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Rotoorto, fioriere rotanti nate in Bergamo Sviluppo in mostra a Expo

La startup nata nell'Incubatore d'Impresa di Bergamo Sviluppo è presente all'esposizione universale per presentare l'innovativo sistema di coltivazione di orti o giardini verticali su più piani, adatto anche a spazi ristretti.

Dal 22 giugno Rotoorto, startup nata nell’Incubatore d’Impresa di Bergamo Sviluppo, è presente a Expo, e precisamente al padiglione KIP International School (Knowledge, Innovations, Policies and Territorial Practices for the United Nations Millennium Platform), per presentare l’innovativo sistema di coltivazione di orti o giardini verticali su più piani, adatto anche a spazi ristretti.

Si tratta di orti-fioriere, energeticamente autonome e dotate di sistemi di rotazione e irrigazione controllati, in grado di gestire autonomamente la crescita di ortaggi, fiori e vegetali in genere. Il sistema permette di concentrare 6/7 metri lineari di fioriera sfruttando al meglio la luce e lo spazio, con una rotazione “scenografica”.

Dal punto di vista tecnico, la base delle fioriere è costituita dal serbatoio contenente il liquido nutriente e dalla parte portante che si innalza fino alla sommità, dove è posizionato il pannello solare fotovoltaico da cui proviene l’energia necessaria alla rotazione e al funzionamento dei sistemi di irrigazione.

Il pannello ha infatti una potenza più che sufficiente per garantire un apporto di energia costante a tutta la strumentazione che gestisce la ricarica della batteria, la velocità di rotazione e la pompa di irrigazione. Grazie alle dimensioni ridotte e allo sviluppo in altezza, Rotoorto è un elemento di “arredo” che permette di avere un giardino o orto autogestito anche a chi ha poco spazio a disposizione.

Rotoorto è stato ideato dal giovanissimo Francesco Benaglio, che con l’aiuto del padre Domenico, nell’estate 2014 ha realizzato il prototipo, brevettando poi la sua invenzione. L’ultima versione di Rotoorto, presentata lo scorso giugno in anteprima proprio al padiglione KIP, è peraltro un’evoluzione del prototipo iniziale, frutto della collaborazione con altri professionisti locali.

Commenti

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  1. Scritto da agricolo

    Sarebbe interessante conoscere di quanta energia necessitano questi marchingegni per funzionare, soppesando anche quella impiegata per produrre la terra coltiva di riporto, che sarà priva dei mcrorganismi presenti in natura. E invece di quanta necessitano le superfici orizzontali tradizionali, spesso snobbate e trascurate.

    1. Scritto da Mario

      Siamo nell’epoca post-necessario……. ormai pare sia stato inventato tutto ciò che è essenziale e importante alla vita, ora si punta ai gadget e alla moda….. Altrimenti ci sarebbe un sacco di gente in giro senza lavoro né motivazioni