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Occupazione, luci e ombre ma è il tasso di povertà a far paura

Giacomo Meloni, della segreteria provinciale della Cisl Bergamo, commenta i dati resi pubblici nei giorni scorsi dal sistema Excelsior di Unioncamere: “Sempre più italiani ai centri Caritas. Serve un’azione di rete”

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Giacomo Meloni, della segreteria provinciale della Cisl Bergamo, commenta i dati resi pubblici nei giorni scorsi dal sistema Excelsior di Unioncamere: "Mettono in evidenza anche per Bergamo e provincia una situazione di luci e ombre. Si conferma un incremento da parte delle imprese, rispetto al 2014, delle assunzioni a tempo indeterminato con il contratto a tutele crescenti, grazie in parte alla decontribuzione a favore delle imprese prevista dalla legge di stabilità, che riteniamo debba essere prorogata da parte del Governo anche per i prossimi anni, associando questa scelta ad una politica economica orientata alla crescita e allo sviluppo e che veda al primo posto una vera riduzione della pressione fiscale su lavoratori e pensionati”.

Pur confermandosi "purtroppo nelle previsioni anche per il 2015 un saldo negativo fra avviamenti al lavoro e le cessazioni, le stesse registrano un calo dello 0,8%, contrariamente al – 1,3% del 2014 e al – 1,2 % del 2013 – prosegue Meloni -. Il dato viene confermato anche dai dati pubblicati dall’Arifil di Regione Lombardia per il secondo trimestre dell’anno in corso, che vede un saldo negativo fra avviamenti e cessazioni di 2.996 occupati, mentre nel primo trimestre il dato era stato decisamente migliore, con un saldo di 6.436 occupati. In vantaggio sul 2014 anche i contratti a tempo indeterminato che registrano un incremento del 39,6%. Fra le tipologie di contratto di lavoro, l’apprendistato registra purtroppo un calo degli avviamenti rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente del 25%, attestandosi al 2,4%. A questi dati vanno aggiunti il tasso di occupazione poco superiore al 61%, la disoccupazione ferma al 7,4%, e quello della povertà".

Per questi ultimi, dai dati dei Centri di primo ascolto della Diocesi di Bergamo emerge che il numero delle persone in difficoltà economica è quadruplicato passando dai quasi 900 nel 2008 a oltre 3.500 nel 2013, con una sempre più alta presenza di persone di nazionalità italiana. “Siamo quindi ancora distanti dal poter affermare che la ripresa è avvenuta – continua Meloni -, ma sicuramente possiamo essere fiduciosi per aver intrapreso un graduale e ancora faticoso cammino di miglioramento, che va confermato nei prossimi mesi anche con il sostegno di adeguate politiche di formazione, partendo da un luogo di programmazione condivisa e ridisegnare il sistema formativo attorno a reti di scuole autonome organizzato secondo alcune macro aree del sapere professionale e dei settori. Riteniamo sempre più necessario affrontare il tema del lavoro a Bergamo con una forte azione sinergica di tutti i soggetti pubblici e privati della realtà orobica, con i quali predisporre le linee e le misure di intervento concreto volte al superamento della povertà generata da oltre otto anni di crisi e alla salvaguardia di un vero welfare locale, oltre che ad investire in un settore manifatturiero innovativo e con produzioni ad alto contenuto tecnologico”.

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Commenti

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  1. Scritto da pablo

    sinceramente… qualsiasi esponente della CISL voglia esprimere un’opinione, prima dovrebbe mostrare la propria denuncia dei redditi ed il compenso ricevuto per la sua attività sindacale… così, tanto per sapere se vale la pena ascoltarlo o se è solo un buffone.

  2. Scritto da Anna

    Sinceramente non mi preoccuperei. La maggioranza degli italiani crede in Renzi e io sto tranquilla che grazie a lui ci salveremo