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Fisco equo, alla Camera l’idea Cisl: “A Bergamo raccolte 10mila firme”

Il 2 settembre 2015 verrà presentata in Parlamento la proposta di legge popolare avanzata dalla Cisl per un fisco equo: "A Bergamo raccolte quasi 10.000 firme".

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Una legge di iniziativa popolare per togliere tutte le imposizioni fiscali sulla prima casa e per tassare i grandi patrimoni. È l’idea della Cisl, che si appresta a proporla al Parlamento.

“In Italia si tassa in maniera eccessiva il lavoro e l’impresa, poco il patrimonio ed i redditi diversi da quelli da lavoro dipendente – sottolinea infatti la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan -. Si deve conciliare la giusta esigenza di esentare solo la prima casa da tutte le imposte, tassando progressivamente i grandi patrimoni, in base alla effettiva rendita catastale al di sopra dei 500 mila euro, e anche le rendite finanziarie, escludendo, naturalmente, i titoli di Stato”, aggiunge la Furlan.

Questo è il cuore della proposta di legge di iniziativa popolare che la Cisl presenterà il due settembre alla Camera, dopo aver raccolto migliaia di firme in tutta Italia. Alla raccolta ha partecipato anche la Cisl di Bergamo, che con una serie di iniziative sul territorio e l’apertura di sportelli appositi in alcuni uffici ha portato diecimila persona a firmare la proposta cislina.

“È stata anche l’occasione – dice Francesco Corna, segretario organizzativo di Cisl Bergamo, che ha “guidato” la campagna bergamasca della raccolta – per incontrare molti iscritti e tanti cittadini, che hanno comunque mostrato interesse per le nostre proposte. La nostra presenza radicata sul territorio e l’impegno di nostri tanti volontari ci hanno permesso di conseguire un buon risultato”.

“L’obiettivo del sindacato – continua Corna – è quello di estendere il bonus fiscale di mille euro all’anno anche ai pensionati, ai lavoratori autonomi ed ai giovani, nella consapevolezza che le parti sociali devono dare un contributo alla ripresa dell’economia, dell’occupazione e dei consumi, rilanciando il ruolo negoziale e di sintesi del sindacato. Cambiare il sistema contrattuale è oggi una priorità: conservare un ruolo importante di garanzia e di copertura generale al livello nazionale, per assicurare le giuste tutele ai lavoratori e la salvaguardia del potere d’acquisto, ma incentivare e promuovere la contrattazione di secondo livello. Questa deve diventare la sfida di tutto il sindacato”.

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Commenti

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  1. Scritto da GIOAN

    Mi pare una sorta di “arma di DISTRAZIONE DI MASSA”, per la serie “siccome abbiamo grane enormi con gli stipendi dei nostri dirigenti e ora tutti lo sanno, inventiamo qualcosa per distrarre il popolino e facciamogli credere (per l’ennesima volta) che noi siamo con la gente”. “Cari” sindacalisti, ci vuole altro, decisamente tutt’altro!

  2. Scritto da Andrea

    Perchè tassare i patrimoni SE acquistati con redditi che hanno GIA’ pagato le imposte? Semmai si contrasti efficacemente l’evasione che sottrae soldi alle casse dello Stato
    Ma questi hanno nozioni minime di economia, diritto tributario e scienza delle finanze ecc? Domanda retorica… sono sindacalisti e questo spiega tutto

  3. Scritto da MAURIZIO

    La Cisl non nomina il redditometro, ma raglia sulla tassazione ulteriore delle rendite finanziarie. Chi crea ricchezza onestamente paga le tasse sulla produzione (primo giro). Se accumula il patrimonio X e investe in titoli, paga il 26% allo stato (secondo giro) e corre rischi paurosi. Se investe patrimonio X in immobili, paga ancora tasse allo stato (terzo giro). Quando smette di produrre, paga le tasse sulla pensione (quarto giro). In questo paese idiota la ricchezza è di fatto proibita.

  4. Scritto da fk

    Un sistema fiscale equo deve essere in grado di individuare i redditi, ai quali applicare le aliquote progressive. Invece si fa ricorso massicciamente alla tassazione indiretta, prescindendo dal livello di reddito del contribuente. Lo stesso dicasi per tutte le imposte sulla casa. Inutile ripetere che le imposte vengono pagate con il reddito, anche dai titolari di grossi patrimoni. Spero che Bonanni le abbia pagate con il suo super reddito. E poi perchè così super?

  5. Scritto da Mauro

    I parlamentari hanno un trattamento fiscale straordinariamente privilegiato rispetto ai cittadini fuori dal Parlamento. Al lungo elenco di benefici dei parlamentari legati a stipendi da capogiro e pensioni d’oro, dobbiamo aggiungere anche i privilegi fiscali, finora passati troppo spesso in sordina. In estrema sintesi, mentre un cittadino paga in media un’aliquota Irpef al 39,5%, al parlamentare è applicata un’aliquota privilegiata al 18,7%. Proprio EQUO!!! Dai CISL, dov’eri fino ad oggi?

  6. Scritto da rino

    non si può più vivere di promesse, L’Italiano è allo stremo delle forze, a furia di mantenere Sindacalisti, Politici, e Cianceroni di turno, SVEGLIAMOCI che è ora