinvolto oltre 185mila studenti, abbiamo donato diversi laboratori alle scuole di Bergamo e tra queste l’Esperia”.

Ricerca e innovazione sono il binario di questa azienda, nata originariamente nel 1952.

“Un’ora dopo che Enrico Mattei costituì l’Eni, mio padre Martino Piccinini, oggi 92enne che già costruiva acquedotti, costituì la società che per realizzare gasdotti e metanodotti. Lo ripeto sempre, se c’è il metano a Bergamo è perché un signore di nome Martino Piccinini ha metanizzato Bergamo e la Bergamasca, comprendendo in anticipo le potenzialità di energie pulite". Il Gruppo Piccinini nel 2007 dà vita alla Ressolar che sviluppa impianti per la generazione di energia elettrica da fonti rinnovabili, soprattutto fotovoltaico, geotermico, idroeletrico e solare termico.

"Produciamo dieci milioni di kwh all’anno di energia elettrica. Riusciamo a non immettere nell’atmosfera qualcosa come 5.500 tonnellate di anidride carbonica, di Co2. Uno slogan che ho fatto ormai mio recita: Ressolar fa bene al mondo". Quasi una missione per Marina Piccinini che quest’anno ha collezionato un’altra soddisfazione: “Nell’ultima sessione di laurea al Politecnico di Milano, su undici ingegneri, due si sono laureati con una tesi su Ressolar – aggiunge Piccinini – due tra gli oltre duecento che hanno fatto stage da noi in azienda”.

Energie rinnovabili, istruzione e sociale.

“Questa vocazione del sociale è sempre stata un po’ un Dna della nostra azienda, a dire il vero – sottolinea l’imprenditrice bergamasca – quando c’è qualcosa che può interessare o sappiamo che può arrivare nel cuore di qualcuno, noi ci mettiamo la faccia”. E così eccola per cinque giorni nel nord dell’Albania, dove si è portata anche uno dei suoi ingegneri – Fabio Gandossi – per verificare le possibilità di intervenire con un progetto per installare piccole centrali idroelettriche o impianti fotovoltaici che permettano, a piccole imprese guidate da donne, di avere una garanzia: l’energia elettrica. Grazie ad alcuni progetti di microcredito queste donne potranno migliorare la loro piccola azienda.

“Sì, perché il 98% delle donne rimborsano il prestito bancario, mentre gli uomini se lo bevono” taglia corto Piccinini recitando un detto popolare albanese imparato in questo viaggio.

“L’Albania è il più grande esportatore di erba salvia, che va essicata, ma è fondamentale avere degli impianti che funzionino sempre grazie all’energia elettrica” spiega Piccinini. Dall’essicatore all’azienda agricola passando da una fabbrica di tappeti, Marina Piccinini ha raccolto richieste e necessità. Ma ha anche controllato.

“Abbiamo notato che dei pannelli termici per produrre acqua calda erano fallati, così proprio oggi i nostri tecnici hanno contattato l’azienda produttrice perché li cambi, visto che erano ancora in garanzia – continua –. Penso di aver dato molti consigli da poter mettere in campo da subito, la riprova è che i cooperanti e i responsabili dei progetti di Oxfam si sono già messi in contatto con il mio ufficio di ingegneria per trasformare le mie parole in azioni. Progetti mirati che, se realizzati, porteranno realmente crescita e sviluppo all’economia delle aziende in Albania”.

Un viaggio reportage che non finisce qui. L’imprenditrice bergamasca non lo dice, ma c’è da attendersi una nuova incorsione in terra d’Albania, per verificare che le sue indicazioni siano state accolte.

“La perdita di tempo non fa parte del codice genetico femminile, non fa parte del mio codice genetico – conclude nel suo reportage – Si può trovare una soluzione ed è, come sempre, nelle tecnologie innovative e nelle donne di buona volontà". 

Commenti

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  1. Scritto da Lapalisse

    A volte siamo talmente presi dalle polemiche da sottovalutare le tante testimonianze positive e importanti che, invece, dimostrano come siamo ancora capaci di onestà, serietà, efficienza, lavoro e solidarietà. C’è ancora un’Italia dignitosa e per bene che funziona, grazie a persone in gamba, sia nel privato che nel pubblico, ogni tanto dovremmo sottolinearlo, non solo lamentarci…