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Affaticati in montagna: 6 turisti e 15 ragazzi salvati dal Soccorso alpino

Due interventi nel tardo pomeriggio di martedì 11 agosto 2015, per la VI Delegazione Orobica del Soccorso alpino.

Due interventi nel tardo pomeriggio di martedì 11 agosto 2015, per la VI Delegazione Orobica del Soccorso alpino.

La prima chiamata, verso le 17:30, per un gruppo di sei persone, turisti stranieri, due adulti e quattro bambini, partiti da Foppolo verso Carona. Camminavano da diverse ore, riuscivano a vedere il paese, in basso, ma si trovavano in difficoltà in una zona molto ripida.

Hanno quindi chiamato il 112; l’elisoccorso da Bergamo ha inviato un mezzo e imbarcato un tecnico del CNSAS (Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico). Il gruppo è stato raggiunto in poco tempo, erano molto affaticati ma illesi; sono stati riportati a valle. L’operazione è terminata intorno alle 19:00.

Il secondo intervento è cominciato verso le 18:30 con una chiamata al 112. Nei pressi del Rifugio Brunone, una comitiva di circa 15 ragazzi, dai 15 ai 20 anni, di Lodi, era ferma sul sentiero perché alcuni di loro erano esausti e non riuscivano più ad andare avanti.

Avevano intenzione di compiere il Giro delle Orobie, erano partiti dal Calvi diretti verso il Brunone, però avevano degli zaini molto carichi e questo ha determinato una fatica maggiore del previsto. In prossimità della Valle del Salto si sono fermati.

Allertato il 112, sono partiti i soccorsi; è stato richiesto l’intervento dell’elicottero della Protezione civile, decollato da Vilminore di Scalve, con una squadra di tecnici, verso Valbondione. Altri operatori erano in base per seguire l’intervento. I ragazzi sono stati accompagnati al Rifugio Brunone, dove trascorreranno la notte.

"La preparazione fisica è fondamentale quando si decide di andare in montagna – spiegano dal Soccorso Alpino – . Ci sono escursioni per tutti i livelli e per questo è molto importante conoscere bene i propri limiti e sapere che grado di difficoltà comporta il percorso scelto, che deve essere adeguato all’età, alle condizioni di salute e al proprio allenamento". "Nel calcolo dei tempi di percorrenza va sempre incluso un margine per le soste. Prima di partire, è consigliabile consultare chi conosce la zona: i professionisti della montagna, le guide alpine, le sedi CAI oppure le Stazioni del Soccorso alpino. Se non si trascurano questi elementi, il viaggio diventa più sicuro e senza spiacevoli inconvenienti. Informazioni per preparare le vostre escursioni si trovano sul sito www.sicurinmontagna.it".

Commenti

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  1. Scritto da opencoz

    a casa! al massimo una gita sui colli!

  2. Scritto da Luca

    Si incominci a far pagare questi Costosi Interventi con L’elicottero , tanti sprovveduti poi raddrizzerebbero le antenne prima d’avventurarsi?

    1. Scritto da pablo

      quindi lei è al corrente del fatto che gli interventi in elicottero sono a carico della collettività?

      1. Scritto da Luisa

        Lei è al corrente del contrario?

  3. Scritto da Arnaldo

    “alcuni di loro erano esausti e non riuscivano più ad andare avanti”. La montagna non è un gioco, forse è meglio stare a casa a giocare alla playstation, almeno non si fa perdere tempo agli altri. Roba da matti, mi auguro che gli abbiano presentato il conto per l’elicottero e per le ore del personale intervenuto.

    1. Scritto da Gino

      Se leggi Daniele qui sotto forse varrebbe la pena di far pagare chi pubblicizza il sentiero come “percorso adatto a tutti”

      1. Scritto da Arnaldo

        Mi piacerebbe sapere chi pubblicizza il sentiero come “percorso adatto a tutti”… In ogni caso, assodato che le nuove generazioni (ma non solo quelle) vivono praticamente in internet, invece di perder tempo a cercare cazzate inimmaginabili, forse sarebbe stato meglio informarsi, magari consultando un sito attendibile (ad esempio quello del CAI, che classifica il sentiero per escursionisti esperti).
        Siamo già nel 2015, ma l’ignoranza resta una brutta bestia.

  4. Scritto da Daniele

    A dire il vero quella parte del sentiero delle orobie (mi riferisco all’intervento in zona Brunone) l’ho spesso trovata reclamizzata come un percorso adatto a tutti ma in realtà il tratto Calvi-Brunone-Coca non solo non è indicato per i principianti ma presenta anche punti difficili e pericolosi anche per escursionisti di una certa esperienza. Non fatico a credere che questi ragazzi si siano trovati nel panico in quel punto senza aspettarsi tali difficoltà.

    1. Scritto da Lara

      CAI : escursione per ESPERTI tempo andata 5 ORE ritorno 5 ORE, trovi anche il profilo altimetrico che è notevole con la segnalazione dei sentieri….se sono una che scala il Cervino a mani nude ……il coca-brunone è una passeggiata rilassante …….ma se solitamente facci letto-divano-vasca in centro?!?!?!?!?! Reclamizzato fa ridere ….forse se uno si INFORMA non si ficca nei guai!!!! Addebitargli i costi sarebbe molto molto educativo la prossima volta si informano meglio!!!!!

      1. Scritto da Daniele

        In realtà parlando di “quella parte del sentiero delle orobie” mi riferivo a tutto il percorso denominato “Sentiero delle Orobie Orientali”. Se cerchi quella stringa in google trovi fra i primi tre risultati la pagina del CAI, ed altre due che non fanno alcuna menzione della difficoltà del percorso. Ad ogni modo io l’ho fatto, boh, 15 anni fa e all’epoca sia sulle guide che sulle pubblicazioni di montagna si parlava del sentiero delle orobie orientali come di un percorso alla portata di tutti.

      2. Scritto da stefano

        La montagna e’ del CAI, mica di tutti…..

        1. Scritto da Arnaldo

          Questo c’entra come i proverbiali cavoli a merenda. Delirium tremens?

  5. Scritto da Silvio

    Affaticati!? Poverini!!!Se ne stiano a Lodi se non sanno neanche valutare le proprie capacità fisiche!

    1. Scritto da stefano

      Ma per Lei essere di Lodi e’ un’aggravante? Stia sereno sig. Silvio, magari un po ‘ di camomilla a colazione…

      1. Scritto da salvi

        Lo spartiacque non lo farei tra bergamaschi e lodigiani o cremaschi o milanesi… Lo farei tra gente dei paesi di montagna e tra gente dei paesi di pianura, che forse, non si rendono ben conto delle difficoltà date dalla banale “salita” e “discesa” su un sentiero. Un ginocchio leggermente dolorante o una scarpa scomoda all’inizio dell’escursione ti rendono praticamente un “disabile” paralizzato per il rientro in discesa… in pianura, a Treviglio o a Lodi non sarebbe un problema

        1. Scritto da Silvio

          Ben detto, camminare in montagna è una cosa, lungo la ciclabile dell’Adda è un’altra cosa! Nel secondo caso se sei stanco puoi chiamare la mammina che ti venga a prendere!