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BergamoScienza coi giovani e per i giovani: definita la 13esima edizione

Annotatevi queste date sull’agenda, sul calendario, su un post-it, non importa dove, basta non dimenticarsene: “2 – 18 ottobre: al via la XIII edizione di Bergamoscienza”. Tredicesima edizione a questo punto già definita e proprio in queste ore è stato divulgato sul sito della rassegna il calendario delle decine e decine di eventi, calendario ancora non definitivo, ma che fa capire cosa aspettarci.

Annotatevi queste date sull’agenda, sul calendario, su un post-it, non importa dove, basta non dimenticarsene: “2 – 18 ottobre: al via la XIII edizione di Bergamoscienza”.

Tredicesima edizione a questo punto già definita e proprio in queste ore è stato divulgato sul sito della rassegna (www.bergamoscienza.it) il calendario delle decine e decine di eventi, calendario ancora non definitivo, ma che fa capire cosa aspettarci. Per esempio tre premi Nobel: Peter Doherty, Nobel per la Medicina nel 1996 che terrà la terza Levi Montalcini’s Memorial Lecture, Richard R Ernst, Nobel per la Chimica nel 1991 e sir Konstantin Novoselov, Nobel per la Fisica nel 2010. Per esempio molti scienziati italiani che lavorano all’estero: come Antonio Lanzavecchia, Paolo Pandolfi, Cristian Tomasetti, Massimo Tarenghi, Fiorenzo Omenetto.  Per esempio una sfilza di esperimenti per "provare" come funzionano il corpo e la mente, dal Viaggio nel globulo rosso in 4d agli Inganna-menti, dal Vedere il suono alla Chimica sotto il naso o Cosa fa uno scienziato in cucina. Ci sarà anche un processo al riscaldamento globale, tema di pressante attualità. Il concerto di Dave Douglas, neo direttore del Bergamo Jazz. E i laboratori per studenti, le conferenze sempre intriganti, le lezioni, come quella di Einstein: unità e semplicità….

Sì, perchè ancora una volta Bergamoscienza offre un programma fitto di eventi completamente gratuiti, con lo scopo di portare la scienza “in piazza” e renderla fruibile a tutti, soprattutto ai giovani e alle scuole. Scuole che come nelle edizioni precedenti hanno contribuito in maniera determinante alla realizzazione del programma 2015. E sono proprio i giovani volontari di Bergamoscienza, con la loro passione ed impegno, a giocare un ruolo vincente per la realizzazione del Festival.

Tommaso Parsani, 27 anni, dottorando in Ingegneria Elettronica al Politecnico di Milano e membro del Comitato Giovani di Bergamoscienza, in occasione della pubblicazione ufficiale del calendario eventi 2015 (disponibile sul sito www.bergamoscienza.it), ci racconta alcune delle novità della nuova edizione e del ruolo del Comitato Giovani.

Prima di tutto, cosa è il Comitato Giovani?

Il Comitato giovani è un gruppo che raccoglie i volontari di Bergamoscienza di età compresa tra i 14 e i 35 anni, creato con lo scopo di dare continuità all’esperienza di Bergamoscienza anche durante l’anno, senza limitarsi all’aiuto dato al Festival durante le due settimane di attività. Per chi volesse prendere parte al gruppo di volontari e dare il suo contributo durante al Festival, basta mandare un’email a comitatogiovani@bergamoscienza.it ed entrerà a far parte del gruppo. Inoltre, sulla nostra pagina Facebook “YesWeScience Bergamoscienza” ci sono tutte le novità riguardanti il Comitato e l’attualità, in chiave anche spiritosa. Io ho scelto di diventare volontario perché mi piaceva l’idea di dare una mano all’organizzazione di un evento che ormai ha assunto un ruolo rilevante a livello nazionale ed internazionale e che dà l’opportunità di ascoltare e porre domande a relatori di alto livello, premi Nobel che riescono non solo a comunicarti concetti e nozioni scientifiche, ma anche, e soprattutto, la passione per la scienza e la scoperta. Facendo il volontario, partecipando al dietro le quinte e alla creazione di un Festival di tale calibro, hai la possibilità di scoprire e avvicinarti ad un mondo nuovo che ti spinge a dare tu stesso un contributo nel mondo delle scoperte. Il Comitato Giovani vuole essere un gruppo aperto a tutti, conviviale e amichevole, senza però dimenticare la serietà e la voglia di fare; ciò che ci unisce è la passione per la scienza che ci spinge ad impegnarci fino in fondo dando un valido contributo.

Che ruolo avrà il Comitato Giovani nell’edizione 2015?

Subito dopo l’edizione 2014, ci siamo riuniti circa ogni mese, innanzitutto per rivedersi e poter “fare gruppo” anche dopo le settimane di Festival e in seguito per raccogliere idee fresche e nuove per l’edizione 2015 da presentare tramite il bando presente sul sito internet, alcune delle quali sono state accettate e saranno presenti nel calendario eventi della nuova edizione. L’aspetto davvero stimolante è la libertà dataci dal Comitato Scientifico di discutere di tutto ciò che ci interessa e che pensiamo possa interessare al pubblico, specialmente ai giovani, rimanendo sempre in ambito scientifico. Nelle settimane di Festival continueremo, come ogni anno, con l’attività di volontariato con lo scopo di aiutare negli aspetti organizzativi, dal dare un aiuto alle maschere del Teatro Sociale, consegnare questionari di gradimento, al divulgare e pubblicizzare gli eventi nei social network e nelle scuole. Attualmente la differenza che sta alla base tra un volontario che dà il suo aiuto durante le settimane di Festival e un membro del Comitato Giovani è semplicemente una questione di continuità di partecipazione durante l’anno. Prossimamente vorremo dare al Comitato una struttura più definita, ma è ancora tutto in divenire.

BergamoScienza ha una nuova sede, c’è spazio per voi?

Ormai è stato confermato lo spazio all’Urban Center, una scelta strategica azzeccata, a mio parere, per la posizione centrale vicino alla stazione che ogni giorno vede passare un grande via vai di ragazzi di tutte le età, delle scuole medie, superiori e università. Il nostro ruolo come Comitato Giovani in relazione alla nuova sede è ancora in divenire, non c’è ancora una proposta ufficiale, ma tante idee su come “riempirla” e renderla interessante per i giovani. Quello che vorremmo fare noi ragazzi è far diventare la sede di Bergamoscienza una Casa della Scienza, un luogo familiare e conviviale dove ci sia un via vai di giovani che vengono per discutere e parlare delle recenti notizie in ambito scientifico, o magari per poter studiare e ripetere l’esame da preparare a ragazzi più grandi e esperti in quella materia, o semplicemente per trovarsi tra ragazzi uniti dalla stessa passione per la scienza. Può essere, secondo me, una valida alternativa alle tante serate in un qualunque bar e vorremo che l’ingresso fosse aperto a tutti e senza obblighi di partecipazione al Comitato; molte delle questioni a questo riguardo, però, sono ancora da definire. Intanto organizziamo anche eventi originali e informali che possano creare legami all’interno gruppo e anche con i Soci fondatori, come la biciclettata lungo il fiume Serio organizzata domenica 5 luglio.

Quali contributi danno i giovani al Festival?

Vogliamo portare una ventata di freschezza alle conferenze. La presenza dei giovani, in generale, e poi in particolare del Comitato Giovani è quello di spingere i relatori a usare un linguaggio più giovane, più immediato, alla portata di tutti gli uditori, nonostante il livello avanzato degli argomenti trattati. In più, quello che vogliamo fare, nel nostro piccolo, è portare idee non convenzionali che possono catturare l’attenzione di un ragazzo giovane. Quello che ci ripromettiamo è di essere presenti anche nei prossimi anni, portando idee sempre fresche e nuove.

 

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