BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

Hit parade di Rolling Stone: i 100 che han fatto la storia della musica

Al primo posto troviamo Robert Allen Zimmerman, ai più noto come Bob Dylan, riconosciuto tout court come il più grande cantautore di tutti i tempi. Sul podio anche due ex Beatles, vale a dire Paul McCartney e John Lennon.

Esistono infinite storie della musica e del rock. E quelle tratteggiate dalle classifiche non sono altro che alcune di queste.

Quando però ci si mette di mezzo ‘Rolling Stone’, una delle riviste di settore più autorevoli del pianeta, bisogna sempre prestarvi un minimo d’attenzione.

La lista è l’ennesima stilata dal celebre periodico statunistense – che deve il suo nome all’omonimo singolo del leggendario blues-man Muddy Waters -.

Nel dettaglio, trattasi della top 100 degli autori che hanno fatto la storia della musica.

Quale musica? Folk e rock i generi più saccheggiati, ma anche country, pop e soul, per approdare ai più moderni hip-hop e R&B.

Al primo posto troviamo Robert Allen Zimmerman, ai più noto come Bob Dylan, riconosciuto tout court come il più grande cantautore di tutti i tempi. Sul podio anche due ex Beatles, vale a dire Paul McCartney e John Lennon. Non l’avranno presa benissimo Mick Jagger e Keith Richards, voce e chitarra dei Rolling Stones, ex-aequo al sesto posto.

Presenti nella top ten anche Chuck Berry (quarto) – da molti considerato teologo ed inventore del rock ‘n’ roll – Smokey Robinson (quinto), Carole King (settima), Paul Simon (ottavo), Joni Mitchell (nona) e Stevie Wonder (decimo).

Escluso per un soffio dall’esclusivo privèe delle prime dieci posizioni il profeta della musica reggae Bob Marley (undicesimo). Soltanto quattordicesimo Bruce Springsteen, altro grande storyteller della tradizione rock a stelle e striscie al pari di Leonard Cohen (sedicesimo), Neil Young (diciassettesimo) e Lou Reed (ventunesimo). Trentaquattresimo il re del pop Michael Jackson. E poi U2, Johnny Cash, Kurt Cobain, Madonna, Tom Waits, Morrissey, Radiohead, Michael Stipe, Patti Smith e chi più ne ha più ne metta. Tant’è che c’è persino spazio per i giganti dell’hip-hop Notorious B.I.G (cinquantaduesimo) e Jay Z (sessantottesimo).

Lasciano un po’ basiti le esclusioni di Peter Gabriel, storica voce dei Genesis; Syd Barrett, diamante pazzo dei Pynk Floyd e Brian Eno, pioniere dell’ambient music e profondo innovatore dei linguaggi musicale degli ultimi trent’anni.

Ma, del resto, esistono infinite storie; della musica come del rock.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

  1. Scritto da Gianfranco

    Vogliamo parlare della mancanza di Roger Waters? Poi vi prego, correggete quel Pynk Floyd: è come aver ricevuto un pugno in pieno viso. “Rolling Stone”, a mio parere, è una rivista sopravalutata.

  2. Scritto da Angelo

    Il bello delle classifiche è che ognuno ha il diritto di farsi la sua, e tutte hanno lo stesso valore, la mia è diversa da quella di RS, molto diversa, sia come nomi che come preferenze in ordine di importanza, ma va bene così, è sempre grande musica e ci dà una mano in questi tempi duri!

  3. Scritto da mario

    io da qualche parte Sting l’avrei messo (e poi non capisco perché in classifica non ci sia Elvis Presley: valgono solo gli autori? E allora perché Madonna?)