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No al formaggio senza latte In alta Valseriana si raccolgono le firme

Cinque coltivatori dell’Alta Valle Seriana hanno raccolto l’invito della Coldiretti ad una azione di sensibilizzazione e di raccolta firme contro la possibilità di utilizzare il latte in polvere per la produzione di formaggi e yogurt.

Cinque coltivatori dell’Alta Valle Seriana hanno raccolto l’invito della Coldiretti ad una azione di sensibilizzazione e di raccolta firme contro la possibilità di utilizzare il latte in polvere per la produzione di formaggi e yogurt.

Le motivazioni per far sottoscrivere la petizione, spiegano i coltivatori seriani, sono forti e chiare e funzionali ad impedire il tentativo delle multinazionali di uniformare (al ribasso) a livello europeo non solo la qualità ma anche il prezzo del latte, eliminando quella distintivita’ territoriale che ha fatto grande il made in Italy agroalimentare.

Sotto alla bandiera dell’Associazione Coldiretti Bergamo e al messaggio "No al formaggio senza latte" sabato 22 e domenica 23 agosto saranno allestiti nei punti vendita di formaggi e derivati a km0, di coltivatori/produttori quattro centri informativi per una opera di sensibilizzazione dei clienti ed estimatori sul tema.

La dislocazione dei centri informativi e raccolta firme:

– Casnigo località Mele c/o Spaccio Cooperativa Valseriana, provinciale Bergamo-Clusone

– Ardesio Valzella c/o KM 0 dei F.lli DelBono, strada Provinciale 1 ( Bergamo)

– Oltressenda Alta c/o la Bottega degli Antichi Sapori, via Provinciale 22( Bergamo)

– Gandellino c/o Azienda Riccardi , via Provinciale (Bergamo)

L’entusiasmo e le energie messe in atto, annunciano i coltivatori e produttori" bene rappresentano la voglia di difendere il nostro territorio e le sue eccellenze, attraverso un forte impegno personale, non solo per contingenze dirette ma con una chiara visione circa la difesa del futuro riservato alle nostre terre alte, alle sue peculiarità e alle sue genti". 

Commenti

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  1. Scritto da Miles Teg

    Continuo a non capire le ragioni delle proteste: quando le multinazionali “cattive” faranno il formaggio con il latte in polvere abbassandone la qualità, i prodotti tipici di qualità spiccheranno in misura maggiore all’interno del mercato, a tutto vantaggio dei produttori. Inoltre gli yogurt esteri (anche molto buoni) da sempre sfruttano queste tecniche produttive e sono tranquillamente in vendita nei supermercati italiani, quindi niente di nuovo per i consumatori…

    1. Scritto da Marco

      L’industrializzazione del cibo ci ha portati ad un aumento delle malattie con conseguenze disastrose per la salute. Il nostro cibo è il migliore del mondo:va preservato. Il consumatore e’ disattento e guarda solo al prezzo. Quante persone hanno smesso di consumare prodotti contenenti olio di palma? Diamo le merendine ai nostri figli pensando di essere genitori migliori e invece garantiamo loro solo malattie a causa della deforestazione del pianeta legata alla coltivazione dell’olio di palma.

  2. Scritto da Marco

    Resistere, resistere e resistere, la qualità dei nostri prodotti e’ da sempre insuperabile e come tale va preservata: sono gli altri che devono recepire le nostre leggi e non viceversa; chi vuole consumare cibo spazzatura può sempre andarsene all’estero!!
    Grazie Coldiretti continuate così!!

    1. Scritto da giulio

      La qualità dei nostri prodotti (al palato) è insuperabile. Punto! Sulla genuinità e gli additivi impiegati (non noti ai consumatori) ci sarebbe da scrivere dei libri. Fino a poco tempo fa le carni nel bancone del macellaio conservavano uno splendido color rosso vivo grazie a polverine magiche….. Comunque il latte in polvere non è veleno. http://www.ilsecoloxix.it/p/genova/2012/05/11/APaANTUC-negozio_rossa_trucco.shtml

  3. Scritto da roberta

    E pensare che tutto questo nasce da un’iniziativa dell’onorevole Oreste Rossi della Lega Nord (poi passato a Forza Italia), eurodeputato, che nel 2013 con una vera e propria interrogazione parlamentare chiese all’Unione Europea se la legge italiana del 1974 che vieta l’utilizzo del latte in polvere non fosse lesiva della concorrenza.
    Ora l’Unione Europea, che nemmeno conosceva quella legge, risponde che quella legge lede la concorrenza internazionale.
    Grazie Lega Nord.

  4. Scritto da giulio

    Dai Coldiretti, tö mia per lo cül: da secoli qualsiasi norcino bergamasco per stabilizzare e compattare (per renderlo affettabile anche da freschissimo) il salame nostrano, lo additiva di polvere di latte….. Basta prese in giro ai consumatori! Andate a lavorare!