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Nuova rete di controlli sui locali di città e provincia Bergamo, chiuso il Clash Club

Il locale di via Baschenis formalmente era un circolo privato, ma di fatto era un locale pubblico dove chiunque, sottoscritta all'ingresso una tessera, poteva entrare. "A settembre l'attività riprenderà a pieno regime: tutti i locali di Bergamo e provincia saranno controllati".

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Una nuova rete di controlli coordinati dalla Prefettura ed eseguiti da vari enti. E’ quella scattata all’inizio del 2015 a Bergamo e in tutta la provincia per tenere sotto la lente d’ingrandimento i locali frequentati dai cittadini. "Si tratta di un’iniziativa pensata per non disperdere il lavoro che i singoli enti fanno quotidianamente sul nostro territorio – ha spiegato il vice questore aggiunto Amedeo Pazzanese -. La Prefettura, che ha svolto un grande lavoro, ha messo al tavolo proprio tutti: polizia di Stato, carabinieri, guardia di finanza, polizia locale, Agenzia delle Entrate, Asl, Direzione provinciale del lavoro, vigili del fuoco, Inps e Siae. In un primo momento abbiamo deciso di iniziare i controlli partendo da circoli privati e discobar, locali che hanno la possibilità di avere benefici fiscali e autorizzazioni meno restrittive".

Ed è proprio grazie a questi speciali controlli svolti da quella che si puà considerare una vera e propria task-force che sono arrivati i sigilli per il Clash Club di via Baschenis, nel centro di Bergamo: "Il locale, registrato come circolo privato, in realtà svolgeva un esercizio abusivo dell’attività danzante e musicale, ma nel corso delle indagini sono stati riscontrati altri reati che non abbiamo ancora comunicato al titolare – ha spiegato Pazzanese -. Insomma, chiunque poteva entrare una volta sottoscritta e pagata una tessera, mentre un circolo privato dovrebbe avere un pubblico ristretto e, soprattutto, una finalità ben precisa. Questa nuova attività coordinata dalla Prefettura – ha continuato il vice questore aggiunto – riprenderà a pieno regime già a settembre. Tutti i locali di Bergamo e provincia saranno controllati e non ci baseremo solo ed esclusivamente sulle segnalazioni che arrivano nelle varie caserme dai residenti: abbiamo l’elenco completo delle attività che finirano sotto la nostra lente d’ingrandimento. Non si tratta di una repressione, sia chiaro, ma solo di una tutela dei cittadini. I locali che non sono a norma o che hanno aggirato la legge sono pericolosi per tutti: spesso si tratta di posti in cui non ci sono vie di fuga segnalate, non ci sono piani di evacuazione, non ci sono uscite di sicurezza illuminate. E spesso, in questi locali, ci lavora gente che non è in regola. Diciamo che si tratta anche di una tutela verso tutti quei circoli privati e quei discobar che si attengono alle normative e svolgono il loro lavoro nel modo giusto".

 

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