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Legambiente e la siccità: “Sebino allo stremo: si aprano le dighe”

L'associazione ambientalista chiede che la cabina di regia istituita per la gestione della crisi idrica nel bacino del Po riveda la sua posizione in merito alla riduzione dei livelli del lago d'Iseo, che costituirebbe un pessimo precedente, e disponga invece il rilascio di almeno 10 metri cubi al secondo in più da parte degli invasi montani.

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"Chiediamo che la cabina di regia istituita per la gestione della crisi idrica nel bacino del Po riveda la sua posizione in merito alla riduzione dei livelli del lago d’Iseo, che costituirebbe un pessimo precedente, e disponga invece il rilascio di almeno 10 metri cubi al secondo in più da parte degli invasi montani, alleviando così la sofferenza del Sebino, almeno fintanto che le condizioni meteo non avranno ripristinato un sufficiente afflusso di acque al bacino dell’Oglio". Lo chiede Legambiente all’Autorità di Bacino del Po, con una lettera inviata mercoledì a firma del presidente regionale Damiano Di Simine.

L’associazione ambientalista spiega che mancano una quindicina di centimetri al livello dell’acqua del Sebino per raggiungere il limite minimo di regolazione, mentre la pianura reclama acque per arrivare alla fine della stagione irrigua e limitare così i danni ai raccolti soprattutto di mais: la mancanza d’acqua però mette in ginocchio le sponde lacustre e i canneti, soprattutto nel basso lago, e danneggia la stagione turistica, costringendo i villeggianti a convivere con tappeti di alghe ed erbe lacustri che si accumulano e, complice il caldo, si decompongono provocando odori nauseanti, come denunciano i volontari del cigno verde del circolo basso Sebino.

Una situazione desolante che fa a pugni con l’ottimismo delle analisi dell’Asl dello scorso mese.
"Ancora una volta – prosegue Legambiente – nello scontro di interessi, tra operatori lacustri e agricoltori della pianura, a fare le spese sembra essere destinato il lago. Eppure l’acqua non manca del tutto, anche perchè, a differenza di altre annate siccitose, l’acqua è venuta meno solo nei mesi estivi, mentre le precedenti stagioni hanno avuto precipitazioni quasi nella norma".
Ed infatti "gli invasi idroelettrici del bacino dell’Oglio trattengono ancora quasi 40 milioni di metri cubi d’acqua: quanto basterebbe a compensare l’attuale squilibrio tra afflussi e deflussi per almeno un mese, mettendo in sicurezza il lago ben oltre la fine della stagione irrigua".

Per gli ambientalisti appare perciò "poco comprensibile la decisione di concedere di far defluire dal lago più acqua di quella prevista dalla concessione, prevedendo che il livello del lago possa scendere di altri 25 centimetri rispetto all’attuale: la quantità di acqua rimediabile per l’agricoltura, infatti, sarebbe solo la metà di quella ottenibile da un progressivo svuotamento degli invasi idroelettrici".

Senza contare che probabilmente, viste le previsioni meteo per il week end, potrebbe non essere nemmeno necessario, dal momento che le piogge attese già da domenica potrebbero interrompere il lungo periodo di siccità estiva. 

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Commenti

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  1. Scritto da few

    6500 mc alla pianura bergamasca, 25000 a quella bresciana e 43 mila a quella cremonese … w le cooperative rosse …

  2. Scritto da Tone Badil

    ci risiamo! gli è andata male con il fiume Serio, adesso tentano con il Sebino! ma il problema rimane sempre lo stesso! il minimo deflusso vitale! sembra che il mais venga prima di tutto, ma però guai a investire in tecnologie utili a ridurre lo spreco di acqua irrigua è già stato detto che i campi di mais non sono risaie e quindi non serve allagarli.

    1. Scritto da roberta

      Sai che non si capisce nulla di quello che hai scritto?
      Non si capisce se te la stai prendendo con Legambiente, con i comuni del Sebino oppure con gli agricoltori.